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Sono partiti gli annunci  sulla stampa, ordinati dal giudice, per informare i consumatori interessati alla class action che Altroconsumo sta portando avanti contro Intesa Sanpaolo per le commissioni di scoperto di conto non dovute applicate dopo il 15 agosto 2009. Come previsto dalla legge sulla class action, il giudice della prima sezione civile del Tribunale di Torino a giugno 2012 ha disposto di diffondere indicazioni sull’azione di classe affinché tutti gli interessati possano essere informati. La class action chiede il risarcimento dei costi illeciti fatti pagare ai correntisti di Intesa Sanpaolo, come Commissioni per scoperto di conto, sui conti non affidati, cioè sui conti ai quali, al momento dell’apertura, non è concesso un fido. Spese che sono state introdotte dalla banca in sostituzione delle commissioni di massimo scoperto abolite per legge nel 2009. La Corte d’appello di Torino ha ritenuto che Altroconsumo rappresenti adeguatamente gli interessi dei correntisti e che la class action non possa essere bloccata sul nascere, come richiesto da Intesa Sanpaolo. Presto l’Associazione fornirà altri dettagli per partecipare all’azione; la raccolta formale delle adesioni comincerà a fine settembre. Ad oggi, fa sapere Altroconsumo, sono 500 gli utenti che hanno partecipato attivamente sostenendo la campagna dell’associazione.

Sono partiti gli annunci  sulla stampa, ordinati dal giudice, per informare i consumatori interessati alla class action che Altroconsumo sta portando avanti contro Intesa Sanpaolo per le commissioni di scoperto di conto non dovute applicate dopo il 15 agosto 2009. Come previsto dalla legge sulla class action, il giudice della prima sezione civile del Tribunale di Torino a giugno 2012 ha disposto di diffondere indicazioni sull’azione di classe affinché tutti gli interessati possano essere informati.

La class action chiede il risarcimento dei costi illeciti fatti pagare ai correntisti di Intesa Sanpaolo, come Commissioni per scoperto di conto, sui conti non affidati, cioè sui conti ai quali, al momento dell’apertura, non è concesso un fido. Spese che sono state introdotte dalla banca in sostituzione delle commissioni di massimo scoperto abolite per legge nel 2009. La Corte d’appello di Torino ha ritenuto che Altroconsumo rappresenti adeguatamente gli interessi dei correntisti e che la class action non possa essere bloccata sul nascere, come richiesto da Intesa Sanpaolo. Presto l’Associazione fornirà altri dettagli per partecipare all’azione; la raccolta formale delle adesioni comincerà a fine settembre. Ad oggi, fa sapere Altroconsumo, sono 500 gli utenti che hanno partecipato attivamente sostenendo la campagna dell’associazione.

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