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E` di pochi giorni fa la decisione del Parlamento italiano di non attuare la normative europea sul cioccolato. Una condannna dell`Italia davanti alla Corte Europea di Giustizia e le sanzioni del caso sono praticamente scontate. La norma europea prevede che si possa chiamare “cioccolato”  varie sostanze  fatte con cacao e vari grassi di origine vegetale diversi dal burro di cacao. Chiunque abbia fatto l’esperienza di mangiare quei “cioccolati” di bassa qualita’ sa quanto diversi essi siano dal buon cioccolato. Difendere il buon cioccolato appare quindi come un’ottima causa. Peccato che il mezzo utilizzato sia il piu’ sbagliato. Se l’ Unione Europea intende adottare  una normativa poco sensata ci sono vari mezzi adatti a fermarla. Si tratta di creare una maggioranza di blocco nel Consiglio dei Ministri dell’UE o al Parlamento Europeo. Evidentemente il governo deve curare le relazioni con molti stati grandi e piccoli perche’ in Consiglio dei Ministri il voto di tutti conta. Al Parlamento Europeo bisogna  sapere costruire delle coalizioni con deputati di diversi paesi e gruppi politici. Gli stessi gruppi politici che hanno rigettato la normativa europea sul cioccolato a Roma sono quelli che fanno eleggere  a Bruxelles e a Strasburgo o leader di  partito assenteisti  o deputati di poco peso, che normalmente restano al Parlamento Europeo per un minor numero di legislature di altri eurodeputati, per esempio i tedeschi. I partiti politici tedeschi hanno capito l’importanza del Parlamento Europeo e vi mandano deputati agguerritissimi ed esperti, che divengono quasi naturalmente punti di riferimento per i meno esperti deputati di altri paesi. Non a caso attualmente i capi dei due piu’ grandi gruppi politici del Parlamento sono tedeschi. Non a caso nessuno capo gruppo  e’ italiano. Ottimo difendere il cioccolato italiano da bassi surrogati, ma farlo a Roma e' del tutto inutile e ci fa solo fare quella che a Torino chiamano “una figura da ciculate'   ".

E` di pochi giorni fa la decisione del Parlamento italiano di non attuare la normative europea sul cioccolato.
Una condannna dell`Italia davanti alla Corte Europea di Giustizia e le sanzioni del caso sono praticamente scontate.
La norma europea prevede che si possa chiamare “cioccolato”  varie sostanze  fatte con cacao e vari grassi di origine vegetale diversi dal burro di cacao. Chiunque abbia fatto l’esperienza di mangiare quei “cioccolati” di bassa qualita’ sa quanto diversi essi siano dal buon cioccolato. Difendere il buon cioccolato appare quindi come un’ottima causa.
Peccato che il mezzo utilizzato sia il piu’ sbagliato.
Se l’ Unione Europea intende adottare  una normativa poco sensata ci sono vari mezzi adatti a fermarla. Si tratta di creare una maggioranza di blocco nel Consiglio dei Ministri dell’UE o al Parlamento Europeo. Evidentemente il governo deve curare le relazioni con molti stati grandi e piccoli perche’ in Consiglio dei Ministri il voto di tutti conta. Al Parlamento Europeo bisogna  sapere costruire delle coalizioni con deputati di diversi paesi e gruppi politici.
Gli stessi gruppi politici che hanno rigettato la normativa europea sul cioccolato a Roma sono quelli che fanno eleggere  a Bruxelles e a Strasburgo o leader di  partito assenteisti  o deputati di poco peso, che normalmente restano al Parlamento Europeo per un minor numero di legislature di altri eurodeputati, per esempio i tedeschi. I partiti politici tedeschi hanno capito l’importanza del Parlamento Europeo e vi mandano deputati agguerritissimi ed esperti, che divengono quasi naturalmente punti di riferimento per i meno esperti deputati di altri paesi. Non a caso attualmente i capi dei due piu’ grandi gruppi politici del Parlamento sono tedeschi. Non a caso nessuno capo gruppo  e’ italiano.
Ottimo difendere il cioccolato italiano da bassi surrogati, ma farlo a Roma e’ del tutto inutile e ci fa solo fare quella che a Torino chiamano “una figura da ciculate’   ".

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