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Da un anno il servizio di neuropsichiatria infantile di San Salvario è stato trasferito in una zona limite: via Nizza angolo via Berthollet. E le mamme dei bambini seguiti dall'Asl lanciano l'allarme. Non per il servizio terapeutico  in sé, che ritengono eccellente, ma per la 'location' (diciamo così). Disperati, alcolisti, prostitute e persone che fanno i loro bisogni in strada: questo è il quadro che i pazienti si trovano davanti quando entrano ed escono dalla struttura. A volte è perfino capitato di trovarsi in mezzo a una rissa, con cocci di bottiglie presi in mano a mo' di arma. Insomma, un ambiente tutt'altro che accogliente, soprattutto per ragazzi che già vivono situazioni di disagio e di fragilità.

La sede dovrebbe essere provvisoria, ma in realtà è una provvisorietà "all'italiana", nel senso che prima di traslocare nella struttura dell'Asl 1 di via Petitti (dove attualmente sono in corso i lavori di ristrutturazione) potrebbero passare altri due anni. Un tempo inaccettabile, per ragazzi e genitori.

Non è la prima volta che le mamme dei bambini seguiti dal Servizio fanno sentire la loro voce. Già a giugno del 2010, allarmate dall'imminente trasferimento, avevano scritto lettere all'Asl, alla Regione e al Comune, ricevendo assicurazioni formali. Ma i mesi sono passati e a quanto pare la situazione non è cambiata. Ieri, intervistate da La Stampa, hanno detto: "E' estremamente dannoso per i nostri figli vedere continuamente gente che beve, urla, orina per strada, ci molesta. Senza contare puzza e sporcizia, qui è una latrina a cielo aperto".

Da un anno il servizio di neuropsichiatria infantile di San Salvario è stato trasferito in una zona limite: via Nizza angolo via Berthollet. E le mamme dei bambini seguiti dall’Asl lanciano l’allarme. Non per il servizio terapeutico  in sé, che ritengono eccellente, ma per la ‘location’ (diciamo così). Disperati, alcolisti, prostitute e persone che fanno i loro bisogni in strada: questo è il quadro che i pazienti si trovano davanti quando entrano ed escono dalla struttura. A volte è perfino capitato di trovarsi in mezzo a una rissa, con cocci di bottiglie presi in mano a mo’ di arma. Insomma, un ambiente tutt’altro che accogliente, soprattutto per ragazzi che già vivono situazioni di disagio e di fragilità.

La sede dovrebbe essere provvisoria, ma in realtà è una provvisorietà “all’italiana”, nel senso che prima di traslocare nella struttura dell’Asl 1 di via Petitti (dove attualmente sono in corso i lavori di ristrutturazione) potrebbero passare altri due anni. Un tempo inaccettabile, per ragazzi e genitori.

Non è la prima volta che le mamme dei bambini seguiti dal Servizio fanno sentire la loro voce. Già a giugno del 2010, allarmate dall’imminente trasferimento, avevano scritto lettere all’Asl, alla Regione e al Comune, ricevendo assicurazioni formali. Ma i mesi sono passati e a quanto pare la situazione non è cambiata. Ieri, intervistate da La Stampa, hanno detto: “E’ estremamente dannoso per i nostri figli vedere continuamente gente che beve, urla, orina per strada, ci molesta. Senza contare puzza e sporcizia, qui è una latrina a cielo aperto”.

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