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Ci sono voluti 50 anni, decine di migliaia di vittime e contenziosi legali in tutto il mondo, ma finalmente nel 2012 la Grunenthal, l'azienda che ha inventato il Talidomide, si è decisa a riconoscere la propria responsabilità. Le scuse ufficiali sono arrivate in occasione dell'inaugurazione di un memoriale dedicato alle vittime a Stolberg, la città tedesca sede della compagnia: Harald Stock, amministratore delegato della compagnia ha ricordato"Per 50 anni non siamo riusciti a parlare con le vittime e le loro madri. Invece siamo rimasti in silenzio, e ci dispiace molto per questo. Il talidomide sarà sempre parte della storia della nostra compagnia. Noi abbiamo una responsabilità e la affrontiamo apertamente". Il farmaco, progettato per le nausee mattutine e altri fastidi tipici della gravidanza, fu approvato in Germania nel 1954, mentre i primi effetti devastanti furono direttamente ricollegati al Talidomide solo cinque anni più tardi e il ritiro avvenne solo nel 1961. Solo dopo molto tempo si capì che la tossicità era dovuta alla coesistenza di due forme, una buona e una cattiva, all'epoca indistinguibili. Alcune stime affermano che più di 20 mila bambini nacquero con malformazioni agli arti, mentre in Italia le associazioni di pazienti stimano in 6-700 il numero di vittime. L'azienda finora ha risarcito solo le vittime tedesche, mentre contenziosi sono in corso in diversi altri Paesi fra cui l'Australia. In Italia solo da pochi anni abbiamo visto riconosciuto un indennizzo da parte dello Stato, sottolinea Vincenzo Tomasso, presidente dell'Associazione Thalidomidici Italiani. "Anche se problemi burocratici stanno mettendo ostacoli per alcuni nostri associati. Dalla Grunenthal invece per 50 anni abbiamo visto solo un muro di gomma".

Ci sono voluti 50 anni, decine di migliaia di vittime e contenziosi legali in tutto il mondo, ma finalmente nel 2012 la Grunenthal, l’azienda che ha inventato il Talidomide, si è decisa a riconoscere la propria responsabilità. Le scuse ufficiali sono arrivate in occasione dell’inaugurazione di un memoriale dedicato alle vittime a Stolberg, la città tedesca sede della compagnia: Harald Stock, amministratore delegato della compagnia ha ricordato”Per 50 anni non siamo riusciti a parlare con le vittime e le loro madri. Invece siamo rimasti in silenzio, e ci dispiace molto per questo. Il talidomide sarà sempre parte della storia della nostra compagnia. Noi abbiamo una responsabilità e la affrontiamo apertamente”. Il farmaco, progettato per le nausee mattutine e altri fastidi tipici della gravidanza, fu approvato in Germania nel 1954, mentre i primi effetti devastanti furono direttamente ricollegati al Talidomide solo cinque anni più tardi e il ritiro avvenne solo nel 1961. Solo dopo molto tempo si capì che la tossicità era dovuta alla coesistenza di due forme, una buona e una cattiva, all’epoca indistinguibili.

Alcune stime affermano che più di 20 mila bambini nacquero con malformazioni agli arti, mentre in Italia le associazioni di pazienti stimano in 6-700 il numero di vittime. L’azienda finora ha risarcito solo le vittime tedesche, mentre contenziosi sono in corso in diversi altri Paesi fra cui l’Australia. In Italia solo da pochi anni abbiamo visto riconosciuto un indennizzo da parte dello Stato, sottolinea Vincenzo Tomasso, presidente dell’Associazione Thalidomidici Italiani. “Anche se problemi burocratici stanno mettendo ostacoli per alcuni nostri associati. Dalla Grunenthal invece per 50 anni abbiamo visto solo un muro di gomma”.

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