{"id":2197,"date":"2015-02-19T12:15:01","date_gmt":"2015-02-19T12:15:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.quotidianopiemontese.it\/cabiria\/?p=2197"},"modified":"2015-02-19T12:15:09","modified_gmt":"2015-02-19T12:15:09","slug":"lettera-dellassociazione-i313-al-mondo-della-cultura-piemonte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/cabiria\/lettera-dellassociazione-i313-al-mondo-della-cultura-piemonte\/","title":{"rendered":"Lettera dell\u2019Associazione i313 al mondo della cultura in Piemonte"},"content":{"rendered":"<p>Lettera dell\u2019<a href=\"http:\/\/www.associazione313.org\/\" target=\"_blank\">Associazione i313<\/a> agli organi di stampa ed agli addetti ai lavori del settore cultura nella regione Piemonte. Ve la riporto pari pari subito dopo la foto. Leggetela!<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.quotidianopiemontese.it\/cabiria\/2015\/02\/19\/lettera-dellassociazione-i313-al-mondo-della-cultura-piemonte\/cinemainstrada\/\" rel=\"attachment wp-att-2198\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-2198\" src=\"http:\/\/www.quotidianopiemontese.it\/cabiria\/files\/2015\/02\/cinemainstrada-500x335.jpg\" alt=\"cinemainstrada\" width=\"500\" height=\"335\" srcset=\"https:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/cabiria\/files\/2015\/02\/cinemainstrada-500x335.jpg 500w, https:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/cabiria\/files\/2015\/02\/cinemainstrada-1024x685.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 85vw, 500px\" \/><\/a><br \/>\nIl Festival itinerante CinemaINStrada nasce dieci anni fa, nel 2004, da un gruppo di giovani donne \u2013 l&#8217;Associazione Culturale \u201ci313\u201d &#8211; deciso a portare sul territorio di Torino (ma non solo) un \u201clavoro culturale e socio-culturale\u201d di alta qualit\u00e0 e ampio coinvolgimento della popolazione.<!--more--><\/p>\n<p>Nell&#8217;arco di quasi dieci anni di attivit\u00e0 i risultati ed il bilancio &#8211; sia amministrativo (non siamo mai andate \u201cin rosso\u201d), che di gradimento e successo di pubblico &#8211; sono stati assolutamente positivi: abbiamo realizzato nel corso del tempo molti festival e diverse rassegne cinematografiche, a Torino ed in tutto Piemonte; abbiamo organizzato molteplici attivit\u00e0 e laboratori di formazione riguardo al linguaggio audio-visuale, rivolte sia ad associazioni che a gruppi informali, adolescenti ed adulti; abbiamo realizzato video documentari ed abbiamo coinvolto la popolazione di diversi quartieri cosiddetti \u201cperiferici\u201d di Torino, cos\u00ec come di molti piccoli comuni piemontesi, nella realizzazione e programmazione degli stessi festival attraverso cui venivano animati quei territori.<\/p>\n<p>Nel corso degli anni di attivit\u00e0 in strada e nelle piazze, abbiamo invitato registi, registe, attori, attrici, docenti universitari, mediatori e mediatrici culturali, attivisti\/e ed artisti\/e, per dialogare in modo aperto e diretto con il pubblico presente. Abbiamo collaborato con persone provenienti da diversi luoghi d&#8217;Italia e d&#8217;Europa, interessate a conoscere ed arricchire i nostri progetti.<\/p>\n<p>Nel tempo, il Festival si \u00e8 anche \u201cespanso\u201d, con il contributo di soci e socie sparsi per il mondo: sono gi\u00e0 state realizzate diverse edizioni in Repubblica Dominicana e Guatemala, con il supporto di finanziatori ed enti internazionali interessati ad investire in un progetto \u201cforte\u201d, capace di coinvolgere popolazioni e territori complessi ed a volte conflittuali, in particolare nelle grandi citt\u00e0. Abbiamo portato un \u201cFestival\u201d degno di questo nome (con ospiti, anteprime internazionali, concorsi e tappeti rossi!) in luoghi dove non sempre \u00e8 facile promuovere attivit\u00e0 culturali all&#8217;aperto, chiudendo piazze e strade al traffico, trasformando uno spazio di mercato in una grande sala di CinemaINStrada, lasciando sempre libero accesso a tutte quelle persone e famiglie che sceglievano di seguire attivit\u00e0 e proiezioni in quanto parte di un lavoro realmente collettivo e condiviso con il territorio sin dalle sue prime fasi, tanto a livello di contenuto quanto di logistica.<\/p>\n<p>Nell&#8217;arco di tutti questi anni abbiamo guardato centinaia di pellicole e realizzato un grande lavoro di ricerca di film e documentari \u201cdal mondo\u201d, nel senso pi\u00f9 letterale del termine: abbiamo portato in strada, in piazza e in piccoli cinema di quartiere e di paese, film provenienti da tutti i continenti, in lingua originale, sottotitolati in italiano. Decine e decine di film che non sarebbero mai stati visti a Torino e in Piemonte, all&#8217;aperto, gratuitamente, spesso con la presenza degli stessi realizzatori o realizzatrici pronti a dialogare con il pubblico a fine proiezione.<\/p>\n<p>Dove, esattamente? \u00c8 vero, questo non \u00e8 un dettaglio da poco.<\/p>\n<p>Siamo partire dalla Circoscrizione Sei, da Barriera di Milano, e poi ci siamo \u201callargate\u201d perch\u00e9 ci interessavano prima di tutto le \u201cperiferie\u201d (Ah, s\u00ec&#8230; certo! Le \u201cperiferie\u201d&#8230; che di tanto in tanto destano interesse o fa comodo occuparsene, cos\u00ec di colpo, se succede qualcosa, riempiono le prime pagine della cronaca, ma dopo ritornano, molto velocemente, nella vita invisibile delle metropoli). Siamo partite da quei territori \u2013 da Barriera di Milano a Borgo Vittoria, Falchera, Vallette \u2013 perch\u00e9 rappresentano gli spazi pi\u00f9 ricchi e densi di sogni e visioni, di convivenza e coesistenza, di conflitto, ma anche di precariet\u00e0 e di povert\u00e0, intesa non solo in senso materiale, ma anche rispetto all&#8217;offerta culturale.<br \/>\nDa quei luoghi, dalle persone che li abitano e che hanno realizzato insieme a noi buona parte dei Festival messi in campo, abbiamo imparato tantissimo e per questo ci siamo sentite in grado di spostarci verso altri quartieri \u201cad alta densit\u00e0 migratoria\u201d come Porta Palazzo, San Salvario, San Paolo, per poi arrivare anche in altri comuni, da Saluzzo, a Savigliano, Fossano, Barge e Bagnolo.<\/p>\n<p>Per noi non si trattava di proporre \u201cl&#8217;ennesimo festival di cinema a Torino\u201d, per noi non era questione di organizzare rassegne di cinema d&#8217;autore o su tematiche strettamente \u201cmigratorie\u201d, \u201cinterculturali\u201d. Ancora meno si trattava di organizzare un progetto calato dall&#8217;alto per far vedere, a qualcuno, quattro film all&#8217;aperto d&#8217;estate. Per noi il lavoro culturale \u00e8 sempre stato una co-costruzione, un&#8217;articolazione di piani complessi, una ricerca costante non solo di \u201cqualche film\u201d, ma di linguaggi, di \u201cforme culturali\u201d, di iniziative diverse, sperimentali, di collaborazioni con altri individui, gruppi, associazioni, organizzazioni ed istituzioni, per creare eventi realmente condivisi. CinemaINStrada era una festa di cinema e di persone, di lingue e di suoni, di luoghi e storie autoctone e migranti, vicine e lontane, in strada ed in mezzo alle case.<br \/>\nInfatti del Festival, nel tempo, si sono appropriati un po&#8217; tutti e tutte. Posso scommettere che anche quest&#8217;anno, in primavera, mentre camminer\u00f2 per strada, qualcuno mi fermer\u00e0 e mi chieder\u00e0: \u201cMa lo fate quest&#8217;anno il festival?\u201d, e alla mia risposta negativa sentir\u00f2 dire: \u201cEra cos\u00ec bello\u201d oppure, \u201cQuando c&#8217;era il festival non sembrava neanche di stare a Torino!\u201d.<\/p>\n<p>Perch\u00e9? Perch\u00e9 chi ci incontra dice queste cose?<\/p>\n<p>Perch\u00e9, secondo noi, il lavoro artistico e culturale deve cercare di andare in profondit\u00e0, deve arrivare alla radice delle questioni e sviluppare dei discorsi complessi, con strumenti diversi, per non appiattire la visione delle cose: deve saper \u201cstare\u201d nei luoghi e con i suoi abitanti, attraverso la pratica del rispetto, della reciprocit\u00e0 e del riconoscimento. Perch\u00e9, se \u00e8 fatto bene, \u00e8 un lavoro che nel tempo \u201ctrasforma i luoghi\u201d, li attraversa e li ri-crea, mette in relazione persone e spazi, \u00e8 capace di abbattere barriere e confini, di smontare pregiudizi e farsi beffa degli stereotipi, delle rappresentazioni denigratorie, perch\u00e9 punta a lasciare senza armi chi discrimina.<\/p>\n<p>Scriviamo queste poche righe per ricordare che se per quasi dieci anni siamo riuscite a fare tutto questo, \u00e8 perch\u00e9 abbiamo potuto contare su di noi (inteso nel senso \u201cesteso\u201d di cui sopra) e sulle nostre idee, ma anche, naturalmente, su finanziamenti pubblici e sul co-finanziamento di molti altri enti ed istituzioni che hanno appoggiato i nostri progetti. Da due anni, per\u00f2, siamo bloccate e non riusciamo pi\u00f9 a fare il Festival perch\u00e9, da quando si insedi\u00f2 Cota alla Regione, non abbiamo pi\u00f9 contato sul finanziamento, per noi fondamentale, della Regione Piemonte.<\/p>\n<p>Non ci siamo mai fermate solo su quel contributo. Nel tempo abbiamo sempre \u201cmesso insieme\u201d altri finanziatori, pubblici e privati, piccoli e grandi, che ci permettevano di realizzare un lavoro dignitoso e di qualit\u00e0.<br \/>\nCi sembra superfluo aggiungere, ma lo facciamo lo stesso, una domanda retorica: progetti come i nostri (ed il Festival di CinemaINStrada prima di tutto), se non ricevono l&#8217;interesse ed il contributo dell&#8217;ente pubblico, da chi potrebbero riceverlo? Le nostre iniziative sono sempre libere e gratuite, si svolgono all&#8217;aperto e questo comporta non pochi \u2013 ed onerosi \u2013 permessi, oltre allo sforzo logistico. Proiettiamo film da tutto il mondo, che non seguono le logiche commerciali e mainstream della distribuzione delle grandi multinazionali, ma cercano di portare nelle strade opere realizzate in paesi \u201cpoco\u201d occidentali e da cui provengono buona parte degli abitanti dei territori in cui viviamo. Spesso questo festival un po&#8217; troppo internazionale per \u201ccerte zone della citt\u00e0\u201d viene definito come sociale e poco culturale, mentre alla base si nutre di forti ed originali contenuti creativi, di culture.<\/p>\n<p>Non siamo pi\u00f9 riuscite a realizzare le nostre attivit\u00e0 per gli enormi tagli del governo regionale alla Cultura, iniziati con il governo Cota e poi proseguiti. La nostra piccola associazione non pu\u00f2 anticipare i numerosi costi \u201cvivi\u201d che richiede una macchina come quella di CinemaINStrada (ci\u00f2 vale anche per tutti i progetti validi ed importanti per il territorio portati avanti da associazioni simili alla nostra, spazzati via da un anno all&#8217;altro), senza essere sicure di poter contare sul contributo regionale. Noi non possiamo chiedere alle persone che lavorano e collaborano con noi di lavorare gratis (questo lo lasciamo fare all&#8217;EXPO di Milano), per poi comunicare loro che non ci \u00e8 stato assegnato il finanziamento 12 mesi dopo la chiusura di bilancio, nel caso ovviamente fosse rimasto qualcosa nelle casse dell&#8217;Assessorato dopo aver finanziato gli eventi che \u201ccontano\u201d e le altre attivit\u00e0 strutturali.<\/p>\n<p>Abbiamo voluto condividere queste brevi riflessioni per raccontare, a chi avr\u00e0 letto fin qui, che cosa \u00e8 successo a Torino, ed in Piemonte, alle piccole associazioni culturali che hanno saputo costruire progetti di qualit\u00e0, attenti a coinvolgere ampie fasce di popolazione. Abbiamo voluto scrivere queste righe per mettere in luce ci\u00f2 che viene immediatamente colpito, nei territori, quando si mettono in atto certi tagli e certe scelte che, piaccia o meno, hanno una forte connotazione politica. Non nel senso che una giunta di \u201ccentrodestra\u201d avrebbe avuto il chiaro intento \u201cpolitico\u201d di eliminare i nostri progetti (e di altre associazioni): molto pi\u00f9 banalmente, tagliando enormemente i contributi e dando priorit\u00e0 e visibilit\u00e0 ad altro (strutture, eventi e festival consolidati, che possono ampiamente anticipare costi e rischi) \u00e8 evidente che le esperienze \u201cdal basso\u201d, come le nostre, sono le prime a cadere, ad essere tagliate fuori.<\/p>\n<p>Per perseguire quali grandi obiettivi, poi? Cosa si fa per i territori meno \u201ccentrali\u201d ed i loro abitanti? Come si fa realmente \u201cCultura\u201d e \u201cculture\u201d nelle periferie? E come si d\u00e0 visibilit\u00e0 alla grandissima produzione culturale delle tante periferie del mondo anche nel \u201ccentro\u201d? Magari a queste banali e semplici domande potranno rispondere i (relativamente) nuovi politici insediatisi in un consiglio regionale di \u201ccentrosinistra\u201d, ma abbiamo l&#8217;impressione che le risposte saranno molto simili a quelle dei loro predecessori di \u201ccentrodestra\u201d, poich\u00e9 a nessuno o a pochi interessa sviluppare e promuovere un certo tipo di \u201clavoro culturale\u201d. \u00c8 pi\u00f9 facile fare altro o non farlo proprio, come \u00e8 evidente a coloro che i territori li vivono. Nei quartieri non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nulla o restano sporadiche iniziative finanziate una tantum, quasi sempre da fondazioni bancarie, giusto per non far mancare \u201cpanem et circenses\u201d alla gente, a quella gente che conta sempre meno o quasi nulla.<\/p>\n<p>Torino, 19 febbraio 2015<br \/>\nAssociazione Culturale \u201ci313\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lettera dell\u2019Associazione i313 agli organi di stampa ed agli addetti ai lavori del settore cultura nella regione Piemonte. Ve la riporto pari pari subito dopo la foto. Leggetela! 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