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Lettera a Monti di un lavoratore Agile ex-Eutelia

28 settembre 2012 |

Egregio Prof. Monti,  

leggo con una nota di cipiglio la Sua dichiarazione apparsa sui giornali di qualche giorno fa: “Certe disposizioni dello Statuto dei lavoratori ispirate all’intento nobile di difendere i lavoratori hanno determinato insufficiente creazione di posti di lavoro”.  

Mi chiedo, anzitutto, in che modo una maggiore libertà di licenziamento potrebbe creare ulteriori posti di lavoro: se la matematica non è un’opinione, per ogni licenziato potrebbe esserci un solo nuovo assunto, per cui (altro…)

Salve, sono Mario Rossi e sono stato licenziato con la riforma Fornero

15 marzo 2012 |

Mi chiamo Mario Rossi e sono un impegato di 50 anni come tanti. Guadagno 2 mila euro lordi al mese. E ho perso il posto di lavoro. Proprio ora che è entrata in vigore la riforma del mercato firmata dal Governo Monti. E ora, cosa mi accadrà?

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Il 18 lo rifiuto!

9 febbraio 2012 |

Sale e Pepe Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

“Ebbene, in fondo, abolirlo significa per l’appunto andare incontro alle preoccupazioni di questo governo, ossia di scongiurare la noia nel futuro degli italiani: aboliamolo dunque, e il posto fisso diverrà presto un ricordo del passato pleistocenico”.
Angelo d’Orsi, “Il posto fisso e la gioia del lavoro mobile” – 6 Febbraio 2012

“L’articolo 18 voleva evitare il ricatto licenziamento del sindacalista che difendesse i propri compagni di lavoro in modo non gradito al datore di lavoro. Lo spirito e il messaggio di questo articolo che mirava ad affermare la dignità dei lavoratori, come cittadini liberi, stabilendo che non si può effettuare un licenziamento senza giusta causa o giustificato motivo, sono stati stravolti”.
Francesco Forte, “È giunto il momento di dotare l’Italia di uno statuto fiscale dei lavoratori” – 6 Febbraio 2012

“… in Germania le imprese assumono molto, ma al contempo licenziano anche molto. Se si procedere a ritroso, si osserva che più hanno iniziato ad assumere, quanto più hanno potuto al contempo anche ristrutturare al variare della domanda, dei prodotti e dei processi, e conseguentemente anche licenziare”.
Oscar Giannino, “Lavoro: quattro lezioni tedesche” – 8 febbraio 2012

“Quanto guadagna? In media secondo i dati della Cgil, 8.023 euro l’anno. Quanto lavora? In media sette mesi su dodici… Vita dura e futuro incerto… Nessuna azienda dove radicarsi, e dove vivere la monotonia del posto fisso”.
Roberto Petrini, “I sette contratti che sfruttano i giovani” – 8 febbraio 2012

Dimissioni in bianco

Dimissioni in bianco

31 dicembre 2011 |

Siti, blog, gruppi Facebook, petizioni online, lettere inviate al nuovo ministro del Lavoro Elsa Fornero. Su internet, cresce la mobilitazione per ripristinare la legge 188/2007 contro le dimissioni in bianco, una norma cancellata dall’ex ministro Sacconi che prevedeva l’uso di moduli numerati validi al massimo 15 giorni per presentare dimissioni volontarie.

L’obiettivo era quello di impedire la firma, al momento dell’assunzione, di lettere di licenziamento senza data, da usare come arma di ricatto o come uno strumento per sbarazzarsi delle donne incinte aggirando le leggi che tutelano la maternità. Le dimissioni in bianco sono illegali, e per questo è difficile fare una stima precisa del fenomeno.

I dati più attendibili sono quelli presentati nell’ultimo Rapporto Annuale dell’Istat. La fotografia dell’Istituto Nazionale di Statistica rivela che sono 800mila le donne che hanno lasciato il lavoro prima di diventare madri. Ma si tratta forse di un fenomeno legato al passato? Assolutamente no. (altro…)

Titoli di coda

Titoli di coda

28 dicembre 2011 |

Avrebbero preferito apporre sui titoli di testa  uno di quei cartelli in cui si annuncia il cambio di gestione piuttosto che scontrarsi contro la Lega Calcio Serie A, perché così facendo temono che presto sulle loro vetrine potrebbe leggersi “chiuso per cessata attività”

Altri 300 a casa, ma la chiusura del centro commerciale (virtuale) in cui hanno lavorato per oltre dieci anni non ha nulla a che vedere con la crisi dei consumi, anzi: dalle loro vetrine hanno raccontato oltre 2.500 episodi di vita inventata che, in media, nella loro fascia oraria hanno incollato al piccolo schermo il 22% dei telespettatori. E questo, a pensarci bene, sarebbe il vero dato preoccupante. Se negli ultimi dieci anni, tra le 14 e le 15, oltre 3.500.000 di spettatori si sono collegati a Canale 5 per seguire le vicende di Cento Vetrine, è facile calcolare che complessivamente le persone “non impegnate” in quella fascia oraria e stazionanti di fronte a un televisore fossero quasi 16 milioni. Un po’ troppe, soprattutto per un Paese in cui un noto Presidente del Consiglio aveva promesso «un milione di posti di lavoro».

Anche se manca ancora l’ufficializzazione, il destino dei 300 lavoratori alle dipendenze di Telecittà (e c’è preoccupazione per tutto l’indotto che negli anni si è creato a San Giusto Canavese, il paese dove sono ospitati gli studi) è affidato al tasto di un telecomando: o si cambia o si spengono definitivamente le luci. (altro…)

Pane o Diritti al TG3 Piemonte

Pane o Diritti al TG3 Piemonte

20 dicembre 2011 |

Domani pomeriggio, alle 14,00 all’interno del TG3 Piemonte sarà trasmesso un servizio sulla vicenda dei lavoratori della società Agile ex-Eutelia. Qui il link, il servizio inizia al minuto 4,30. Oggi pomeriggio Maura Fassio ha intervistato due lavoratori della sede di Torino, una di quelle maggiormente penalizzate dalla proposta di acquisto di Tbs, per la quale si prevede la totale dismissione.

A fine intervista, i lavoratori Agile (ex-Getronics ed Olivetti) lanceranno un appello al ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera che vanta nel suo curriculum una significativa presenza in Olivetti, dove fu co-amministratore delegato del Gruppo da settembre 1992 a luglio 1996; la collega Cadigia Perini, della sede di Ivrea, lo ricorda così.

Sogni d’oro

Sogni d’oro

12 dicembre 2011 |

Hanno accudito il sonno dei viaggiatori della notte per anni ma il loro risveglio è stato traumatico. Hanno manifestato usando gli strumenti a loro disposizione, salendo sulle torri faro o sdraiandosi sulle traversine dei binari in stazione ma il licenziamento è arrivato ugualmente puntuale. Un paradosso per un’azienda nota soprattutto per i suoi ritardi.

Succede anche questo in Italia. La società tricolore di servizi nota più per i suoi ritardi che per la qualità del servizio si dimostra di una puntualità svizzera quando si tratta di licenziare il personale: con l’introduzione del nuovo orario invernale, Ferrovie dello Stato ha deciso di ridurre il servizio di treni notturni il cui personale apparteneva alla Servirail Italia srl, ex-Wagon Lits, la società che svolgeva il servizio di assistenza sui vagoni letto. Al suo posto una nuova società temporanea, Angel Service, che ha puntualmente applicato l’equazione “meno treni, meno personale” dichiarando in esubero circa 800 lavoratori. Subito.

A casa. Via, come un cambio di lenzuola sporche, come una notizia qualsiasi, priva d’interesse. (altro…)

La lunga agonia di Mirafiori

La lunga agonia di Mirafiori

30 novembre 2011 |

Collettivo Mirafiori e Centro Studi d’Inchiesta e Conricerca hanno inviato una lettera aperta alla cittadinanza torinese affinché la lenta agonia di quello che è stato il principale stabilimento industriale della città non passi inosservata.

Il 12 febbraio scade la Cassa integrazione straordinaria per i 5400 operai delle Carrozzerie della Fiat Mirafiori: siamo così arrivati ad un altro passaggio della caduta verso il basso della nostra vicenda. Un lungo percorso di due decenni (se non tre) fatto di promesse non mantenute, di lunghi periodi di cassa integrazione, di continua riduzione del personale e del salario, di progressivo attacco ai diritti dei lavoratori.

In tutti questi lunghi anni noi operai siamo stati responsabilizzati e colpevolizzati per la scarsa produttività, per l’alto tasso di assenze per malattie, per tutto quello che in Fiat non andava. (altro…)

C’è posta per te

C’è posta per te

7 novembre 2011 |

Pace fatta fra i leader europei: finalmente è stato individuato l’autentico responsabile della crisi economica mondiale, che perciò dovrà pagarne tutte le spese.
Tu.
No, non è il solito ”tu” retorico, si tratta proprio di te che stai leggendo.
Sei licenziato.
Alza il culo, raccogli le tue cianfrusaglie, e levati dai coglioni. (altro…)

La ricetta

4 novembre 2011 |

Sale e Pepe
Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

“… ma la lira non c’è più e la Bce non sta investendo soldi per salvare l’Italia, li sta impiegando per salvare l’euro, quindi se stessa”.
Davide Giacalone, “Euro e pensioni” – 26 ottobre 2011

“È un paradosso in stile Comma 22: le aziende non assumono perché non possono licenziare.
Ma se hanno bisogno di assumere, perché diamine scalpitano per licenziare?”

Alessandro Robecchi, “Il comma 22 dei licenziamenti” – 31 ottobre 2011

“… una liberalizzazione nel mercato del lavoro potrebbe aumentare le assunzioni nei periodi di crescita, al contrario in tempo di crisi e recessione favorirebbe soltanto l’aumento della disoccupazione. … ricordo il volume di John Maynard Keynes intitolato The general theory of employment, interest and money, in cui vengono analizzate dettagliatamente le condizioni che favoriscono l’occupazione.
Devo ammettere di non aver mai ascoltato prima una teoria economica basata sull’idea che il licenziamento favorisca la crescita dell’economia”.

Cristiano Martorella, “Non ho capito bene il ministro Sacconi” – 3 novembre 2011

“Chi ce l’ha li metta fuori
circolare miei signori e chissà…
che la crisi finirà!”
Rodolfo De Angelis, Ma Cos’è Questa Crisi? (1933)

Nebbia in Val Padana

27 ottobre 2011 |

Sale e Pepe
Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

“Entro maggio 2012 l’esecutivo approverà una riforma della legislazione del lavoro a. funzionale alla maggiore propensione ad assumere e alle esigenze di efficienza dell’impresa anche attraverso una nuova regolazione dei licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato.”
Estratto dalla lettera d’intenti per affrontare la crisi inviata dal governo italiano all’Unione europea.

«Libertà di licenziamento… lo Stato aiuterà queste persone con la cassa integrazione a trovare un nuovo lavoro».
Silvio Berlusconi interviene telefonicamente da Bruxelles alla trasmissione «Porta a Porta»

“Chissà cosa racconterà la Lega ai «suoi» operai, che hanno perso la sicurezza del lavoro in cambio di una pensione di anzianità che non arriverà mai.”
Bianca Di Giovanni, “Lettera di licenziamento” – 27 settembre 2011

“Dopo aver approvato ad agosto una manovra che rende tassativo il blocco delle assunzioni e prevede il taglio del 10% degli «uffici dirigenziali non generali », Palazzo Chigi fa un decreto che spiana la strada all’assunzione in pianta stabile alla presidenza del Consiglio di 33 persone, 12 dei quali dirigenti. Destinati a finire anche loro nella nebbia dei conti presidenziali. …la firma sotto il decreto che autorizza le 33 assunzioni alla presidenza del Consiglio è quella del ministro Brunetta.”
Sergio Rizzo, “Palazzo chigi assume 33 persone” – 27 settembre 2011

Ping pong

14 settembre 2011 |

Sale e Pepe
Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

«Le banche centrali sono pronte a fornire liquidità al sistema bancario se sarà necessario. Vediamo un rallentamento dell’economia mondiale e particolarmente in Europa ma questo non vuole dire che ci sia recessione, piuttosto non ci sarà lo stesso tasso di crescita sperimentato recentemente… Le istituzioni internazionali, la Commissione europea, di concerto con la Bce chiedono alla Grecia in maniera ferma il rispetto dei suoi impegni».
Jean Claude Trichet, numero uno della Bce, intervenendo al termine del Global Economy Meeting alla Bri – 12 settembre 2011

“Il ministero delle Finanze greco sta studiando il potenziale impatto di un default della Grecia. … si starebbero valutando diversi scenari, tra i quali anche la fuoriuscita di Atene dall’euro. Finalmente si sta affrontando la realtà, il default, che ridurrebbe l’ammontare del debito greco, consentirebbe al governo di Atene rilanciare l’economia, quindi ridurre la disoccupazione e il suo potenziale esplosivo, senza alcun vincolo monetario. … prima o poi anche noi dovremo passare per quel cammino…”.
Gianfranco Modolo, “Default” – 11 settembre 2011

“L’America non è più il Paese delle opportunità. La crisi presenta il conto e a far male alla salute della prima economia del mondo non è soltanto il debito pubblico. Il vero problema, la zavorra che blocca la ripresa è un altro: i dati sull’occupazione sono orribili. … L’effetto degli aiuti di stato (i fondi Tarp) è evaporato proprio quando sull’economia americana incombe la minaccia di una seconda recessione. Adesso la debolezza dell’economia reale si riflette sulla domanda di credito. Le famiglie iniziano a risparmiare e una quota crescente del reddito disponibile viene destinata a estinguere i debiti. E se i consumatori non spendono le imprese rinunciano agli investimento. Così la produttività langue e non si creano nuovi posti di lavoro. Insomma salvare i giganti di Wall Street, quelli “too big to fail”, non è servito…”.
Giampaolo Tarantino “L’economia degli Usa è al palo perché il bailout è stato un fallimento” – 5 settembre 2011

“In 6.000 hanno perso il posto alla Bank of America e altri 10.000 dovranno seguirli entro fine anno. L’ecatombe è perfino più pesante alla Hsbc che ha licenziato 5.000 dipendenti ma porterà a 25.000 le partenze l’anno prossimo. Wells Fargo, solo nel settore mutui-casa, ha dato il benservito a 2.000 impiegati. Le sedi americane delle grandi banche svizzere non sono da meno: 3.500 licenziamenti alla Ubs, 2.000 al Credit Suisse. È un bolletino di guerra quello che si abbatte su Wall Street…”.
Federico Rampini, “Wall Street, ripartono i maxi-licenziamenti” – 1 settembre 2011