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Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Da sempre l’Italia, dal punto di vista dei pannelli indicatori delle direzioni, ha avuto diversi “buchi” specie per le destinazioni estere. Un “Confine di Stato” che si trova molto spesso suona quasi come un “Hic sunt leones” ed è retaggio di quando una frontiera era un qualcosa di difficile da valicare o magari sospetto. Il mondo è aperto ormai e sovente le frontiere non ci sono più. Speravo che con le olimpiadi ci fosse un maggiore senso di “internazionalità” per lo meno a Torino, visto siamo ad un centinaio di chilometri dalla frontiera più vicina.

A Torino dovrebbe essere indicato ad esempio Briançon, Chambéry, Martigny, Chamonix. In queste città Torino è indicato. Se escludiamo un “Chambéry-Lyon” sulla A32 o un “Lione” sempre sulla A 32 ma ormai in alta Valsusa, in città non vi sono indicazioni estere e ci si limita a Susa, Bardonecchia, Frejus, Aosta o Cuneo. Neanche Monte Bianco, Gran S. Bernardo, Nizza.
La situazione è simile con rare eccezioni anche in altre città italiane di confine.

In più oltre ad alcuni pannelli indicatori posizionati da poco per i giochi olimpici e che danno alcune informazioni “di servizio” (Ospedali, stadi, palavela, parcheggi, stazioni etc.) ve ne sono alcuni incompleti e fuorvianti per uno che viene da fuori.

Alcuni esempi? Alla vecchia serie che dava in verde MILANO, AOSTA e in blu VERCELLI, LANZO, CUORGNE’ e che in fondo non erano completi, ne sono stati aggiunti alcuni solo con MILANO, AOSTA in blu (va bene) ma non più VERCELLI. In altri CUORGNE’ (blu) non c’è più ed è sostituito da RIVAROLO o ancora SAVONA (sempre blu) ma non più ASTI. Meno male che ci sono i vecchi cartelli a completare. Ciò genera confusione.  La confusione genera anche traffico inutile.
In più, altri sono posizionati male: all’angolo tra C.so Sebastopoli e Via G. Reni, l’indicazione FREJUS (che spero qualcuno non confonda con la cittadina sulla Costa Azzurra) non è insieme a quella per SUSA ma a quella per MILANO, così uno che non lo sa, anziché uscire dalla città da C.so Allamano, attraversa tutta la città prima di accorgersi (quando è indicato!) che non è la strada più breve e soprattutto piu’ appropriata.
Altro esempio? Tra C.so Vercelli e V. Reiss Romoli l’indicazione RIVAROLO è rivolta verso il centro città anziché dall’altra parte. Tra l’altro a fianco è presente il vecchio cartello per CUORGNE’ con l’indicazione giusta, ma chi ha posizionato il cartello forse non sa che per andare a Cuorgne’ si deve passare da Rivarolo.

Chi decide in Comune cosa mettere sui cartelli e come?

 La ATIVA, che gestisce le tangenziali di Torino si è preoccupata di più di inaugurare il nuovo casello di Beinasco piuttosto che sostituire i vecchi cartelli semi-arrugginiti con le indicazioni.
Sulla tangenziale i nuovi pannelli luminosi oltre a segnalare “Benvenuti nel territorio olimpico” farebbero bene a segnalare qualcosa di più utile. Meno male che dopo la nevicata della scorsa settimana compare talvolta un “Procedere con cautela, possibili buche”. (!)

Marco Brignone

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Da sempre l’Italia, dal punto di vista dei
pannelli indicatori delle direzioni, ha avuto diversi “buchi” specie per le
destinazioni estere. Un “Confine di Stato” che si trova molto spesso suona
quasi come un “Hic sunt leones” ed è retaggio di quando una frontiera era un
qualcosa di difficile da valicare o magari sospetto. Il mondo è aperto ormai e
sovente le frontiere non ci sono più. Speravo che con le olimpiadi ci fosse un maggiore
senso di “internazionalità” per lo meno a Torino, visto siamo ad un centinaio
di chilometri dalla frontiera più vicina.

A Torino dovrebbe essere indicato ad esempio
Briançon, Chambéry, Martigny, Chamonix. In queste città Torino è indicato. Se
escludiamo un “Chambéry-Lyon” sulla A32 o un “Lione” sempre sulla A 32 ma ormai
in alta Valsusa, in città non vi sono indicazioni estere e ci si limita a Susa,
Bardonecchia, Frejus, Aosta o Cuneo. Neanche Monte Bianco, Gran S. Bernardo,
Nizza.
La situazione è simile con rare eccezioni anche in
altre città italiane di confine.

In più oltre ad alcuni pannelli indicatori
posizionati da poco per i giochi olimpici e che danno alcune informazioni “di
servizio” (Ospedali, stadi, palavela, parcheggi, stazioni etc.) ve ne sono
alcuni incompleti e fuorvianti per uno che viene da fuori.

Alcuni esempi? Alla vecchia serie che dava in
verde MILANO, AOSTA e in blu VERCELLI, LANZO, CUORGNE’ e che in fondo non erano
completi, ne sono stati aggiunti alcuni solo con MILANO, AOSTA in blu (va bene)
ma non più VERCELLI. In altri CUORGNE’ (blu) non c’è più ed è sostituito da
RIVAROLO o ancora SAVONA (sempre blu) ma non più ASTI. Meno male che ci sono i
vecchi cartelli a completare. Ciò genera confusione.  La confusione genera anche traffico inutile.
In più, altri sono posizionati male: all’angolo tra
C.so Sebastopoli e Via G. Reni, l’indicazione FREJUS (che spero qualcuno non
confonda con la cittadina sulla Costa Azzurra) non è insieme a quella per SUSA
ma a quella per MILANO, così uno che non lo sa, anziché uscire dalla città da
C.so Allamano, attraversa tutta la città prima di accorgersi (quando è
indicato!) che non è la strada più breve e soprattutto piu’ appropriata.
Altro esempio? Tra C.so Vercelli e V. Reiss Romoli
l’indicazione RIVAROLO è rivolta verso il centro città anziché dall’altra
parte. Tra l’altro a fianco è presente il vecchio cartello per CUORGNE’ con
l’indicazione giusta, ma chi ha posizionato il cartello forse non sa che per
andare a Cuorgne’ si deve passare da Rivarolo.

Chi decide in Comune cosa mettere sui cartelli e
come?

 La ATIVA, che gestisce le tangenziali di Torino si
è preoccupata di più di inaugurare il nuovo casello di Beinasco piuttosto che
sostituire i vecchi cartelli semi-arrugginiti con le indicazioni.
Sulla tangenziale i nuovi pannelli luminosi oltre
a segnalare “Benvenuti nel territorio olimpico” farebbero bene a segnalare
qualcosa di più utile. Meno male che dopo la nevicata della scorsa settimana
compare talvolta un “Procedere con cautela, possibili buche”. (!)

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