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Zoorastia, abusi sessuali sugli animali. In alcuni paesi europei è consentito

Indignazione, stupore e anche schifo. Sono solo alcuni dei sentimenti che si provano appena si affronta l’argomento della zoorastia, ovvero lo stupro degli animali, di solito cani domestici. In alcuni paesi europei, definiti civili, come la Danimarca, tale pratica non è punita e non è considerata illegale. Diciamo  che si chiude un occhio dinanzi alle stravaganze sessuali delle persone. E definire stravagante gli abusi, di quasivoglia tipo, è un eufemismo. Esistono dei veri e propri bordelli animali dove i clienti, molti stranieri, pagano cifre variabili dai 70 ai 150 euro, per trascorrere del tempo con Fido, averlo a disposizione per qualche minuto, qualche ora e farne ciò che desidera. A volte sono gli stessi proprietari degli animali che, per arrotondare il proprio reddito, pensano bene di far violentare il pet di casa.

La Danimarca non è l’unica a consentire tale situazione, ma le cosneguenze per le povere bestiole? a queste chi pensa?Non si deve credere, erroneamente, che, solo perché si tratti di un animale non soffra, a livello fisico ed emotivo. Soffre. Soffre traumi fisici come emorragie interne, traumi psicologici dovuti alle sevizie subite. Soffre in ogni caso. Tra le varie associazioni animaliste che stanno alzando la voce per farsi ascoltare dai governi europei c’è la sezione fiorentina della Lida, lega diritti degli animali.

Serena Ruffilli, presidente della Lida di Firenze ha contattato l’ambasciata danese a Roma per sapere di eventuali leggi contro gli abusi sessuali ai danni di animali. La risposta, in breve, afferma che in Danimarca il sesso con gli animali non è vietato in maniera esplicita, come probabilmente in qualsiasi altro Paese, e che le leggi a tutela di cani, gatti etc., in realtà comprenderebbero anche questo tipo di maltrattamento. Il condizionale è d’obbligo.

Le autorità danesi, in collaborazione con i veterinari locali, hanno condotto uno studio su quanti animali risultino vittime di abuso sessuale e pare che la percentuale sia piuttosto bassa, tale da non esigere l’espresso divieto di relazioni sessuali tra umani e animali. Inoltre, secondo in base alle affermazioni dell’ambasciata, le leggi a tutela degli animali in Danimarca sono molto severe e prevedono anche la reclusione.

Traduzione: se i bordelli con animali esistono  (ovviamente non si ammette l’esistenza, anche se l’ambasciata sostiene che i danesi hanno effettuato indagini che provano gli stupri animali in basse percentuali), sono illegali. Tutto qui. Zero tutela per le vittime.

Anche fuori dalla vecchia Europa le cose non vanno meglio. In alcuni Stati americani la zoorastia non è considerata reato. A Jacksonville, in Florida, è partita una petizione per chiedere una presa di posizione, chiara e forte, da parte delle autorità. L’inizio della petizione recita:

“Sei così piccolo e indifeso. Sei terrorizzato e provi un dolore indescrivibile. Sei stato legato e strattonato dal tuo aguzzino e non hai possibilità di fuga. Sei stato picchiato e preso a calci fin quasi a perdere i sensi, e poi trascinato in una stanza dove il tuo torturatore è stato pagato da un altro che ti causerà un dolore fisico e mentale così forte che speri di non sopravvivere”. 

La violenza sessuale è un’aberrazione, un abominio. Sempre. Le vittime devono essere tutelate. Tutte le vittime, di qualsiasi razza o specie.

 

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