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Riceviamo e volentieri pubblichiamo. --------------------------------------------------------------- Ho letto recentemente su una rivista del settore aeronautico un articolo relativo al nuovo Piano Nazionale Aeroporti frutto dello “Studio del sistema aeroportuale italiano, scenari e strategie di sviluppo” affidato a One Works, KPMG e Nomisma su indicazione del Ministero dei Trasporti.   Lo scopo è quello di individuare, insieme all’ENAC, come ripartire, in sostanza, 20 miliardi di euro nei prossimi 20 anni tra i vari scali italiani. Gli interventi prioritari individuati dallo studio sarebbero indirizzati su Fiumicino e Malpensa (potenziamento), Venezia (nuova pista), Firenze (nuova pista), Catania (allungamento pista), Napoli Grazzanise e Viterbo (nuovi aeroporti).   Lo studio cataloga gli aeroporti in varie categorie a seconda della loro importanza. 1) Scali “strategici”:  Roma Fiumicino, Milano Malpensa, Venezia (definiti scali intercontinentali), Bari, Bergamo, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze (solo se verrà realizzata la nuova pista), Lamezia Terme, Milano Linate, Napoli Capodichino (o il futuro Grazzanise), Palermo, Pisa. 2) Scali “primari”: Alghero, Brindisi, Genova, Olbia, Trapani, Treviso, Trieste, Verona ed il futuro aeroporto di Viterbo. 3) Scali “complementari” tra cui Brescia, Comiso, Roma Ciampino (quando Viterbo sarà realizzato), Salerno, Taranto ed altri minori.   E Torino? Dov’è Torino, città di un milione di abitanti o poco meno, prima capitale d’Italia, capoluogo di una regione di certo non povera di risorse umane ed economiche, centro industriale di importanza nazionale (forse), ormai molto dedito ad una vocazione turistica? Risposta: tra gli scali “primari”. Cioè non è uno scalo considerato “strategico per la nazione”. Torino non è quindi considerata strategica per l’Italia? No, la cosa non sarebbe giustificata dalla vicinanza della Malpensa perché se no non sarebbe giustificata la vicinanza tra Pisa e Firenze, o Bergamo e Milano. E’ quindi possibile che Torino sia meno importante strategicamente di Bari o Lamezia tanto da considerarla allo stesso livello di Trapani o Viterbo? E poi, sempre che sia al corrente di tutto ciò, cosa dice la Regione Piemonte o cosa dirà visto che saranno, pare, interpellate in ogni caso le istituzioni territoriali? Le lobby apulo-calabre sono evidentemente abbastanza forti per far inserire Bari o Lamezia tra gli aeroporti “strategici” mentre quelle piemontesi no? Senza nulla togliere a quei due aeroporti, Torino non merita “almeno” uguale importanza? Marco Brignone  

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

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Ho letto recentemente su una rivista del settore aeronautico un articolo relativo al nuovo Piano Nazionale Aeroporti frutto dello “Studio del sistema aeroportuale italiano, scenari e strategie di sviluppo” affidato a One Works, KPMG e Nomisma su indicazione del Ministero dei Trasporti.

 

Lo scopo è quello di individuare, insieme all’ENAC, come ripartire, in sostanza, 20 miliardi di euro nei prossimi 20 anni tra i vari scali italiani.

Gli interventi prioritari individuati dallo studio sarebbero indirizzati su Fiumicino e Malpensa (potenziamento), Venezia (nuova pista), Firenze (nuova pista), Catania (allungamento pista), Napoli Grazzanise e Viterbo (nuovi aeroporti).

 

Lo studio cataloga gli aeroporti in varie categorie a seconda della loro importanza.

1) Scali “strategici”:  Roma Fiumicino, Milano Malpensa, Venezia (definiti scali intercontinentali), Bari, Bergamo, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze (solo se verrà realizzata la nuova pista), Lamezia Terme, Milano Linate, Napoli Capodichino (o il futuro Grazzanise), Palermo, Pisa.

2) Scali “primari”: Alghero, Brindisi, Genova, Olbia, Trapani, Treviso, Trieste, Verona ed il futuro aeroporto di Viterbo.

3) Scali “complementari” tra cui Brescia, Comiso, Roma Ciampino (quando Viterbo sarà realizzato), Salerno, Taranto ed altri minori.

 

E Torino? Dov’è Torino, città di un milione di abitanti o poco meno, prima capitale d’Italia, capoluogo di una regione di certo non povera di risorse umane ed economiche, centro industriale di importanza nazionale (forse), ormai molto dedito ad una vocazione turistica?

Risposta: tra gli scali “primari”. Cioè non è uno scalo considerato “strategico per la nazione”. Torino non è quindi considerata strategica per l’Italia? No, la cosa non sarebbe giustificata dalla vicinanza della Malpensa perché se no non sarebbe giustificata la vicinanza tra Pisa e Firenze, o Bergamo e Milano.

E’ quindi possibile che Torino sia meno importante strategicamente di Bari o Lamezia tanto da considerarla allo stesso livello di Trapani o Viterbo? E poi, sempre che sia al corrente di tutto ciò, cosa dice la Regione Piemonte o cosa dirà visto che saranno, pare, interpellate in ogni caso le istituzioni territoriali? Le lobby apulo-calabre sono evidentemente abbastanza forti per far inserire Bari o Lamezia tra gli aeroporti “strategici” mentre quelle piemontesi no? Senza nulla togliere a quei due aeroporti, Torino non merita “almeno” uguale importanza?

Marco Brignone

 

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