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Il Fisco aumenta l’Iva sulle spese veterinarie

Fido e Felix costeranno di più ai loro proprietari. “La Commissione Bilancio della Camera, senza premurarsi di conoscere e di correggere le cifre della spesa pubblica e degli sprechi per il controllo della popolazione animale, alza l’Iva sulle prestazioni veterinarie al 23%”. E’ la denuncia dell’Anmvi, associazione nazionale dei medici veterinari italiani. L’incremento dell’imposta, il secondo in poco più di un anno, si unisce all’incertezza sul destino della detraibilità delle spese veterinarie e al fatto che l’Iva sulle prestazioni mediche, in italia sia tra le più alte d’Europa. Il risultato, secondo i veterinari, si trasformerà in un appesantimento degli oneri fiscali a carico dei proprietari di animali da compagnia. Insomma, avere un cane, un furetto, un congilio o un gatto sta diventando come possedere un bene di lusso, cosa, inoltre che potrebbe scoraggiare le adozioni nei rifugi e canili. In un periodo di forte recessione come l’attuale, gravare sui contribuenti in questo modo si potrebbe rivelare, non solo dannoso per le tasche, ma per il benessere animale.

La denuncia sottolinea anche un altro aspetto molto grave dell’aumento dell’Iva, ovvero meno prevenzione e randagismo fuori controllo, ma anche, in alcuni casi, eventuali prestazioni “in nero”, quindi maggior evasione. Questo dato, invece che portare denaro nelle casse del Fisco, potrebbe avere un effetto dissuasore degli obbligi a cui sono tenuti i cittadini. Il 15,3% di proprietari, che ancora oggi non adempie agli obblighi amministrativi e di prevenzione delle malattie trasmissibili, potrebbe aumentare proprio come aumenta l’Iva. E non sempre è per ragioni egoistiche o di disattenzione, ma anche perché, pur amando il proprio animale, una famiglia media, oggi non riesce a far quadrare il proprio bilancio. Insomma, nei cosiddetti conti della serva, le spese medico-veterinarie non sono tra le voci più importanti quando non si sa cosa portare in tavola o nella ciotola!

Due milioni e duecento mila animali, fra cani e gatti, non vengono mai sottoposti a cure veterinarie, sfuggono alla contabilità delle anagrafi canine e ai conseguenti calcoli del Tesoro. Per firmare la petizione contro lo sfruttamento fiscale degli animali: http://www.anmvi.it/424/petizione-al-governo-contro-lo-sfruttamento-fiscale?#

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