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Scommettiamo che Facebook…

La notizia tanto attesa per oggi è relativa all'uscita di uno Smartphone Facebook. Dietro a questo progetto bisogna dire che l'impronta evidente più che quella del gruppo di Zuckerberg è quella di HTC. Famosa già da quando ha saputo cambiar faccia ad un prodotto esteticamente tanto brutto quanto tecnicamente tanto valido come il vecchio Windows Mobile, la società orientale spicca per la capacità di creare dei concept-phone il cui punto di forza è l'interfaccia e la spiccata personalizzazione sul destinatario.

 

 

Dopo un lungo periodo limbico, ha recuperato da poco tempo questo suo stile, prima reinterpretando Android con il nuovo HTC One, e ora riproponendo, dopo numerosi e infiniti tentativi di decine di costruttori, il telefono sociale, ma non a 360º, bensì focalizzato su Facebook. In fondo l'idea è la stessa: metti sotto un Android ma non per farci qualunque cosa (fatto che ovviamente sarà più o meno possibile), ma per fare sì che coloro che – com'è vero per la maggior parte dei casi – lo usano dal 70% al 90% solo per quello (avere un colpo d'occhio sulle proprie comunicazioni/informazioni, il primo, e stare in contatto con il proprio mondo, il secondo) possano farlo velocemente e con il massimo confort e potenza.

Facebook Phone è proprio questo: una rivoluzione copernicana. Non più dall'hardware al software, ma neppure il contrario: piuttosto lo spinotto per fare tutto con l'ambiente in questo momento più popolato al mondo.

 

Si tratta evidentemente di quel FaceBook che ha iniziato con il dare un nome a delle facce, poi passare dal nome alla conversazione, successivamente a far diventare le e-mail dei messaggi e i siti altrettante pagine e gruppi e che aveva già iniziato a collegare i telefoni dentro il suo villaggio globale al punto che ora da dentro va a sembrare che si chiami fuori, solo che questo dentro non è più la tua casa ma la comunità e il fuori non è più la simulazione ma la greve notte della realtà.

 

Com'è fatto non farete fatica a trovarlo e anche come si pensa che verrà introdotto, nello stesso modo in cui ne sentirete dire di tutti i colori anche se soprattutto a sfavore.

Tuttavia, personalmente ho ragione di ritenere che a vincere non sarà la tecnologia, ma l'appartenenza, così come non saranno i device factotum, ma quelli che fidelizzeranno la clientela. L'aveva compreso per primo Jobs e molti decenni prima di iPhone, ma ora il Facebook phone sarà l'apripista per un mercato degli ambienti nomadi, un piccolo tele-trasporto ubiquitario che ci rende tanti piccoli Spock sempre in presa diretta con il nostro Vulcano.

 

 

Fra quanto il TwittPhone, il Baiduphone e così via? Sta di fatto che sarà difficile non esserci e non appartenere. Per alcuni, come me che scrivo, lui che pubblica e forse tu che leggi difficilmente sarà il nostro smartphone di riferimento, ma per tuo zio, la collega, il vicino di casa o anche la nonna, sei sicuro che non si tratti di un modo molto pratico per entrare in un futuro difficile dal quale, anche se ora stai storcendo il naso, ti verrà difficile, nel bene o nel male, non far parte?

“Just another service provided by your friendly neighborhood UserFriendly!”

P.S.: Se disponi di uno Smartphone, ma soprattutto un Tablet o un Phablet compatibile con Flipboard, da Aprile potrai anche leggere il Magazine Digest Userfriendly .

 

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