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"Nel censimento Istat manca qualunque riferimento alla presenza di persone disabili in famiglia. Ma come fanno i politici ad avere una fotografia così falsata dell'Italia?". Parla Sabina Savagnone, presidente dell'Arpa (Associazione per la Ricerca sulle Psicosi e l'Autismo), intervenuta al Fand Day, una giornata di riflessione indetta a Roma dalla Federazione tra le Associazioni Nazionali dei Disabili.

Forse pochi ci hanno fatto caso: dai complicatissimi moduli del censimento la parola disabilità è praticamente bandita. Compare una sola volta, nel quesito relativo al "tipo di convivenza": tra le opzioni disponibili c'è anche "istituti assistenziali per disabili fisici e psichici". Nella guida alla compilazione la troviamo nella sezione lavoro, a proposito della "modalità 17": "rientrano in questa categoria l’erogazione dei servizi per anziani e disabili". In entrambi i casi i disabili sono citati solo in modo indiretto e tutt'al più come soggetti passivi destinatari di servizi. Non una parola sui disabili in quanto tali.

l'Arpa non è sola nel denunciare il problema. Il sito superabile.it, preziosa miniera di informazione su questi temi, riporta le dichiarazioni di Camillo Gelsumini, del Movimento Vita Indipendente Abruzzo. "Ciò che sembra interessare con questo censimento è riuscire a desumere dati come: quanti televisori o lavatrici si compreranno nei prossimi 10 anni, quante persone saranno in cerca di appartamenti da acquistare nei prossimi 10 anni – attacca Gelsumini - Di sicuro non interessano quei dati che griderebbero al mondo l'enorme quantità di disagio sociale che sarebbe espresso dalle persone 'deboli', come ultimamente vengono definite nelle stanze istituzionali".

Sempre superabile.it ha interpellato a riguardo i responsabili dell'Istat. Ed ecco la risposta: "Obiettivo del censimento generale della popolazione è quello di produrre un quadro informativo statistico sulle principali caratteristiche strutturali della popolazione: rientrano, pertanto, nel piano di rilevazione tutte le variabili necessarie a definire la struttura familiare e le caratteristiche anagrafiche e socio-economiche dei residenti sul territorio italiano. Molti quesiti contenuti nel questionario di censimento sono richiesti obbligatoriamente a livello internazionale e sono gli stessi rilevati in tutti i Paesi dell'Unione Europea; tra questi non rientrano quelli volti a raccogliere informazioni sullo stato di salute". L'istituto di statistica prosegue facendo notare che sulla disabilità esistono delle fonti specifiche come il sito www.disabilitaincifre.it

E' vero, ma un dato resta inconfutabile: nel nostro Paese siamo ancora ben lontani dall'avere una fotografia completa e reale della disabilità, non solo in numeri, ma anche in termini di qualità della vita, bisogni ed esigenze.

“Nel censimento Istat manca qualunque riferimento alla presenza di persone disabili in famiglia. Ma come fanno i politici ad avere una fotografia così falsata dell’Italia?”. Parla Sabina Savagnone, presidente dell’Arpa (Associazione per la Ricerca sulle Psicosi e l’Autismo), intervenuta al Fand Day, una giornata di riflessione indetta a Roma dalla Federazione tra le Associazioni Nazionali dei Disabili.

Forse pochi ci hanno fatto caso: dai complicatissimi moduli del censimento la parola disabilità è praticamente bandita. Compare una sola volta, nel quesito relativo al “tipo di convivenza”: tra le opzioni disponibili c’è anche “istituti assistenziali per disabili fisici e psichici”. Nella guida alla compilazione la troviamo nella sezione lavoro, a proposito della “modalità 17”: “rientrano in questa categoria l’erogazione dei servizi per anziani e disabili”. In entrambi i casi i disabili sono citati solo in modo indiretto e tutt’al più come soggetti passivi destinatari di servizi. Non una parola sui disabili in quanto tali.

l’Arpa non è sola nel denunciare il problema. Il sito superabile.it, preziosa miniera di informazione su questi temi, riporta le dichiarazioni di Camillo Gelsumini, del Movimento Vita Indipendente Abruzzo. “Ciò che sembra interessare con questo censimento è riuscire a desumere dati come: quanti televisori o lavatrici si compreranno nei prossimi 10 anni, quante persone saranno in cerca di appartamenti da acquistare nei prossimi 10 anni – attacca Gelsumini – Di sicuro non interessano quei dati che griderebbero al mondo l’enorme quantità di disagio sociale che sarebbe espresso dalle persone ‘deboli’, come ultimamente vengono definite nelle stanze istituzionali”.

Sempre superabile.it ha interpellato a riguardo i responsabili dell’Istat. Ed ecco la risposta: “Obiettivo del censimento generale della popolazione è quello di produrre un quadro informativo statistico sulle principali caratteristiche strutturali della popolazione: rientrano, pertanto, nel piano di rilevazione tutte le variabili necessarie a definire la struttura familiare e le caratteristiche anagrafiche e socio-economiche dei residenti sul territorio italiano. Molti quesiti contenuti nel questionario di censimento sono richiesti obbligatoriamente a livello internazionale e sono gli stessi rilevati in tutti i Paesi dell’Unione Europea; tra questi non rientrano quelli volti a raccogliere informazioni sullo stato di salute”. L’istituto di statistica prosegue facendo notare che sulla disabilità esistono delle fonti specifiche come il sito www.disabilitaincifre.it

E’ vero, ma un dato resta inconfutabile: nel nostro Paese siamo ancora ben lontani dall’avere una fotografia completa e reale della disabilità, non solo in numeri, ma anche in termini di qualità della vita, bisogni ed esigenze.

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