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L’ipotesi delle Olimpiadi di Torino 2026 spiegata per bene

Sul tema dell’ipotesi di Torino per le Olimpiadi invernali 2026 si stanno sprecando fiumi di bit prevalentemente legati a speculazioni e elucubrazioni politiche piuttosto  che a dati concreti.
Vediamo di fare il punto della situazione.

Per ora dal punto di vista strettamente torinese ci troviamo di fronte alla presentazione di uno studio di prefattibilità a cui dovrebbe far seguito la presentazione di una manifestazione di interesse entro il 31 marzo 2018 del Comune di Torino, della Città metropolitana, coinvolta perchè buona parte degli impianti sono nel territorio della vecchia Provincia, e poi del CONI.

E’ il primo passaggio formale. Parlare di candidatura è un termine improprio proprio per il percorso possibile.

Che cosa succederà o meglio che cosa potrebbe succedere ?

Lo spiega bene la pagina ad hoc del sito del CIO.

Il Cio ha deciso di lavorare per dei Giochi meno costosi, più sostenibili e meno elefantiaci dopo esperienze non felici . Questo obiettivo  ha richiesto un lungo lavoro di un gruppo di lavoro sul tema per definire le procedure ovvero le regole del gioco.

Il processo di candidatura ora si basa su due fasi il dialogo e la candidatura vera e propria.

La fase del dialogo che è partita a ottobre 2017 e terminerà nell’ottobre 2018, ha come obiettivo di discutere e valutare con i potenziali organizzatori pregi e difetti, rischi e opportunità di un’Olimpiade prima di proporre una candidatura ovvero un vero e proprio dossier olimpico.

The Dialogue Stage allows Interested Cities and NOCs to explore the benefits of hosting an Olympic Games. The IOC gains an understanding of the key opportunities and risks of Interested Cities before inviting them to develop a comprehensive candidature concept and file.

The IOC appoints an Olympic Winter Games 2026 Working Group overseen by an IOC member. It is comprised of representatives from the International Paralympic Committee (IPC), the International Winter Sports Federations (IFs), the NOCs and the IOC Athletes’ Commission. The Working Group conducts a technical assessment of the Interested Cities and provides the IOC Executive Board with a report that clearly identifies the opportunities and risks associated with each City’s Olympic project. This report takes into account the unique nature of each City’s vision and their legacy plans.

La seconda fase quella della candidatura vera e propria inizierà nei primi mesi del 2019 per poi concludersi con la decisione che verrà presa nella sessione del CIO che si terrà a Milano dopo le presentazioni dei veri  dossier olimpici e le opportune verifiche del comitato internazionale olimpico.

The Candidate Cities and the IOC collaborate during the Candidature Stage to ensure the development of the best possible Games project that aligns with the Cities’ long-term development plans.

The IOC appoints an Evaluation Commission to conduct an in-depth assessment of the Candidate Cities and to publish a report. The report addresses the essential elements for the planning and delivery of successful Olympic Games, whilst taking into account the unique nature of each City’s vision, concept and legacy opportunities

The Candidate Cities are requested to submit an official file to describe their Games delivery and legacy plan. Every Olympic Games edition showcases the culture of the host city and country, and Candidature Files are used to reflect this unique nature of each City.

Siamo quindi in una fase ancora molto lontana del processo in cui i territori e le città che vogliono essere coinvolte devono dire al CIO : “ci interessa, parliamone”.

La vicenda per essere correttamente inquadrata richiede una serie di informazioni di scenario.

Il percorso della candidatura per le Olimpiadi del 2026 è stato piuttosto travagliato per le molte candidature che sono nate e mort. La pagina sul tema di Wikipedia in inglese riassume bene la storia.

Per ora hanno annunciato di partecipare alla fase del dialogo Calgary in Canada, Sion in Svizzera, Stoccolma in Svezia e Sapporo in Giappone. Di queste due sono già state sedi olimpiche invernali: Sapporo (1972) e Calgary (1988) e una Stoccolma (1912) sede olimpica estiva.

Sion ci ha già provato tre volte ad arrivare alle Olimpiadi invernali senza farcela nel 1976, 2002 e 2006. Il 10 giugno 2018 nel Cantone del Vallese ci sarà un referendum con cui i cittadini dovranno votare il si e no alle Olimpiadi stesse.
La candidatura di Sion comprende anche Losanna dove ha sede il CIO e la Casa – Museo del movimento olimpico e dove nel 202o si svolgerà dal 10 al 22 gennaio la terza edizione dei Giochi Olimpici Giovanili invernali.

La candidatura di Sapporo ha il problema sportivo – politico che si tratterebbe della terza Olimpiade invernale di fila che si svolgerebbe in Asia.

Poi ci sono tante altre potenziali sedi come Lillehammer, in Norvegia, Erzurum, in Turchia, Graz e Schladming in Austria oltre ad altre che hanno  prima annunciato di voler entrare nella procedura di dialogo, per poi lasciar perdere. Il caso più mediatizzato è quello di  Innsbruck già sede di due Olimpiadi, i cui cittadini hanno votato no all’idea in un referendum. C’erano in ballo diverse sedi potenziali in USA che sono state messe nel dimenticatoio nel momento in cui le Olimpiadi estive sono state assegnate a Los Angeles nel 2028 insieme a quelle del 2024 a Parigi con una procedura nuova che annunciava due Olimpiade estive in una unica occasione, che per qualche osservatore è stato un modo per spostare l’attenzione dalla situazione un po’ stagnante delle candidature per il 2026.

Nella 133 sessione del Comitato Olimpico in programma appunto in ottobre a Buenos Aires ci dovrebbe essere anche essere un reimpasto dei 100 attuali membri del CIO ovvero del parlamentino del Comitato Internazionale Olimpico. Ad oggi tre sono italiani: Mario Pescante, Franco Carraro  e Ivo Ferriani . I primi due dovranno lasciare per raggiunti limiti di età e si punta a una candidatura dell’attuale presidente del CONI  Giovanni Malagò.

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