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Sul Titanic, ma in terza classe

13 agosto 2011 |

Sale e Pepe
Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

“… prima il governo ha pronto un decreto con poche norme chiare che recuperino punti di Pil nel conto economico e nella parte patrimoniale senza colpire redditi, pensioni e margini d’impresa attuali, prima cioè avrà un testo che alzi il tetto dell’età pensionabile in pochi anni e decida da subito rilevanti privatizzazioni immobiliari e mobiliari, meglio sarà per l’Italia. Nessun aiuto è gratis, ricordiamocelo bene”.
Oscar Giannino, “Le banche centrali compreranno, ma non illudetevi” – 7 agosto 2011

“Provate a riandare con la memoria a tutte le volte che è stata esaltata la “globalizzazione”: un inno al denaro e ai mercati che aveva di fronte appunto gli spigoli contro di cui ora, giorno dopo giorno, andiamo a sbattere. Nessuna coscienza “globale”, nessun equilibrio politico “globale”, nessun sostanziale cambiamento di mentalità nei confronti dell’ambiente “globale” (per lo meno sempre insufficiente e in ritardo come con Achille e la tartaruga): poteva andare avanti così all’infinito? Naturalmente no. Ma chi lo diceva passava per Cassandra”.
Oliviero Beha, “È colpa di Berlusconi? È una crisi globale?” – 9 agosto 2011

“… il vero problema è la recessione: è in agguato, assai più probabile di prima se non certa. E di fatto, se non vivessimo sotto la dittatura del Pil (cresciuto, anche se di un impercettibile 0,8%, nel primo semestre i quest’anno), altri indicatori ben più significativi per l’economia reale (occupazione, stipendi, consumi) direbbero che la recessione del 2008 non è mai finita, stiamo dentro un ciclo di Grande Contrazione che dura già da tre anni. E ne durerà altri due…”
Federico Rampini, “La Fed conferma recessione ma Wall Street esulta” – 10 agosto 2011

“… contrarre debiti è l’unico modo per garantire liquiditá interna. La strategia proposta dal Ministro è dunque quella di aumentare la circolazione del denaro…”
Stefano Casini, “L’Uruguay e il fantasma del 2002” – 10 agosto 2011

I costi del pareggio

I costi del pareggio

10 agosto 2011 |

Sale & Pepe
Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

“Siamo tornati al ’92, sento dire. Ma con una grande differenza, riflettono in diversi, pur non sprovveduti: allora c’era un disegno e una classe politica di ricambio, oggi no, oggi è il vuoto, in maggioranza come all’opposizione”.
Davide Giacalone, “Ma non è il ’92” – 5 agosto 2011

“Non è introducendo nella Costituzione l’obbligo del bilancio in pareggio che si esce dalla crisi”.
Tito Boeri e Fausto Panunzi, “Pareggio di bilancio: è meglio farlo sul campo” – 8 agosto 2011

“La sinistra politica e sindacale non ha capito che la manovra non viene criticata perché è troppo severa, ma perché lo è troppo poco. In tale contesto non si capisce quale approdo possa avere il confronto con le parti sociali. Sempre che il Governo decida finalmente di fare sul serio”.
Giuliano Cazzola, “Per accelerare la manovra bisogna metter mano a pensioni e art. 18” – 8 agosto 2011

“… non è possibile pensare a una modifica costituzionale seria, se essa non contiene un meccanismo sanzionatorio adeguato (le regole non possono prevedere la loro stessa infrazione) e se non viene messo un limite massimo alla spesa pubblica”.
Oscar Giannino, “Pareggio di bilancio: che sia una cosa seria” – 9 agosto 2011