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Lunga vita alle Pecore Nere.

"In Italia un invalido su quattro è falso". Così ha dichiarato qualche mese fa il presidente dell'Inps Antonio Mastrapasqua, parlando della campagna di verifiche condotte sulle pensioni di invalidità. Naturalmente la frase ha suscitato un coro di commenti, anche in Parlamento, con variazioni sul tema "il solito 'magna magna', tanto paga Pantalone. Ma ora basta sprechi".   Alcuni politici, come il capogruppo della Lega Nord alla Camera Marco Reguzzoni, sono arrivati a ipotizzare un risparmio annuo di un miliardo di euro per le casse dello Stato, una volta smascherata la truffa dei falsi invalidi. Anche i media non hanno perso tempo. Il settimanale Panorama è uscito con un dossier intitolato "Scrocconi!". Peccato che, dati alla mano, la realtà sia un po' diversa.

Mastrapasqua ha affermato che, dopo i controlli a tappeto, l'Inps ha revocato nel 2010 il 23% delle pensioni di invalidità, cioè quasi una su quattro, mentre nel 2009 le pensioni cancellate erano state l'11%. Risultati ottenuti, secondo il Presidente, grazie all'"affinamento del campione esaminato, con indagini condotte nelle aree più sensibili del Paese".  Forte di questi dati, Reguzzoni ha chiesto al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi una relazione scritta sullo stato dell'arte.

Sorpresa. Sacconi corregge il tiro con una frase che non dà adito a equivoci: "E' clamorosamente falso che una pensione su quattro vada ai falsi invalidi". Poi enuncia alcuni dati relativi al piano di verifiche: "Nel 2009 – spiega - è stato revocato l’11,69% delle prestazioni, ovvero sono state riscontrate 21.282 non conformità su circa 200.000 controlli effettuati. Nel 2010, invece, la percentuale di non conformità, su circa 100.000 controlli, è stata del 10,2%, con 9.801 revoche totali". In definitiva la percentuale di revoche nel 2010 è di un punto e mezzo inferiore rispetto al 2009 e soprattutto è lontanissima da quel 23% sbandierato dall'Inps. Non solo: in molti casi ci sarà contenzioso giudiziario e, considerando che in più della metà dei casi il responso del giudice civile dà torto all'Inps, la percentuale di revoche è destinata a scendere ulteriormente, fino al 4%.

Morale della favola: ben vengano i controlli se servono a smascherare gli imbroglioni. Ma prima di sparare nel mucchio andiamoci piano, perché il rischio di linciaggio mediatico esiste. Pietro Barbieri, presidente della Fish (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) ha denunciato le posizioni "propagandistiche, giustizialiste e sbrigative" emerse nei mesi scorsi. Per fortuna, nel coro di pecore bianche, c'è sempre qualche pecora nera. Meritano una citazione Carlo Giacobini, direttore di HandyLex, che all'argomento ha dedicato un interessante articolo, e l'agenzia Redattore Sociale, che quotidianamente tiene alta l'attenzione su questi temi. E' anche grazie a loro se possiamo raccontare queste storie.   

Lunga vita alle Pecore Nere.

“In Italia un invalido su quattro è falso”. Così ha dichiarato qualche mese fa il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua, parlando della campagna di verifiche condotte sulle pensioni di invalidità. Naturalmente la frase ha suscitato un coro di commenti, anche in Parlamento, con variazioni sul tema “il solito ‘magna magna’, tanto paga Pantalone. Ma ora basta sprechi”.   Alcuni politici, come il capogruppo della Lega Nord alla Camera Marco Reguzzoni, sono arrivati a ipotizzare un risparmio annuo di un miliardo di euro per le casse dello Stato, una volta smascherata la truffa dei falsi invalidi. Anche i media non hanno perso tempo. Il settimanale Panorama è uscito con un dossier intitolato “Scrocconi!”. Peccato che, dati alla mano, la realtà sia un po’ diversa.

Mastrapasqua ha affermato che, dopo i controlli a tappeto, l’Inps ha revocato nel 2010 il 23% delle pensioni di invalidità, cioè quasi una su quattro, mentre nel 2009 le pensioni cancellate erano state l’11%. Risultati ottenuti, secondo il Presidente, grazie all'”affinamento del campione esaminato, con indagini condotte nelle aree più sensibili del Paese”.  Forte di questi dati, Reguzzoni ha chiesto al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi una relazione scritta sullo stato dell’arte.

Sorpresa. Sacconi corregge il tiro con una frase che non dà adito a equivoci: “E’ clamorosamente falso che una pensione su quattro vada ai falsi invalidi”. Poi enuncia alcuni dati relativi al piano di verifiche: “Nel 2009 – spiega – è stato revocato l’11,69% delle prestazioni, ovvero sono state riscontrate 21.282 non conformità su circa 200.000 controlli effettuati. Nel 2010, invece, la percentuale di non conformità, su circa 100.000 controlli, è stata del 10,2%, con 9.801 revoche totali”. In definitiva la percentuale di revoche nel 2010 è di un punto e mezzo inferiore rispetto al 2009 e soprattutto è lontanissima da quel 23% sbandierato dall’Inps. Non solo: in molti casi ci sarà contenzioso giudiziario e, considerando che in più della metà dei casi il responso del giudice civile dà torto all’Inps, la percentuale di revoche è destinata a scendere ulteriormente, fino al 4%.

Morale della favola: ben vengano i controlli se servono a smascherare gli imbroglioni. Ma prima di sparare nel mucchio andiamoci piano, perché il rischio di linciaggio mediatico esiste. Pietro Barbieri, presidente della Fish (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) ha denunciato le posizioni “propagandistiche, giustizialiste e sbrigative” emerse nei mesi scorsi. Per fortuna, nel coro di pecore bianche, c’è sempre qualche pecora nera. Meritano una citazione Carlo Giacobini, direttore di HandyLex, che all’argomento ha dedicato un interessante articolo, e l’agenzia Redattore Sociale, che quotidianamente tiene alta l’attenzione su questi temi. E’ anche grazie a loro se possiamo raccontare queste storie.   

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