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Almanacco di Mercoledì 27 novembre 2013

Almanacco di Mercoledì 27 novembre 2013

26 novembre 2013 | , , , ,

L’inverno a Forte Smith il maggiore mandava una pattuglia dallo stregone per chiedergli che tempo avrebbe fatto e quello ogni volta dopo aver scrutato puntigliosamente l’orizzonte rispondeva al sergente: «io dire farà vreddo-vreddo-vreddo!» Di conseguenza, dall’altro lato della valle, i soldati abbattevano boschi per prepararsi al clima rigido, finché un giorno il sergente non si trattenne e chiese allo stregone come facesse ogni volta a saperlo e che cosa vedesse di significativo all’orizzonte. Al che quello rispose: «Per forza che “farà vreddo-vreddo-vreddo”: basta vedere quanti alberi tagliano quelli dall’altra parte della valle!». Così quando oggi ho visto arrivare Vittorio con la cuffietta di lana intabarrato come un gorilla equatoriale al polo nord ho capito che Attila era arrivato, anche se bastava stare al sole che la sensazione era gradevole, mentre infastidiva nei tratti di strada all’ombra.
Domani in città le cose non cambieranno di molto, giusto uno o due gradi in meno fra minime (fino a -5) e massime (attorno ai +6), con un pelo d’arietta in più soprattutto verso sera, ma niente che si discosti troppo dalla situazione odierna. Poi sabato dovrebbero iniziare ad addolcirsi le minime con qualche spolverata di “fioca” e poi da domenica tutto da capo con qualche grado in più sia nelle minime che nelle massime.


Anche a Redmond dove ha sede la società fondata da Bill Gates e soci le cose restano alquanto immobili, nonostante Julie Larson-Green, Vice Presidente Esecutivo della sezione Devices & Studios sostenga che, dopo il tentativo di unificazione avviato da Balmer con l’etichetta Microsoft One, si andrà a realizzare un ambiente unico di desktop e mobile grazie a Windows One, nonostante l’ex-CEO abbia da poco fatto outing spiegando che ormai Microsoft era diventata troppo farraginosa per fare le cose con l’urgenza richiesta dal periodo: anche per decidere il suo sostituto sembrà debba passare un’altra rivoluzione industriale!
Nel frattempo anche Social e Blog, nonostante siano fra i servizi più attivi sembrano passarsela poco bene. Poca voglia da parte dei clienti di lavorarci su, specie di scrivere e meno ancora di leggere se ormai quando un post non si limita ad una slide o a una foto viene quasi sempre ignorato (figurati se invece di dire “piove, governo ladro” si cerca di ragionare un po’ più a fondo). Non è un caso che un Social che si richiama agli “interessi” come Pinterest, contenga esclusivamente foto e soprattutto di scarpe e ninnoli e proprio per questo sia fra quelli più in ascesa.

A proposito, Vittorio oggi veniva da me affrontando le orde barbare del solito Attila-gela-erba proprio per discutere del futuro dei blog di QP. Io gli ho risposto: “Ma che te ne frega? Tanto non lì cag… considera nessuno?!”. Lui dice che così non è e io qui vorrei dimostrarlo. Quanti sono quelli che vedono questo post? Quanti leggono i blog di QP con discreta regolarità? A quanti stanno bene così come sono? Quanti hanno proposte in merito?

Se fosse vero quello che dice Vittorio qualcuno dovrebbe inserire a valle di questo pezzo almeno un commento tipo: “Presente”!

Scommettiamo che non ne arriverà neanche uno?

A domani.

Almanacco di Lunedì 25 novembre 2013

Almanacco di Lunedì 25 novembre 2013

24 novembre 2013 | , , , ,

Poche novità per il clima torinese, non solo per la giornata di lunedì, ma anche per l’intera settimana che probabilmente passerà all’insegna del cielo terso fino a venerdì compreso. La vera notizia meteorologica è che con domani avrà inizio una pesante discesa delle temperature: se le minime scenderanno già dal primissimo mattino due gradi sotto lo zero per piombare pesantemente la notte successiva a -5 arrivando gradualmente fino ai -8 della mattina di giovedì prima di risalire verso i -3 di sabato, a farci risentire del freddo sarà soprattutto le massime che dopo essere scese domani di appena un paio di gradi dai 12 di oggi, si piazzeranno più o meno stabilmente sui 5 gradi per non salire tanto facilmente nel periodo a venire.

In altre parole, con il ritorno del sole daremo, malgrado i gusti di molti, il benvenuto all’inverno. E l’inverno scende ancora più nei cuori delle persone che non smettono di fare prevalere le logiche del profitto e dell’egoismo più bieco e stupido a quelle dell’equilibrio e della civiltà sociale. Lo dimostrano gli esiti del referendum svizzero che si è espresso contro la proposta di contenere in un rapporto 1 a 12 quello fra lo stipendio minimo e massimo di un’azienda. A fare prevalere i contrari è stata la paura che i talenti andassero altrove.

 

Che le cose non stiano così è chiaro, non solo a chi abbia letto la ricerca che suggerivamo nell’almanacco di ieri, ma dagli esempi reali: i manager privi di alcuno scrupolo morale in questo mondo sono in totale eccedenza, mentre i veri talenti sono perle talmente rare e ignote al sistema che quasi sempre hanno pagato di tasca loro il prezzo del loro riconoscimento. Si prenda Steve Jobs: mai nessuno lo ha assunto e ha dovuto muoversi sempre da pirata della Silicon Valley in maniera del tutto analoga a quello che più a lungo è stato l’uomo più ricco del mondo, Bill Gates.

 

Si prenda Jonathan Ive, l’enfant prodige del rinascimento di Apple e attuale speranza dell’informatica attuale: non era mica un talento da un miliardo di dollari quando Jobs l’ha scoperto per i corridoi dei laboratori Apple! Era un semplice impiegato del tutto frustrato come molti di noi oggi e non ha fatto quello che ha fatto solo per essere pagato più della concorrenza, ma per far parte di un’avventura i cui guadagni potevano essere un incentivo, ma non la sostanza.

L’enfasi sui talenti ha bruciato gli impiegati e proprio in questi giorni articoli come questo stanno moltiplicandosi nelle pubblicazioni statunitensi per arginare il fenomeno della disaffezione e del disinvestimento che proprio gli impiegati stanno manifestando nella culla del capitalismo proprio come da noi che dimostriamo una volta in più di essere in controtempo sulla realtà economica con i nostri CEO, banchieri, amministratori pubblici e prassitismo lobbista vario di cui siamo, in quello sì, grandi esperti.

Un inverno in cui chi cerca di cambiare qualcosa prova a fare leva proprio sui dipendenti, come Brett Taylor co-fondatore di Quip, una delle società di condivisione e zenware più interessanti del momento che guarda con speranza al fenomeno del BYOD, ovvero alla possibilità “offerta” dalle imprese a che gli impiegati possano scegliere loro le interfaccia hardware e software con cui interfacciarsi all’azienda. Questa strategie può essere divellente nei confronti dei grandi monopoli composti da grandi player informatici e manager collusi dell’IT, ma anche un ulteriore ricatto nei confronti dei dipendenti, costretti a contribuire non corrisposti all’innovazione dell’impresa per di più con investimenti propri.

Questo corrisponderà ad un’ulteriore demotivazione dell’impiegato a dare contributi e ad investire. Probabilmente ad un ulteriore appesantimento, se mai fosse immaginabile della profonda sfiducia che oramai il dipendente ha nei confronti della propria azienda, del tutto proporzionale a quella che il cittadino prova verso la sua azienda.

Questo è l’inverno della civiltà dell’egoismo che quel referendum ha dimostrato essere infiltrato proprio ai livelli più bassi della società, fatti definitivamente convinti che non ci sia mai stato alcun rapporto fra l’operato intellettuale e manuale e il guadagno. È il fatto che a questo mondo ci siano solo un pugno di aziende che fanno l’innovazione e un pianeta intero che le copia è il migliore esempio di questo impoverimento.

E quello che è peggio, è che un inverno troppo rigido e troppo lungo rischia di uccidere mandrie e popoli, mentre prelude ad una primavera sterile e magra e ad un’estate arida e senza frutti.