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Molti autori di libri o articoli complessi utilizzano prodotti di Apple soprattutto per il rapporto fra ricchezza, versatilità e immediatezza d'uso.

Particolarmente pratici i nuovi iPad sono molto interessanti per integrare in mobilità i lavori che sono messi a punto con la tastiera di un MacBook o di un iMac. Ci sono diverse applicazioni che consentono di condividere i due strumenti, ma poche di queste hanno le caratteristiche ideali per organizzarsi il lavoro dello scrittore.

Chi usa il PC difficilmente pensa di ricorrere a qualcosa di meglio di un wordprocessor come MS Word, ad esempio; questo sia perché ci sono pochi prodotti di quel tipo (WinJournal, ad esempio, va anche d'accordo con MacJournal per iPad), sia perché si tratta di utilizzatori abitudinari che finiscono sempre per ricorrere a qualcun altro per farsi mettere a posto il lavoro.

Lo stesso in realtà capita ai Mac Users, specie quelli che sono nati con il Word per Mac (che occorre ricordare esser nato quasi un decennio prima di quello per Windows, almeno in una versione lontanamente paragonabile). I più evoluti lavorano con Scrivener, un programma potente ma anche impegnativo. Da poco è uscita una versione 1.0 anche per Windows, anche se, come si diceva, non appartiene molto ai Win Users la versatilità creativa di prodotti simili.

Lo scrittore e il giornalista amano spesso essere liberi e non dipendere da un ufficio o un computer, per questo possono amare i tablet anche se l'unico adatto per un simile uso avanzato è l'iPad, in ragione dell'incommensurabile scelta di applicativi pro e creativi. E, se per Android (non parlo di Surface che è un notebook solo più confuso) non si può avere niente di meglio che i soliti Simil-Office (il mio preferito è Kingsoft), per iPad ci sono alcune soluzioni (Notebooks e MacJournal, ad esempio, e poi lo splendido Pages, ma solo per impaginare, scopo per il quale si è aggiunto il gratuito Xpress per Pad chiamato DesignPad e ancora Index Card, A Novel Idea, SimpleNote, Textilus, StorySkeleton…) ma apparentemente nulla come Scrivener.

Invece una soluzione c'è e si chiama Storyist. Ne esiste una versione per Mac con degli ottimi manuali gratuiti ma un meno perfetto prezzo di 44 €, ma con l'indubbio vantaggio di provarlo per un mese gratuitamente, ed una per iPad ad un pugno di euro. Quest'ultimo quando era uscito era veramente essenziale, ma ora ha addirittura una modalità di scrittura analoga all'apprezzatissimo editor IA Writer e diverse visualizzazioni, dalle card, ai modelli, i fogli di stile e così via.

Se vi preparate un modello, ad esempio usando Pages oppure direttamente da Storyist per Mac poi sincronizzate il vostro lavoro (ricordando sempre di premunirvi da errori con un backup preventivo) su DropBox, troverete su entrambe le piattaforme gli stessi documenti e per una volta senza sbavi o incoerenze. Finito il tutto si esporta e si rifinisce con un buon impaginatore (lo stesso Pages, ad esempio, ma se pensate in grande Indesign, Xpress o quel che volete). Per di più i files creati sulla cartella Dropbox sono dei comuni RTF e quindi possono essere elaborati all'occorrenza con la maggior parte dei programmo di testo anche per piattaforme diverse, Android e Linux inclusi.

Un'ultima soluzione consiste nell'utilizzare una piattaforma di blog, come la perfetta WordPress, e farci su un blog privato in cui le varie pagine o post saranno altrettanti capitoli o paragrafi che alla fine andrete ad integrare. Wordpress si modifica tramite i browser di tutte le piattaforme disponibili, tablet e smartphone compresi. Tuttavia, per iPad esiste un programma splendido e potentissimo per scrittori di Blog. Si chiama Blogsy ed è quello che sto usando io ora. Non è solo un tool, ma è uno dei più completi, economici e ben fatti programmi di testo e pubblicazione su Web che esistano. Cercate pure: per computer non troverete nulla di simile a questa App per iPad.

 

Molti autori di libri o articoli complessi utilizzano prodotti di Apple soprattutto per il rapporto fra ricchezza, versatilità e immediatezza d'uso.

Particolarmente pratici i nuovi iPad sono molto interessanti per integrare in mobilità i lavori che sono messi a punto con la tastiera di un MacBook o di un iMac. Ci sono diverse applicazioni che consentono di condividere i due strumenti, ma poche di queste hanno le caratteristiche ideali per organizzarsi il lavoro dello scrittore.

Chi usa il PC difficilmente pensa di ricorrere a qualcosa di meglio di un wordprocessor come MS Word, ad esempio; questo sia perché ci sono pochi prodotti di quel tipo (WinJournal, ad esempio, va anche d'accordo con MacJournal per iPad), sia perché si tratta di utilizzatori abitudinari che finiscono sempre per ricorrere a qualcun altro per farsi mettere a posto il lavoro.

Lo stesso in realtà capita ai Mac Users, specie quelli che sono nati con il Word per Mac (che occorre ricordare esser nato quasi un decennio prima di quello per Windows, almeno in una versione lontanamente paragonabile). I più evoluti lavorano con Scrivener, un programma potente ma anche impegnativo. Da poco è uscita una versione 1.0 anche per Windows, anche se, come si diceva, non appartiene molto ai Win Users la versatilità creativa di prodotti simili.

Lo scrittore e il giornalista amano spesso essere liberi e non dipendere da un ufficio o un computer, per questo possono amare i tablet anche se l'unico adatto per un simile uso avanzato è l'iPad, in ragione dell'incommensurabile scelta di applicativi pro e creativi. E, se per Android (non parlo di Surface che è un notebook solo più confuso) non si può avere niente di meglio che i soliti Simil-Office (il mio preferito è Kingsoft), per iPad ci sono alcune soluzioni (Notebooks e MacJournal, ad esempio, e poi lo splendido Pages, ma solo per impaginare, scopo per il quale si è aggiunto il gratuito Xpress per Pad chiamato DesignPad e ancora Index Card, A Novel Idea, SimpleNote, Textilus, StorySkeleton…) ma apparentemente nulla come Scrivener.

Invece una soluzione c'è e si chiama Storyist. Ne esiste una versione per Mac con degli ottimi manuali gratuiti ma un meno perfetto prezzo di 44 €, ma con l'indubbio vantaggio di provarlo per un mese gratuitamente, ed una per iPad ad un pugno di euro. Quest'ultimo quando era uscito era veramente essenziale, ma ora ha addirittura una modalità di scrittura analoga all'apprezzatissimo editor IA Writer e diverse visualizzazioni, dalle card, ai modelli, i fogli di stile e così via.

Se vi preparate un modello, ad esempio usando Pages oppure direttamente da Storyist per Mac poi sincronizzate il vostro lavoro (ricordando sempre di premunirvi da errori con un backup preventivo) su DropBox, troverete su entrambe le piattaforme gli stessi documenti e per una volta senza sbavi o incoerenze. Finito il tutto si esporta e si rifinisce con un buon impaginatore (lo stesso Pages, ad esempio, ma se pensate in grande Indesign, Xpress o quel che volete). Per di più i files creati sulla cartella Dropbox sono dei comuni RTF e quindi possono essere elaborati all'occorrenza con la maggior parte dei programmo di testo anche per piattaforme diverse, Android e Linux inclusi.

Un'ultima soluzione consiste nell'utilizzare una piattaforma di blog, come la perfetta WordPress, e farci su un blog privato in cui le varie pagine o post saranno altrettanti capitoli o paragrafi che alla fine andrete ad integrare. WordPress si modifica tramite i browser di tutte le piattaforme disponibili, tablet e smartphone compresi. Tuttavia, per iPad esiste un programma splendido e potentissimo per scrittori di Blog. Si chiama Blogsy ed è quello che sto usando io ora. Non è solo un tool, ma è uno dei più completi, economici e ben fatti programmi di testo e pubblicazione su Web che esistano. Cercate pure: per computer non troverete nulla di simile a questa App per iPad.

 

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