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L’Almanacco di Ennio — Mercoledì 4 dicembre 2013

L’Almanacco di Ennio — Mercoledì 4 dicembre 2013

4 dicembre 2013 | , , ,

Il tempo di domani non presenta più sorprese dei piani del governo, anche se qui almeno ci sarà il sole e non sarà neppure troppo freddo, almeno dalla tarda mattinata in poi.




Mentre Il doodle di Google ricorda con la grafica di una sua lampada che oggi ricorre l’86esimo anniversario della nascita di un’importante sagittaria italiana, la designer Gae Aulenti, scomparsa poco più di un anno fa, un interessante articolo di Frédéric Filloux dopo avere mostrato come il mobile stia soppiantando i PC come strumenti per l’informatica personale, con 1 miliardo di Android, 700 milioni di Apple e 450 milioni di Symbian, ci fa osservare che, nonostante Facebook sia di gran lunga il Social dominante e il mezzo più usato per accedere alle notizie, se ci concentriamo sugli utilizzatori con cultura e formazione superiore solo il 30% fa riferimento a Facebook, il 26% a Google+ e il 23% a Youtube, mentre il 64% usa LinkedIn e il 40% Twitter. 

Questi e altri dati presenti nell’articolo mostrano quanto importante sia concentrare il lavoro dell’informazione e non solo (ad esempio, l’educazione e la salute) sugli strumenti mobili e sugli smartphone. 

Ma questi sono stati i giorni nei quali si è assistito al sorpasso operato da Windows Phone nei confronti di iOS. Indubbiamente il prezzo dei device ha influito notevolmente, quando un Nokia di ottima qualità si può trovare almeno alla metà del prezzo di un iPhone, ma soprattutto è il segno che degli smartphone fatti bene e con un sistema operativo non adattato dal mondo dei PC come Android va affermandosi anche nei consumatori meno abbienti. Chissà che anche i giornali on line se ne rendano conto adattando meglio le loro pagine a queste nuove interfaccia.

Almanacco di Martedì 3 Dicembre 2013

Almanacco di Martedì 3 Dicembre 2013

3 dicembre 2013 | , , ,

Come si evince da quest’ultima immagine la settimana prosegue imperterrita con questa situazione nel suo insieme felicemente fredda e assolata, fatto salvo qualche nuvolaglia fra venerdì e sabato.

Fredda come l’hobby di molti blogger che sono come Quelli che… di Jannacci “hanno cominciato a [scrivere] da piccoli, non hanno ancora finito e non sanno che cavolo fanno, oh yes!”

Se gli italiani avevano poca fantasia nelle ricerche tecnologiche su Yahoo!, quelle condotte su Bing non sono migliori, anzi… Soffermandoci sulla lista delle personalità maschili dominata dai piuttosto ovvi Beppe Grillo, Silvio Berlusconi e Papa Francesco, diventano interessanti – si fa per dire – le posizioni successive con Rocco Siffredi, Tinto Brass e poi Cristiano Ronaldo e Raul Bova, a dimostrare, intanto che la presenza femminile in rete non è meno diffusa e poi che quello che si cerca nelle figure femminili, con Sara Tommasi e Belen in testa, non è poi così diverso e che quindi per i navigatori italiani, maschi o femmine che siano, cercano le stesse cose: gossip e porno.

Insomma, come cantava Cremonini, uomini e donne siamo tutti uguali, nonostante una ricerca affermi che si comportano diversamente davanti alle relazioni occasionali: i primi provano rimpianto quando perdono un’opportunità, mentre le seconde passano al pianto di coccodrillo perché l’avventura romantica comprende anche la manifestazione di rimorso.

In tema di classifiche nazionali si evince invece che i capoluoghi italiani con la migliore vivibilità sono quelle del Trentino e Alto Adige, Trento soprattutto, ma non mancano località meno note come Oristano e, fra quelle maggiori, Bologna e Milano. 

No, non chiedetevelo, perché Torino non c’è proprio. Il nostro capoluogo ha però anche lui una prima posizione in un medagliere, se così si può dire: è infatti in testa nella concentrazione di microcriminalità. 

Almanacco di Lunedì 2 dicembre 2013

Almanacco di Lunedì 2 dicembre 2013

2 dicembre 2013 | , , ,


Oggi dovrebbe esserci uno dei rari momenti umidicci della settimana che dovrebbe piazzarsi fra metà mattinata e metà pomeriggio con un po’ di pioggerellina qua è là a ridosso dell’ora di pranzo. Dopo di che proseguirà sereno e un po’ meno freddo della settimana scorsa fino a l weekend escluso.

Capisco che qualcuno possa dire che la cosa lo lascia indifferente, ma ci sono anche quelli che dicono che gliene sbatte le chiappe, non tanto perché non sono argomenti di loro interesse, quanto perché proprio quello sbattimento è il loro interesse. 

Infatti da quando questa tal Miley Cyrus, canterina di ben dubbio interesse ai poco più che teenager, oltre che della propria linguaccia ha cominciato a dar sfoggio delle proprie mutande un termine inglese altrimenti significativo a malapena per i linguisti è entrato di diritto nell’Oxford Dictionary che registra ora il twerking (/ˈtwɜrkɪŋ/) e il twerk come il “ballare una musica famosa in un modo sessualmente provocante che coinvolge i movimenti di spinta dell’anca in una posizione accovacciata”. E visto che lo faceva una non poteva mancare l’altra e dopo Rihanna la cosa ha imperversato per tutto il web lasciando forse indifferenti lettori e blogger di QP, ma non i social e di conseguenza feed reader e simili per cui, accanto ad articoli politici e spirituali là dove il porno era bandito, sdoganate come sono state dal gossip divenuto politicamente corretto, ecco diffondersi il battichiappe #buttclap e gli altri hashtag apparentati, come #twerk #booty #whooty, con autentici tsunami di cellulite e prospettive ginecologiche il più delle volte alquanto orripilanti.

E se anche di questo ve le sbattete, oltre che del meteo, ecco un’ultimo paio di notizie decisamente fondamentali per la tribù degli Estiqaatsi: se non siete riusciti ad approfittare del black friday per la cui ricorrenza proprio iPhone e iPad sarebbero stati protagonisti dell’82% degli acquisti, potete recuperare in zona Cesarini con il black monday che, oltre ai siti americani, sta diffondendosi anche in quelli europei a partire proprio dai vari Amazon, nostro compreso; e se pensate di scampare dal consumismo lasciando da parte Apple per abbracciare la Corea avete sbagliato tutto, in quanto, nonostante manchi giusto un pugno di giorni per la fine dell’anno, con la pelle già un po’ fluorescente dai bagliori di Fukushima, i dominatori del mercato degli smartphone e delle TV, hanno messo aperto il salvadanaio destinando per la pubblicità di questo scampolo di 2013 giusto appena 14 miliardi di dollari (circa un quarto di centomila miliardi di vecchie lire).

Vedo che non vi interessa neanche di questo! Ma se è così di che cos’altro può dar senso alla vostra esistenza?

😎

A domani per un ulteriore lunario

Ennio

Almanacco di Domenica 1 dicembre 2013

Almanacco di Domenica 1 dicembre 2013

1 dicembre 2013 | , , , ,

Dicembre comincia con il sole e dovrebbe restare tale per circa una settimana, dal momento che per domenica prossima si prevede una giornata – solo una – di cielo coperto. Le minime restano basse, mentre le massime scenderanno anche se meno degli ultimi giorni. Ovviamente da questa saturday night fever e fino a tutta la mattinata attenti al gelo che combinato con la neve sciolta depone per danni diffusi che il cielo terso di domani potrebbe non risolvere.


Poche nuove dal meteo, dunque, e probabilmente sarà così per un po’. Non solo, anche di assaggini non ne ho trovati che mi piacessero (forse sono troppo svogliato). Così vi racconterò di un fatto accaduto a me, quando un signore mi spiegava che quando andavo in uno di quei negozi di elettronica che quando stai comprando ti offrono l’assicurazione aggiuntiva si fa bene a sottoscriverla, specie se garantisce i recupero di una significativa percentuale dell’oggetto acquistato entro l’anno. A quel punto lo scagli dal quinto piano – facendo attenzione a non centrare nessuno – e lo riporti indietro per farti dare sempre comunque di più di quello che ci avresti guadagnato a rivenderlo. Oggi poi tutti vogliono l’ultimo modello, anche se l’usato è uguale e conveniente. D’altronde, osservava, non fai altro che assecondare un sistema che ti fa invecchiare l’oggetto in così poco tempo che ti tocca cambiarlo in continuazione.

È proprio vero: anche Apple che una volta era una garanzia per almeno 5 o 6 anni, dopo un modello o due al massimo ti costringe a cambiare. E mica sono bruscolini! È vero che costa poco di più di un Nokia Communicator di dieci o quindici anni fa, ma quello non arrivava mai alla fine. La chiamano obsolescenza programmata, ma è una storia vecchia che a suo tempo ha rovinato la piazza ai PC con Windows e oggi prelude agli stessi esiti tanto nella nazione della Mela che in quella del Robottino.

Io pensavo a quanto lavoro c’era dietro un oggetto così ben fatto che non andava più bene solo perché con gli aggiornamenti dei programmi le cose non sarebbero più funzionate come prima, anche se invero non sarebbero comunque andate meglio. Non solo, mi venivano in mente i ragazzi e le persone in generale che in Africa in genere, lavorano nelle discariche dell’elettronica e lì si rovinano la salute per recuperare la materia prima più costosa del mondo estratta da questi oggetti che schiacciamo sotto una macchina per recuperare parte della spesa per ottenerne uno nuovo e poi li facciamo andare dall’altra parte del mondo per poi rivederli come 6 S con OS 9.14 caramellina gattasso sandwich. Così mi sono detto: lo compro e poi se non lo uso più lo ospiterò nel museo alla pazzia tecnologica che potrà costruire mio nipote nel mondo sei sopravvissuti.

E mi sembra di dire che in questo momento i meno assurdi per ora sono i più scatenati di ieri. Così, dopo aver scaraventato a terra il mio iPhone 4 dell’altro ieri che da quando sono passato a iOS 7 risponde solo dopo che tre colpi di gong avranno annunciato la fine dell’intervallo, sono andato da MarcoPolo Expert che li aveva esauriti, savo poi trovarmene uno fuori fornitura, a comprare un Nokia Lumia 925 uscito praticamente ieri, ma che in vista del prossimo arrivo del 928 che avrà forse mezzo ciccaerzz in più, era sceso di un paio di centoni e con questa proposta arrivava a meno della metà del prezzo di lancio. Che tra l’altro dovrebbe quanto prima diventare il valore di riferimento per quegli oggetti, per quanto belli, forzatamente usa e getta.

Ora ho archiviato il mio caro vecchio iPhone tradito dai suoi stessi genitori a fare da iPod e telefono secondario assieme al turbamento all’idea di spendere quasi due milioni di vecchie lire per comprarne un altro che finirà fra poche stagioni ad aumentare l’inquinamento africano e mi godo un leggerissimo in tutti i sensi oggettino che se non ascoltate i commentatori modaioli per ora va meglio di tutte le altre ciofeche presuntuose e soprattutto allevia le seghe mentali da tifoso a vantaggio dei ricchi. Cari commentatori e blogger vari, se guardaste meno quello che avete in casa per poi fare come quelli che si lamentano che in Cina non riesci a trovare una pasta all’amatriciana come si deve quando ci sono piatti locali straordinari, vi accorgereste che le applicazioni per Windows Phone seguono spesso un’altra strada, che ce ne sono di affascinanti anche se non sono quelle che predominano, ma vanno spesso meglio delle altre, mondo pecorone!

Così ho deciso di usare il Lumia come telefono, l’iPad Mini come Phablet senza Phone e il MacBook Air come computer, anche se non posso evitare ogni tanto anche un PC aziendale. Tutto questo solo perché non posso usare la mia bella stilografica Pilot Fermo per scrivervi, perché mi si macchierebbe tutto il sito d’inchiostro che poi non asciuga e soprattutto perché mi hanno detto per tutto il periodo scolastico che scrivo come una gallina. Come scriveranno poi queste galline, mi sono sempre domandato, ma ora le vedo già danzare in punta di zampe ungulate saltando da un touch screen ad una tastiera per comporre la più assurda poesia non sense, quella di un mondo in cui non abbiamo più niente da dirci ma lo diciamo proprio tanto e con cento mezzi diversi.

È il mondo dove la bellezza del con-text ha avuto la meglio sulla consistenza del text.

Buona domenica ruspante a tutti voi.

Ennio

Almanacco di sabato 30 novembre 2013

Almanacco di sabato 30 novembre 2013

30 novembre 2013 | , , , ,

Il nostro almanacco non fa pausa neppure nel fine settimana per annunciare che il cielo coperto paventato su Torino per il pomeriggio del venerdì sembra arrivare regolarmente di sabato accompagnato con un po’ di nevischio (o qualche nevicata di scarsa intensità) assieme ad una temperatura che difficilmente dovrebbe superare di molto i due gradi. Più significativa dovrebbe risultare la coltre sulla fascia alpina almeno nella provincia: buon per gli impianti che dovrebbero poter funzionare a pieno regime per quelli che possono permettersi la vacanza approfittando delle offerte speciali del periodo, magari già domenica quando, nonostante il pericolo di strade ghiacciate, il sole dovrebbe tornare a riscaldare l’aria per almeno buona parte della settimana entrante.

Passato il Black Friday non aspettavamo altro che conoscere la classifica dei giocattoli tecnologici più ricercati sul motore di Yahoo! dove senza troppa originalità primeggia il solito iPhone, seguito dal Kindle Amazon, Samsung Galaxy, iPad, PlayStation 4, Xbox One e poi a sorpresa da BlackBerry, iPod, Lumia e Xperia.

Così, se qualcuno ha approfittato del Black Friday domani potrà sfruttare la giornata uggiosa almeno per non pensare al sesso, visto che se farlo con creatività e intimità è un ottimo modo per godersi il romantico pomeriggio nevoso, averne sollecitato il ferro 3 senza possibilità di andare in buca fa male. Questo almeno ai moscerini del vino, ma anche a qualche altra insettina strana di quelle che corteggiano gli scienziati dei laboratori, forse per non subire un’eccessiva frustrazione anche loro dalla sollecitazione, visto che pare che, probabilmente per tramite del metabolismo nervoso “Si s’ intosta a nervatura mett’ a tutti n’ faccia o muro” (P. Daniele), a causa di quell’eccitazione erotica si accorci loro la vita (non il giro vita purtroppo per il moscerin gaudente!). 

La vita del moscerino e magari anche quella di noialtri e degli sperimentatori voyeur.

Quelli che pare abbiano capito la cosa sarebbero i Mormoni che trovano più modi degli altri per andare in buca a casa loro, ma preferiscono evitare di venire eccitati dalle Mormone che non mettono i collant. E così queste hanno preso due piccioni con la solita fava a saperla usare bene e a metterla in mostra come hanno fatto loro con questo calendario che dà sfoggio della bellezza femminile nella sua naturalezza come pare solo le Mormone sappiano fare, nel mentre che puniscono i loro Mormoncini mostrando ben di più delle gambe senza collant e lasciando a noi intuire, vista l’alta percentuale di pancione tonde delle varie mensilità, che nonostante la protesta i loro moscerini da vino non li tengono a stecchetto in nessuna stagione.

Tuttavia, se il freddo non facesse proprio per voi, vi ricordiamo che a Buenos Aires siamo nel meglio della stagione primaverile e se non si sa proprio dove andare si può fare un’azione politica, oltre che turistica, nel prediligere questo hotel che pare avere tutti i confort del caso di un pluristellato di qualche catena multinazionale, nonostante a gestirlo siano gli stessi dipendenti. Nonostante le difficoltà sembra che gli Argentini tengano bene il passo con gli islandesi, per tutte le bolas che ci fanno venire i geiser bollenti, perdincibacco!

Olè, e buena fiesta!

Almanacco di Venerdì 29 novembre 2013

Almanacco di Venerdì 29 novembre 2013

29 novembre 2013 | , , ,

La buona notizia per domani è che le temperature minime saliranno per attestarsi attorno allo zero termico. Quelle meno buone sono che dal pomeriggio si dovrebbe assistere ad un peggioramento del tempo che andrà ad annuvolarsi per preparare un sabato piovoso che nella notte e con maggiore probabilità nella mattinata di domenica porterà anche qualche fiocco di neve per poi smettere e tornare a portare schiarite con un’atmosfera più umida e un clima più instabile. Soprattutto le massime sembrano dover scendere parecchio posizionandosi poco sopra lo zero con una temperatura percepita decisamente inferiore e sgradevole. 

Una situazione meteorologica che ricorda la sentenza di Una poltrona per due: «Yeah. You know, it occurs to me that the best way you hurt rich people is by turning them into poor people» («Già. Sai, mi viene in mente che il miglior modo di far del male ai ricchi è quello di trasformarli in gente povera»). Dopo aver provato il sole pensando che sia la condizione di riferimento della vita è decisamente più difficile accettare il freddo dell’inverno. Questo è quello che stiamo solo iniziando a sperimentare in questa situazione economica, e se quelli che erano giovani negli anni del boom o dell’austerity sanno che si può accettare di vivere con meno, altra cosa sono i loro figli nati con tutti gli agi del benessere degli ultimi decenni quando si trovano a guadagnare con sforzi e incertezze per loro inedite, non l’iPhone o l’automobile, ma anche solo una birretta alla settimana.

La notizia buona è che, come diceva de Andrè, “dal letame nascono i fior”. Infatti, uno studio condotto da una qualche università ha scoperto che lo specifico boccato d’origine del vino spesso così pregiato, da intenditori snob e signore ben vestite sia sostanzialmente dovuto a caratteristiche tutt’altro che nobili, ovvero dai micro organismi e dalle muffe che frequentano quel particolare ambiente dove sono cresciuti gli acini d’uva e dove questi si trovano a fermentare. 

Un concetto che pare meno accettato dai torries inglesi come il sindaco di Londra che nelle scuole del Regno va a insegnare essere più importante fare arricchire ulteriormente in 20% paretiano dei benestanti la cui cupidigia sarebbe un indirizzo di sviluppo sociale che dare sostentamento al restante ciarpame umano.

Almanacco di giovedì 28 novembre 2013

Almanacco di giovedì 28 novembre 2013

27 novembre 2013 | , , ,

Pochi cambiamenti per il clima di domani, la giornata più fredda della calata di Attila, un’incursione che porta giornate deliziose solo a stare al sole o a contemplare i tramonti, mentre la salita della temperatura che accompagnerà la giornata di venerdì potrà portare ad un sabato meno aspro nelle minime, ma decisamente più sgradevole durante il giorno con le massime in diminuzione e un nevischio poco poetico. Il cielo sarà coperto solo per un giorno ma il sole da domenica in poi sarà più appannato e la temperatura, per quanto superiore, potrà essere percepita in modo meno gradevole.

Venerdì sarà però una giornata curiosa per i dipendenti da formule consumistiche statunitensi: dopo l’epidemia da “allouin” che nella sua totale incomprensibilità ha scalzato dal calendario sociale il buon vecchio Ognissanti e le slides terrorizzanti che nelle imprese sciorinano terminologie anglocacofoniche per far pensare che quello che si comunica, invece di essere le vuote assurdità che in realtà sono, siano formule moderne e molto complicate per dei vecchi parlanti aziendali nativi ingenui e selvaggi, a fare sberluccicare gli occhietti degli acquisto-dipendenti arriva il da anni tanto mormorato “black friday”! Che non si tratti di un film dell’orrore lo si poteva sospettare, ma che dietro la trovata pubblicitaria cavalcata da Apple e Amazon ci siano delle vere convenienze è ancora meno credibile.

Nel frattempo la mia bloggoscommessa di ieri è andata pressoché vinta. Poco male: il solipsismo ha sempre una sua dignità. Non saprei dire se Internet sia un paese per vecchi, ma certo è un luogo molto meno intelligente di quanto si pensi se un bamboccio per cougar del tutto irrilevante come un certo Ashton Kutcher che al cinema in questi giorni sta scimmiottando un del tutto improbabile Steve Jobs vanta di essere il primo milionario in follower, oggi superato da simulazioni costruite ad arte come una certa Katy Perry, un tal Justin (che ben poco ha a che vedere con un certo Marchese che i fan non saprebbero neppure chi possa essere) Bieber e due consumate epilettiche come Lady Gaga e Britney Spears.

Quindi, poco male e ai mie sparuti ghost-reader, buon giovedì novembrino. 

Almanacco di Mercoledì 27 novembre 2013

Almanacco di Mercoledì 27 novembre 2013

26 novembre 2013 | , , , ,

L’inverno a Forte Smith il maggiore mandava una pattuglia dallo stregone per chiedergli che tempo avrebbe fatto e quello ogni volta dopo aver scrutato puntigliosamente l’orizzonte rispondeva al sergente: «io dire farà vreddo-vreddo-vreddo!» Di conseguenza, dall’altro lato della valle, i soldati abbattevano boschi per prepararsi al clima rigido, finché un giorno il sergente non si trattenne e chiese allo stregone come facesse ogni volta a saperlo e che cosa vedesse di significativo all’orizzonte. Al che quello rispose: «Per forza che “farà vreddo-vreddo-vreddo”: basta vedere quanti alberi tagliano quelli dall’altra parte della valle!». Così quando oggi ho visto arrivare Vittorio con la cuffietta di lana intabarrato come un gorilla equatoriale al polo nord ho capito che Attila era arrivato, anche se bastava stare al sole che la sensazione era gradevole, mentre infastidiva nei tratti di strada all’ombra.
Domani in città le cose non cambieranno di molto, giusto uno o due gradi in meno fra minime (fino a -5) e massime (attorno ai +6), con un pelo d’arietta in più soprattutto verso sera, ma niente che si discosti troppo dalla situazione odierna. Poi sabato dovrebbero iniziare ad addolcirsi le minime con qualche spolverata di “fioca” e poi da domenica tutto da capo con qualche grado in più sia nelle minime che nelle massime.


Anche a Redmond dove ha sede la società fondata da Bill Gates e soci le cose restano alquanto immobili, nonostante Julie Larson-Green, Vice Presidente Esecutivo della sezione Devices & Studios sostenga che, dopo il tentativo di unificazione avviato da Balmer con l’etichetta Microsoft One, si andrà a realizzare un ambiente unico di desktop e mobile grazie a Windows One, nonostante l’ex-CEO abbia da poco fatto outing spiegando che ormai Microsoft era diventata troppo farraginosa per fare le cose con l’urgenza richiesta dal periodo: anche per decidere il suo sostituto sembrà debba passare un’altra rivoluzione industriale!
Nel frattempo anche Social e Blog, nonostante siano fra i servizi più attivi sembrano passarsela poco bene. Poca voglia da parte dei clienti di lavorarci su, specie di scrivere e meno ancora di leggere se ormai quando un post non si limita ad una slide o a una foto viene quasi sempre ignorato (figurati se invece di dire “piove, governo ladro” si cerca di ragionare un po’ più a fondo). Non è un caso che un Social che si richiama agli “interessi” come Pinterest, contenga esclusivamente foto e soprattutto di scarpe e ninnoli e proprio per questo sia fra quelli più in ascesa.

A proposito, Vittorio oggi veniva da me affrontando le orde barbare del solito Attila-gela-erba proprio per discutere del futuro dei blog di QP. Io gli ho risposto: “Ma che te ne frega? Tanto non lì cag… considera nessuno?!”. Lui dice che così non è e io qui vorrei dimostrarlo. Quanti sono quelli che vedono questo post? Quanti leggono i blog di QP con discreta regolarità? A quanti stanno bene così come sono? Quanti hanno proposte in merito?

Se fosse vero quello che dice Vittorio qualcuno dovrebbe inserire a valle di questo pezzo almeno un commento tipo: “Presente”!

Scommettiamo che non ne arriverà neanche uno?

A domani.

Almanacco di Martedì 26 novembre 2013

Almanacco di Martedì 26 novembre 2013

26 novembre 2013 | , ,

Ci sono ben poche novità nella situazione meteorologica. Qualche grado in più o in meno e un po’ di umidità in più o in meno rispetto alle attese, anche domani sarà una giornata limpida e soleggiata e il freddo è mitigato dal sole intenso e dalla bassa umidità durante il giorno.

Previsioni per Martedì 26 novembre 2013 (fonte Meteo.fr)

Previsioni per Martedì 26 novembre 2013 (fonte Meteo.fr)

Complice l’aria tersa per l’assenza di umidità durante il giorno e raggi del sole particolarmente energici, la temperatura percepita è molto più gradevole di quella misurata e per ora la tanto temuta calata dai balcani della barbara orda gelida di Attila non si presenta poi così brutta come si paventava fino a ieri. Tuttavia domani  i gradi scenderanno ancora e quando, probabilmente da giovedì, anche l’aria sarà meno asciutta la temperatura percepita sarà decisamente più fastidiosa.

Carte meteo della settimana

Carte meteo della settimana

 

Tutankhamon

Tutankhamon

Nella data di domani, ma 91 anni fa, l’archeologo Howard Carter entra insieme Lord Carnavon nella tomba del faraone Tutankhamon che sembra dover essere morto ne 1323 a.C. Nonostante da poco si sia dimostrato che la morte del giovane Faraone debba essere dovuta ad uno dei primi incidenti stradali della storia, l’assenza del cuore nella mummia e la combustione del corpo pare all’interno del sarcofago lasciano pensare che, anche a credere alle combinazioni menate a spiegazione dagli scienziati, questo mitico Re pare essere stato un po’ troppo maltrattato per essere un semidio. Per qualcuno tuttavia non ci sarebbe niente di strano se perfino l’imbalsamatura di Silvio Berlusconi continua, nonostante la sua ben difficilmente reversibile inumazione politica continua noiosamente ad essere bersaglio nei social e nei media vari di dileggio a dire il vero sempre più noioso, stupido e tirato per i capelli.

 

Schermata 2013-11-25 alle 22.29.54L’ultima voga è di tirarlo in ballo anche in concomitanza della giornata della violenza sulla donna, fatto decisamente fuori luogo per quanto si possa mettere fondatamente in dubbio la solidità dei principi morali del Cavaliere, aspetto in comune con la maggior parte dei potenti, ma ancor di più fra lo stuolo dei loro leccapiedi. Fare di tutta l’erba della violenza sulle donne un fascio non fa bene a nessuno. Il Bunga Bunga è ben altra cosa dallo stupro di strada: direi che sono all’opposto. Le violenze più insidiose e anche quelle più numerose si svolgono fra le coppie attuali e quelle soggette a separazione. Questo perché antropologicamente si tende ad essere attratti, le donne come gli uomini, dagli individui passionali, istintivi, primordiali, soprattutto privi di inibizioni: cacciatori di anime, i seduttori, e dai cacciatori di corpi, i machos. Una predilezione collegata al piacere di sentirsi preda che garantisce l’autentico piacere in questo gioco. Solo il dissimulatore riesce a far sentire l’altro autenticamente preda senza scadere nella violenza che è come l’odore del sangue per fiere e squali. Questo è un primo livello del rischio di violenza per la donna che si verifica in corrispondenza della debolezza istintiva della donna come quella dell’uomo. Stiamo parlando ovviamente non dalla prospettiva giuridica, ma da quella psicologica o antropologica che dir si voglia. Sempre secondo questa prospettiva è molto frequente che l’immagine primordiale di se stessa ceda il passo ad un recupero dell’immagine più conforme alla morale borghese spesso concomitante con la ricerca di un partner che garantisca il mantenimento di questa apparenza.

priapo

A questo punto si scatena il secondo livello della violenza generata dal fatto che come il seduttore non tollera di perdere un’anima, il macho non può accettare di essere sminuito o peggio ancora sostituito, perché la sua logica soggiacente nelle stesse motivazioni che lo rendono attraente per la femmina della sua specie. Questo tipo di maschio (che può anche essere meno incolto di quanto lo si dipinga) vive la cosa come una ferita alla sua immagine e difende la cultura “vincente” che era condivisa dalla donna di sua proprietà (come a lei stessa piaceva definirsi) e reagisce con il diritto del più forte. Questo è più condiviso socialmente di quanto non si pensi. Nei luoghi comuni di questa società fasulla è predominante, ad esempio, l’idea che si possa essere comprensivi quando il forte prevale sul debole, ma se quest’ultimo previene il rischio di soccombere colpendolo alle spalle o con un’arma in maniera che lui non possa reagire perché questa è l’unica condizione che gli viene concessa gli si dà del vigliacco e ne si mette in discussione lo stesso diritto di difendersi. Il punto è che nella società italiana di oggi gli inibiti dalla cultura sono molto deboli di fronte alla crescita esponenziale di soggetti disinibiti nei cui confronti una certa cattiva coscienza filo-intellettuale dalla delinquenziale falsità morale tende ad usare ogni giustificazione nello stesso tempo in cui aborrisce la violenza sui deboli, primi fra tutti le donne e soprattutto a quelle che appartengono ai ceti più poveri.

I deboli, e oggi prima di tutto le donne, vanno difesi ma questo è possibile solo se i deboli comprendono che l’attrazione istintiva che provano verso i forti e che finisce per farli votare per loro come pure per farle consumare il serbatoio delle loro passioni con loro è il fondamento su cui si regge il gioco del sadomasochismo culturale. Solo un reale profondo e precoce cambiamento di cultura a proposito del comportamento nei confronti delle passioni che rinforza nell’uno e nell’altro sesso le giustificazioni per i comportamenti barbari e primitivi potrà veramente far vincere in profondità questa battaglia, ma temo che siamo molto lontani da un cambiamento di questo tipo, così come nessun genitore è mai riuscito ad insegnarlo alla figlia, e non rimane che demandare la soluzione alla forza sociale. E se le forze della sicurezza hanno le mani legate dalle loro stesse procedure, non restano che due vie: la rassegnazione alla speranza oppure imparare la determinazione a colpire in maniera ultimativa (perché se lui si alza tu sei morta) dei deboli, che però non è tanto un problema di sapere usare armi, ma di mancanza di dubbio nell’agire. Un bel dilemma, vero?

“Ma l’ animale che mi porto dentro / non mi fa vivere felice mai  / si prende tutto anche il caffè / mi rende schiavo delle mie passioni / e non si arrende mai e non sa attendere  /e l’ animale che mi porto dentro vuole te” (F. Battiato – L’animale)

 

Almanacco di Lunedì 25 novembre 2013

Almanacco di Lunedì 25 novembre 2013

24 novembre 2013 | , , , ,

Poche novità per il clima torinese, non solo per la giornata di lunedì, ma anche per l’intera settimana che probabilmente passerà all’insegna del cielo terso fino a venerdì compreso. La vera notizia meteorologica è che con domani avrà inizio una pesante discesa delle temperature: se le minime scenderanno già dal primissimo mattino due gradi sotto lo zero per piombare pesantemente la notte successiva a -5 arrivando gradualmente fino ai -8 della mattina di giovedì prima di risalire verso i -3 di sabato, a farci risentire del freddo sarà soprattutto le massime che dopo essere scese domani di appena un paio di gradi dai 12 di oggi, si piazzeranno più o meno stabilmente sui 5 gradi per non salire tanto facilmente nel periodo a venire.

In altre parole, con il ritorno del sole daremo, malgrado i gusti di molti, il benvenuto all’inverno. E l’inverno scende ancora più nei cuori delle persone che non smettono di fare prevalere le logiche del profitto e dell’egoismo più bieco e stupido a quelle dell’equilibrio e della civiltà sociale. Lo dimostrano gli esiti del referendum svizzero che si è espresso contro la proposta di contenere in un rapporto 1 a 12 quello fra lo stipendio minimo e massimo di un’azienda. A fare prevalere i contrari è stata la paura che i talenti andassero altrove.

 

Che le cose non stiano così è chiaro, non solo a chi abbia letto la ricerca che suggerivamo nell’almanacco di ieri, ma dagli esempi reali: i manager privi di alcuno scrupolo morale in questo mondo sono in totale eccedenza, mentre i veri talenti sono perle talmente rare e ignote al sistema che quasi sempre hanno pagato di tasca loro il prezzo del loro riconoscimento. Si prenda Steve Jobs: mai nessuno lo ha assunto e ha dovuto muoversi sempre da pirata della Silicon Valley in maniera del tutto analoga a quello che più a lungo è stato l’uomo più ricco del mondo, Bill Gates.

 

Si prenda Jonathan Ive, l’enfant prodige del rinascimento di Apple e attuale speranza dell’informatica attuale: non era mica un talento da un miliardo di dollari quando Jobs l’ha scoperto per i corridoi dei laboratori Apple! Era un semplice impiegato del tutto frustrato come molti di noi oggi e non ha fatto quello che ha fatto solo per essere pagato più della concorrenza, ma per far parte di un’avventura i cui guadagni potevano essere un incentivo, ma non la sostanza.

L’enfasi sui talenti ha bruciato gli impiegati e proprio in questi giorni articoli come questo stanno moltiplicandosi nelle pubblicazioni statunitensi per arginare il fenomeno della disaffezione e del disinvestimento che proprio gli impiegati stanno manifestando nella culla del capitalismo proprio come da noi che dimostriamo una volta in più di essere in controtempo sulla realtà economica con i nostri CEO, banchieri, amministratori pubblici e prassitismo lobbista vario di cui siamo, in quello sì, grandi esperti.

Un inverno in cui chi cerca di cambiare qualcosa prova a fare leva proprio sui dipendenti, come Brett Taylor co-fondatore di Quip, una delle società di condivisione e zenware più interessanti del momento che guarda con speranza al fenomeno del BYOD, ovvero alla possibilità “offerta” dalle imprese a che gli impiegati possano scegliere loro le interfaccia hardware e software con cui interfacciarsi all’azienda. Questa strategie può essere divellente nei confronti dei grandi monopoli composti da grandi player informatici e manager collusi dell’IT, ma anche un ulteriore ricatto nei confronti dei dipendenti, costretti a contribuire non corrisposti all’innovazione dell’impresa per di più con investimenti propri.

Questo corrisponderà ad un’ulteriore demotivazione dell’impiegato a dare contributi e ad investire. Probabilmente ad un ulteriore appesantimento, se mai fosse immaginabile della profonda sfiducia che oramai il dipendente ha nei confronti della propria azienda, del tutto proporzionale a quella che il cittadino prova verso la sua azienda.

Questo è l’inverno della civiltà dell’egoismo che quel referendum ha dimostrato essere infiltrato proprio ai livelli più bassi della società, fatti definitivamente convinti che non ci sia mai stato alcun rapporto fra l’operato intellettuale e manuale e il guadagno. È il fatto che a questo mondo ci siano solo un pugno di aziende che fanno l’innovazione e un pianeta intero che le copia è il migliore esempio di questo impoverimento.

E quello che è peggio, è che un inverno troppo rigido e troppo lungo rischia di uccidere mandrie e popoli, mentre prelude ad una primavera sterile e magra e ad un’estate arida e senza frutti.