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Un gruppo di truffatori che creavano contratti dell'energia elettrica fasulli copiando i dati da contratti reali all'insaputa dei clienti, è stato scoperto dai  carabinieri di Torino. Cinque persone sono state denunciate per falso in scrittura privata e sostituzione di persona continuata in concorso. Moltissime le denunce di cittadini che si sono visti recapitare avvisi di cambiamento di contratti per la fornitura di energia elettrica, mai richiesti, con allegata la nuova bolletta e la nuova fattura. A capo del gruppo c'era il titolare di un'agenzia che distribuiva e assegnava ai propri venditori porta a porta copie di contratti veri, realmente stipulati da persone fisiche, i cui dati anagrafici e di fornitura di energia venivano ricopiati su nuovi contratti ,mai richiesti, per l'attivazione di nuove forniture di energia. Sono stati sequestrati 77 faldoni contenenti in tutto 6.186 contratti di fornitura, tuttora al vaglio degli inquirenti, vari documenti amministrativi  e due personal computer. Secondo gli investigatori i casi di truffa potrebbero essere  migliaia in molte regioni d'Italia.

Un gruppo di truffatori che creavano contratti dell’energia elettrica fasulli copiando i dati da contratti reali all’insaputa dei clienti, è stato scoperto dai  carabinieri di Torino. Cinque persone sono state denunciate per falso in scrittura privata e sostituzione di persona continuata in concorso. Moltissime le denunce di cittadini che si sono visti recapitare avvisi di cambiamento di contratti per la fornitura di energia elettrica, mai richiesti, con allegata la nuova bolletta e la nuova fattura.

A capo del gruppo c’era il titolare di un’agenzia che distribuiva e assegnava ai propri venditori porta a porta copie di contratti veri, realmente stipulati da persone fisiche, i cui dati anagrafici e di fornitura di energia venivano ricopiati su nuovi contratti ,mai richiesti, per l’attivazione di nuove forniture di energia. Sono stati sequestrati 77 faldoni contenenti in tutto 6.186 contratti di fornitura, tuttora al vaglio degli inquirenti, vari documenti amministrativi  e due personal computer. Secondo gli investigatori i casi di truffa potrebbero essere  migliaia in molte regioni d’Italia.

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