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Il Ministro Francesco Profumo ieri al Lingotto: Foto Claudio Pasqua
"Io credo che invece di parlarsi addosso bisognerebbe guardare le valutazioni di terzi: la migliore valutazione viene quando i nostri giovani vanno all'estero. I nostri ragazzi sono bravi"
Ha parlato così ieri pomeriggio il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo in un incontro organizzato al Lingotto in concomitanza con l'apertura del Salone Internazionale del Libro di Torino.
"Nell'ultimo concorso del Cnr francese - ha osservato il ministro - il 40 per cento dei vincitori è  rappresentato da ricercatori italiani".
Ma, ha anche aggiunto che:
"In Italia il finanziamento alla scuola e all'Università non è sufficiente, ma ci sono molte sacche all'interno delle nostre scuole e dei nostri atenei in cui si potrebbe recuperare efficienza e risorse per un funzionamento migliore". "Dovremo quindi, come si fa all'interno di una buona famiglia quando si deve fare il budget, fare un'analisi delle risorse e poi anche chiedere quelle che mancano sulla base, pero', di progetti, non di slogan".
"Il nostro Paese - ha concluso il ministro - contribuisce alla ricerca europea nella misura del 15%, la prima cosa che dobbiamo fare è  riportare nel nostro Paese le risorse che stiamo investendo".

Il Ministro Francesco Profumo ieri al Lingotto: Foto Claudio Pasqua
“Io credo che invece di parlarsi addosso bisognerebbe guardare le valutazioni di terzi: la migliore valutazione viene quando i nostri giovani vanno all’estero. I nostri ragazzi sono bravi”
Ha parlato così ieri pomeriggio il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo in un incontro organizzato al Lingotto in concomitanza con l’apertura del Salone Internazionale del Libro di Torino.
“Nell’ultimo concorso del Cnr francese – ha osservato il ministro – il 40 per cento dei vincitori è  rappresentato da ricercatori italiani”.
Ma, ha anche aggiunto che:
“In Italia il finanziamento alla scuola e all’Università non è sufficiente, ma ci sono molte sacche all’interno delle nostre scuole e dei nostri atenei in cui si potrebbe recuperare efficienza e risorse per un funzionamento migliore”. “Dovremo quindi, come si fa all’interno di una buona famiglia quando si deve fare il budget, fare un’analisi delle risorse e poi anche chiedere quelle che mancano sulla base, pero’, di progetti, non di slogan”.
“Il nostro Paese – ha concluso il ministro – contribuisce alla ricerca europea nella misura del 15%, la prima cosa che dobbiamo fare è  riportare nel nostro Paese le risorse che stiamo investendo”.

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