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Il nostro tempo è il loro denaro
Foto LaPresse - Fabio Ferrari 16/08/2015 Torino ( Italia)

Non è una creativa ricerca di scuse, ma di equità.

Oggi vorrei introdurre questa riflessione con una domanda:
In quale momento della giornata vi ritenete più produttivi?

Dal canto mio, la risposta sarebbe senza ombra di dubbio la mattina. Nelle ore che precedono il pranzo sono sicuramente più concentrato nello studio di quanto potrei mai esserlo dopo quel pasto.
Ognuno è in grado di riconoscere quando il proprio corpo sia in grado di adempiere al meglio ai propri doveri, e non parlo necessariamente della spossatezza fisica, ma anche e soprattutto di quella mentale.
Quante volte, dopo una giornata di lavoro, ci ritroviamo nel tragitto verso casa a riprometterci che appena arrivati nulla ci fermerà dal collassare sul primo divano raggiungibile, mentre nella realtà dei fatti, appena varcata la soglia, non sentiamo più il bisogno di dormire, anzi, le energie sarebbero abbastanza da permetterci una bella corsetta, ma tutto ciò di cui abbiamo bisogno è spegnere il cervello e non dover pensare a nulla?

Ma cosa c’entra tutta questa banale manfrina con il Toro?
Cosa c’entra un discorso sulla diversa produttività a seconda del momento della giornata?
C’entra, se andiamo con un minimo di perizia ad indagare nel calendario granata gli orari delle partite fino alla diciassettesima giornata.
La prossima partita sarà la sedicesima (16°) giornata di Serie A e si disputerà contro il Sassuolo Sabato 12 Dicembre alle ore 18.00, mentre la successiva (17° giornata) il Toro incontrerà l’Udinese.

La partita con i bianconeri (quelli senza gobba) sarà la quarta partita in, ripeto, diciassette giornate che i granata giocheranno di Domenica alle 15.00.

Quattro partite non rappresentano nemmeno il 25% di un totale di 17 partite, questo significa che il Toro ha potuto giocare nell’orario classico della massima categoria per meno di un quarto delle gare disputate.
Ora, io comprendo quelle che sono le esigenze economiche delle emittenti televisive.
Spalmare gli incontri su più giornate ed orari permette di aumentare la quantità di spettatori da casa che, nel tempo libero seguiranno partite anche di minore attrattiva, pur di distrarsi con un po’ di calcio.
Comprendere‘ non significa, però, condividere. A maggior ragione se queste decisioni vengono prese senza criterio.

Ricordo che dopo l’ultima promozione in Serie A, uno dei miei primi pensieri fu proprio riguardo la gioia di poter vedere di nuovo il Toro in campo alla Domenica pomeriggio.
Oggi devo tenermi libero per il Sabato a mezzogiorno..
Mezzogiorno che, tra l’altro, non ci ha mai portato fortuna per quanto io riesca a ricordare (vedasi per esempio la sconfitta con l’Empoli per 1-0. Marcatore: Padelli).

Torniamo quindi al discorso iniziale.
Ammesse e non concesse le osservazioni appena fatte, trovo davvero di cattivo gusto stilare un calendario che non tenga conto minimamente del peso che può avere su una squadra l’orario in cui si dovrà svolgere l’incontro e perpetrare questo errore per tredici volte su diciassette con la stessa società.
Forse peggiore o forse migliore, in ogni caso mi chiedo come sarebbe oggi la classifica con un calendario più equo.

Io osservo prevalentemente il Toro, e non so quante e quali altre squadre possano avvicinare il trattamento a noi riservato quest’anno.
Come altre volte, però, voglio sfruttare una considerazione che ci riguarda in prima persona e cercare di farne un discorso più ampio.
Sappiamo che la perfezione non è possibile in nessun ambito, ancora meno se contro di essa concorrono interessi economici e di ordine pubblico (spesso usato come giustificazione).
È possibile però che questioni come il calendario debbano essere dettate in larga misura da spinte mediatiche?
È possibile che le società, pur sapendo che le prestazioni dei loro giocatori ne saranno sicuramente viziate e che gli stadi saranno più o meno pieni a seconda degli orari, non abbiano la forza o la voglia di alzare la voce per ristabilire un equilibrio che anni fa sussisteva senza problemi?

Ho troppe domande, e troppi pochi fatti per affibbiare colpe ai volti giusti.

Mentre ci ragiono, mi sdraio sul letto ad aspettare i Mondiali invernali del 2022.

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