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27 marzo 2012 |

Sale e Pepe Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

«… ci sono la nostra estrema debolezza e la nostra povertà alla base di tutto, perché se noi ora stessimo meglio il padrone italiano non sarebbe venuto qui, e noi non avremmo accettato un salario di 200 euro al mese».
Radoslav Delic, segretario generale del Samostalni (il sindacato delle aziende dell’ex gruppo Zastava), risponde alle domande di Raika Veljovica, “Ci hanno affamato, ora ci ricattano” – 26 luglio 2010

«Diamo da mangiare a chiunque ce lo chieda – ci spiega una volontaria addetta alla preparazione del sugo – sono tantissimi gli ateniesi che non riescono a comprare il minimo per la sopravvivenza».
Calda e Della Longa, “Ve lo diciamo noi greci: finché non vedete i negozi chiusi non siete in crisi” – 26 marzo 2012

«Il problema del lavoro in Italia è la mancanza di lavoro. Il problema è della domanda e noi stiamo qui a discutere dell’offerta!».
Pierre Carniti, grande vecchio del sindacalismo italiano, risponde alle domande di Gad Lerner nel corso della trasmissione L’infedele – 23 marzo 2012

“Quando mai un banchiere ha fatto gli interessi dei meno abbienti?”.
Gianfranco Modolo, “Traballa, traballa, traballa ma non cade” – 27 marzo 2012

Ping pong

14 settembre 2011 |

Sale e Pepe
Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

«Le banche centrali sono pronte a fornire liquidità al sistema bancario se sarà necessario. Vediamo un rallentamento dell’economia mondiale e particolarmente in Europa ma questo non vuole dire che ci sia recessione, piuttosto non ci sarà lo stesso tasso di crescita sperimentato recentemente… Le istituzioni internazionali, la Commissione europea, di concerto con la Bce chiedono alla Grecia in maniera ferma il rispetto dei suoi impegni».
Jean Claude Trichet, numero uno della Bce, intervenendo al termine del Global Economy Meeting alla Bri – 12 settembre 2011

“Il ministero delle Finanze greco sta studiando il potenziale impatto di un default della Grecia. … si starebbero valutando diversi scenari, tra i quali anche la fuoriuscita di Atene dall’euro. Finalmente si sta affrontando la realtà, il default, che ridurrebbe l’ammontare del debito greco, consentirebbe al governo di Atene rilanciare l’economia, quindi ridurre la disoccupazione e il suo potenziale esplosivo, senza alcun vincolo monetario. … prima o poi anche noi dovremo passare per quel cammino…”.
Gianfranco Modolo, “Default” – 11 settembre 2011

“L’America non è più il Paese delle opportunità. La crisi presenta il conto e a far male alla salute della prima economia del mondo non è soltanto il debito pubblico. Il vero problema, la zavorra che blocca la ripresa è un altro: i dati sull’occupazione sono orribili. … L’effetto degli aiuti di stato (i fondi Tarp) è evaporato proprio quando sull’economia americana incombe la minaccia di una seconda recessione. Adesso la debolezza dell’economia reale si riflette sulla domanda di credito. Le famiglie iniziano a risparmiare e una quota crescente del reddito disponibile viene destinata a estinguere i debiti. E se i consumatori non spendono le imprese rinunciano agli investimento. Così la produttività langue e non si creano nuovi posti di lavoro. Insomma salvare i giganti di Wall Street, quelli “too big to fail”, non è servito…”.
Giampaolo Tarantino “L’economia degli Usa è al palo perché il bailout è stato un fallimento” – 5 settembre 2011

“In 6.000 hanno perso il posto alla Bank of America e altri 10.000 dovranno seguirli entro fine anno. L’ecatombe è perfino più pesante alla Hsbc che ha licenziato 5.000 dipendenti ma porterà a 25.000 le partenze l’anno prossimo. Wells Fargo, solo nel settore mutui-casa, ha dato il benservito a 2.000 impiegati. Le sedi americane delle grandi banche svizzere non sono da meno: 3.500 licenziamenti alla Ubs, 2.000 al Credit Suisse. È un bolletino di guerra quello che si abbatte su Wall Street…”.
Federico Rampini, “Wall Street, ripartono i maxi-licenziamenti” – 1 settembre 2011