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Formula del 3W nomade

27 giugno 2011 |

Tw x informare, FB x ritrovare, BL x raccontare, WWW x identificare

Gli strumenti del nomade in ordine di frequenza d’uso

Il Capitale

24 giugno 2011 | ,

Non i soldi sotto il materasso, né la banca, né il fondo internazionale e neppure Marx: la Civiltà è l’unico Grande Capitale! Quello più lento da accumulare e quello più veloce da perdere.

Sapere nomade

23 giugno 2011 | , , ,

Il Nomade è il contrario dell’ignorante anche se ovunque lui non sa: ricostruisce rapidamente come una tenda igloo tascabile.

Liberatttuttiii!!!

22 giugno 2011 | , ,

Non mi stupirò mai abbastanza di quanto si riesca a fare nella giornata che nasca senza computer, senza burocrazia e senza riunioni!!!

Berto forever

21 giugno 2011 | ,

Bartolomeo dormiva sul letto nel suo sacco a pelo e preferiva il profumo delle sue di flatulenze. Randagi domestici o casalinghi nomadi?

I Gadget di Lucignolo

18 giugno 2011 | , ,

“Rivendico il diritto dell’adulto a possedere tutti i giocattoli che può!”
Anche se ne ha già di simili, anche se poi finiscono nello scatolone…
Perché il futile è il lasciapassare dell’immaginazione

Dissociazioni

14 giugno 2011 | , ,

Mi dissocio dalle mie affermazioni. I miei interessi sono in competizione con la mia persona, la mia storia lo è con la mia identità. Proprio come l’Italia, mi sento a pezzi. O forse no. Mai stato meglio! Per ora funziona.

Il mio Web 3.0

13 giugno 2011 | , , , ,

Dopo il Web 2.0 è la contaminazione di strada! La deflazione dell’online. La riconquista della naturalezza col coltellino svizzero in tasca

Web 3.0

29 marzo 2011 | ,

Per Tim O’Reilly, le tecnologie stanno trasformandoci in degli strumenti ad uso e consumo del “pilota automatico” che vive tra Cloud Smartphone.
Potremo finalmente lasciare le nostre identità sotto forma di tag nelle macchine e nelle reti e riscoprire la vita, definitivamente lontano dal business!

 

Interferenze

17 marzo 2011 | ,

Egregio Dottore, le scrivo per comunicarle che ho deciso di seguire quella sua proposta che sulle prime non mi convinceva. A convincermi è stato l’ennesimo episodio di interferenza, ieri sera. Stavo seguendo un talk show o era un reality giornalistico, una tavola rotonda. Se i bianchi dicono bianco e i blu ribattono blu, c’è chi sta di qua e chi di là. E questo mi sembra normale. Anch’io ogni tanto mi prendo per il dibattito e mi schiero e conosco la storia e… Poi però mi distraggo e lascio che le cose vadano avanti.

Il fatto è che fino a ieri c’era questa distrazione che non mi piaceva, ma lo sopportavo e non avrei avuto nulla da dire, insomma.

Ultimamente, però questo fatto di sentire le voci mi fa preoccupare!

Non “le voci” come i matti che ci parlano assieme e le prendono per vere. Sono consapevole che si tratta di miei pensieri, solo che per interrompere la quiete della mia quotidianità, invece di essere pensieri pensati, sono pensieri detti, parlati.

L’effetto che ne ricevo è quello di interferenze radio, dei canali che si sostituiscono a quello che stai ascoltando alla radio, come quando vai in giro in macchina.

Il fatto è che non c’entrano niente con quello che stavi pensando, prepotenti interruzioni in-pertinenti, fuori luogo, fastidiose…

Si tratta per lo più di momenti brevi. Frasi. Passaggi incompleti. E per questo ero dubbioso se riferirglieli testualmente a mano a mano che si fanno sentire.

Ma oggi voglio proprio tornare normale, come sempre, come tutti, e se questo può essere utile allo scopo, beh… voglio provare tutto pur di farla finita.

Ho predisposto un piccolo microblogger che farà da diario di queste interferenze e vediamo cosa succede. So che dice che sono io che dovrò imparare a regolarmi scrivendo, ma le sarò molto utile se ogni tanto avrà voglia di commentare, consigliare, dire la sua, insomma.

Beh, bando ai preliminari. La prossima volta la mia interferenza la troverà qua.

Vive cordialità

E.M.