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Si e` gia` parlato dell’incivilta` di far attendere in coda al freddo quelli che volevano regolarizzare se’ stessi o altri, secondo le vigenti leggi italiane sull’immigrazione. Condivido.

Vediamo pero’ cosa si sarebbe potuto fare in un paese un po' piu' civile e meglio organizzato.
Il problema da risolvere era come assegnare un numero limitato di “posti” ad un un numero largamente piu’ grande di richiedenti.
Ammettiamo, che effettivamente il numero di posti disponibili non potesse essere piu’ grande di quello stabilito dalle norme emanate. Che criterio utilizzare per distribuire in modo giusto i pochi posti disponibili? Ci permettiamo di suggerire due strade: sorte o merito.

SORTE
Il metodo della sorte consiste nell’organizzare una lotteria. Ci si iscrive per posta o via internet  e non conta l’ordine d’iscrizione; il tempo per iscriversi e’ lungo, non serve a nulla fare code di notte. La lotteria e` pubblica, trasmessa per televisione, controllata da un notaio e svolta in presenza di rappresentanti degli immigrati gia` residenti. Chi vince, se ha i requisiti previsti dalla legge, ha il posto.

MERITO
Qualcuno dira` che in fondo un permesso di soggiorno in Italia  va dato a chi piu’ lo desidera e piu’ intende sacrificarsi per l’Italia. In fondo far la coda al freddo e` un modo per dimostrare cio’. Si’, ma e` un modo umiliante, inutile, stupido e che non beneficia nessuno, salvo chi vende prodotti contro il raffreddore e la polmonite. Inoltre e` un sistema che ha fatto perdere al paese migliaia di ore di lavoro, di euro di prodotto e di tasse (non incassate). Oltre, ovviamente, la faccia. Se si ritiene che un permesso di soggiorno vada dato a chi piu’ e` disposto a sacrificarsi per esso, allora lo si dica esplicitamente. Un modo sensato potrebbe essere una specie di asta di offerte per cause meritevoli, tipo l’ INPS, il Sistema Sanitario Nazionale o i fondi per gli aventi diritto all’asilo politico. Supponiamo che ci siano 100,000 posti disponibili. Ogni candidato propone di dare una somma, a sua scelta, a favore, per esempio, di  un fondo per i rifugiati politici. Questi ultimi attualmente in Italia ricevono un trattamento indegno. Il richiedente potra’ fare la sua domanda via internet o via posta. Le offerte generano una graduatoria di analisi delle domande; si comincia a considerare quelle di chi ha offerto di piu'; ad essi, se hanno i requisiti previsti dalla legge, si da un permesso di soggiorno. Gli altri non dovranno pagare nulla e non riceveranno il permesso di soggiorno, ma almeno si saranno risparmiati una notte al gelo.

Si e` gia` parlato dell’incivilta` di far attendere in coda al freddo quelli che volevano regolarizzare se’ stessi o altri, secondo le vigenti leggi italiane sull’immigrazione.
Condivido.

Vediamo pero’ cosa si sarebbe potuto fare in un paese un po’ piu’ civile e meglio organizzato.
Il problema da risolvere era come assegnare un numero limitato di “posti” ad un un numero largamente piu’ grande di richiedenti.
Ammettiamo, che effettivamente il numero di posti disponibili non potesse essere piu’ grande di quello stabilito dalle norme emanate. Che criterio utilizzare per distribuire in modo giusto i pochi posti disponibili? Ci permettiamo di suggerire due strade: sorte o merito.

SORTE
Il metodo della sorte consiste nell’organizzare una lotteria. Ci si iscrive per posta o via internet  e non conta l’ordine d’iscrizione; il tempo per iscriversi e’ lungo, non serve a nulla fare code di notte. La lotteria e` pubblica, trasmessa per televisione, controllata da un notaio e svolta in presenza di rappresentanti degli immigrati gia` residenti. Chi vince, se ha i requisiti previsti dalla legge, ha il posto.

MERITO
Qualcuno dira` che in fondo un permesso di soggiorno in Italia  va dato a chi piu’ lo desidera e piu’ intende sacrificarsi per l’Italia. In fondo far la coda al freddo e` un modo per dimostrare cio’. Si’, ma e` un modo umiliante, inutile, stupido e che non beneficia nessuno, salvo chi vende prodotti contro il raffreddore e la polmonite. Inoltre e` un sistema che ha fatto perdere al paese migliaia di ore di lavoro, di euro di prodotto e di tasse (non incassate).
Oltre, ovviamente, la faccia. Se si ritiene che un permesso di soggiorno vada dato a chi piu’ e` disposto a sacrificarsi per esso, allora lo si dica esplicitamente. Un modo sensato potrebbe essere una specie di asta di offerte per cause meritevoli, tipo l’ INPS, il Sistema Sanitario Nazionale o i fondi per gli aventi diritto all’asilo politico. Supponiamo che ci siano 100,000 posti disponibili. Ogni candidato propone di dare una somma, a sua scelta, a favore, per esempio, di  un fondo per i rifugiati politici. Questi ultimi attualmente in Italia ricevono un trattamento indegno. Il richiedente potra’ fare la sua domanda via internet o via posta. Le offerte generano una graduatoria di analisi delle domande; si comincia a considerare quelle di chi ha offerto di piu’; ad essi, se hanno i requisiti previsti dalla legge, si da un permesso di soggiorno. Gli altri non dovranno pagare nulla e non riceveranno il permesso di soggiorno, ma almeno si saranno risparmiati una notte al gelo.

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