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Reato non soccorrere animali feriti in strada. Nuovo decreto legge cambia il codice della strada

Prestare soccorso a cani, gatti, caprioli, uccelli, cavalli o altri animali investiti in strada, non solo è una dovere morale, ma oggi è legge. Basta ingranare la marcia e fuggir via come niente fosse, lasciando l’animale ferito sull’asfalto. Non si può, e non si deve, tirare avanti. Con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana, n.289, organo di stampa con cui si rendono noti leggi e decreti, il decreto attuativo del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, in vigore a partire dal 27 dicembre, inserisce una importante modifica del Codice della Strada. Tale modifica, civile e necessaria, equipara lo stato di necessità di trasporto di un animale ferito a quello di una persona, prevedendo anche  l’utilizzo di sirena e lampeggiante per ambulanze veterinarie e mezzi di vigilanza zoofila. Insomma, per una volta, finalmente bipedi e non sono allo stesso livello. Era ora! Niente più scuse.

E’ obbligatorio fermarsi ed aiutare Fido, sia – si legge nella G.U. – per assicurare tutela e benessere all’animale, sia per garantire l’incolumità pubblica e la sicurezza della circolazione stradale.  Il decreto ministeriale specifica anche le caratteristiche delle autoambulanze veterinarie, le attrezzature, la certificazione dello stato di necessità di intervento sull’animale, etc.. Un Paese dove sia indispensabile una legge che stabilisca l’obbligo di aiutare un ferito, di qualsivoglia specie o razza, è ancora, purtroppo, un Paese incivile moralmente, ma almeno questo decreto è un passo nella giusta direzione.

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