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La lenta agonia degli SMS
L'universalità di Whatsapp

Le alternative all’SMS sono talmente tante, oramai, e lo stesso vale per l’offerta Internet degli operatori mobili, che non si riuscirebbe a capire come faccia a sopravvivere ancora quel servizio preistorico di comunicazione.
iMessage su iPhone
Il fatto che ci sia ancora gente – e mica poca – che insiste a pagare e a farti pagare per scrivere gli SMS è comunque un indice di quanto poco siano diffusi gli smartphone e di quanto poco siano compresi.
Probabilmente è proprio l’oggetto-smartphone ad essere in questione: la sua usabilità, per quanto abbia fatto con iPhone passi da gigante rispetto al passato, non è ancora diventata abbastanza elementare da soddisfare i consumatori di base, quelli che oggi come oggi fanno poco mercato, essendo il più delle volte attaccati a qualche residuato bellico che svolge si direbbe meglio di prodotti più moderni il suo lavoro principale che consiste nel soddisfare il bisogno di parlarsi.

Forse servirebbero degli smartphone basilari, senza touchscreen e senza attrazioni superiori al solo testo, magari limitato al T9. D’altro canto, sussiste il dubbio che il target potenziale di un prodotto simile non sia poi così appetibile. Quindi, meglio fare come all’epoca dei cellulari ETAC, rapidamente soppiantati dai GSM, e lasciare che i dinosauri si estinguano senza far rumore.
Di certo, fa specie che dei giovani, quasi tutti con telefonini all’ultimo grido, insistano ad essere attratti dalle formule delle tribù varie condizionando tutti ad avere lo spesso operatore per pagare meno i messaggini.
Da questo punto di vista l’Italia, e più in generale l’Europa mediterranea, hanno ancora molto da imparare, se nei paesi del nord e negli USA ormai sono pochissimi ad usare gli SMS.

Le due piattaforme mobili più diffuse, iOS di Apple e Android nell’offerta Samsung hanno un loro servizio che consente a chi dispone dello stesso tipo di cellulare di scambiare i messaggi sfruttando gratuitamente la connessione Internet domestica o quella mobile a forfait.
Dei due però ad essere veramente sfruttato è essenzialmente iMessage di Apple, che oltretutto consente lo scambio anche con i computer Apple – solo però quelli con l’ultimo sistema operativo (Mountain Lion).
L’Amministratore Delegato della Mela, Tim Cook, ha recentemente dichiarato che con iMessage «sono stati inviati complessivamente ben 450 miliardi messaggi, e ogni giorno ne vengono trasmessi più di 2 miliardi. Rispetto allo scorso giugno, la soglia giornaliera è raddoppiata, mentre quella complessiva è triplicata: infatti sei mesi fa venivano inviati 1 miliardo di messaggi al giorno e complessivamente “solo” 150 miliardi».

Resta il fatto che l’appartenenza alla stessa “tribù telefonica” spinge alla sopravvivenza paradossalmente proprio l’odiato SMS: usi lo stesso programma per scrivere gratuitamente ad altri iPhoner e a pagamento al resto del mondo.

Per tale ragione i più scaltri utilizzano prodotti che fra l’altro, oltre ad essere disponibili per la maggior parte degli smartphone, funzionano anche su computer e tablet. Si tratta dei messenger che esistono ormai da quasi due decenni, perfezionandosi sempre più. Da poco il diffusissimo Windows Live Messenger di Microsoft è confluito in Skype e il 15 marzo si spegnerà definitivamente, a meno di qualche compromesso dell’ultima ora. A rimanere in piedi saranno soprattutto, appunto, Microsoft Skype e Google Talk che consentono anche chiamate e videochiamate, ma a subentrare con sempre maggior determinazione è Facebook, grazie ad suo Messenger che presto offrirà anche lui un servizio telefonico. In coda restano Twitter e decisamente più indietro Yahoo! Messenger. Di fatto la scelta non è neppure obbligatoria, in quanto applicazioni mobili e per computer come l’ottimo IMO, il diffusissimo IM+ e lo storico Trillian, anche grazie alla risorsa dei Gruppi consentono di scavalcare le appartenenze.

Whatsapp

L’universalità di Whatsapp

Ma altri servizi si sono affermati in concorrenza della telefonia. Si tratta di Viber che sta espandendosi sempre più, e il più recente Yuliop, ma ad aver tenuto nella storia essendosi ormai affermato su quasi tutti i sistemi operativi dei cellulari internet – ma non dei computer e neppure dei tablet! – è indubbiamente Whatsapp che quasi tutti dovrebbero avere, compreso i cellulari Symbian di Nokia.
Il sistema Whatsapp è talmente diffuso da aver battuto il 31 dicembre scorso l’onorevole record degli 11 miliardi di messaggi in una sola giornata. Non male, vero?!
Restano soltanto i divertenti animaletti di Outfit, primo fra tutti il celeberrimo gatto Talking Tom, che rappresentano un modo originale per comunicare messaggi vocali in allegato ad altri programmi, dal solito SMS alla posta e così via.

Se chi legge li usa magari poco i messaggini, è possibile che lo facciano i loro figli o i nipoti: insegnando loro di smettere di usare gli SMS e di non rispondere agli amici che lo fanno, preferendo piuttosto la chiamata, forse riusciremo a fare crescere anche i nostri ragazzi e a spingerli ad un uso più smart delle tecnologie.

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