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Ping pong

14 settembre 2011 |

Sale e Pepe
Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

«Le banche centrali sono pronte a fornire liquidità al sistema bancario se sarà necessario. Vediamo un rallentamento dell’economia mondiale e particolarmente in Europa ma questo non vuole dire che ci sia recessione, piuttosto non ci sarà lo stesso tasso di crescita sperimentato recentemente… Le istituzioni internazionali, la Commissione europea, di concerto con la Bce chiedono alla Grecia in maniera ferma il rispetto dei suoi impegni».
Jean Claude Trichet, numero uno della Bce, intervenendo al termine del Global Economy Meeting alla Bri – 12 settembre 2011

“Il ministero delle Finanze greco sta studiando il potenziale impatto di un default della Grecia. … si starebbero valutando diversi scenari, tra i quali anche la fuoriuscita di Atene dall’euro. Finalmente si sta affrontando la realtà, il default, che ridurrebbe l’ammontare del debito greco, consentirebbe al governo di Atene rilanciare l’economia, quindi ridurre la disoccupazione e il suo potenziale esplosivo, senza alcun vincolo monetario. … prima o poi anche noi dovremo passare per quel cammino…”.
Gianfranco Modolo, “Default” – 11 settembre 2011

“L’America non è più il Paese delle opportunità. La crisi presenta il conto e a far male alla salute della prima economia del mondo non è soltanto il debito pubblico. Il vero problema, la zavorra che blocca la ripresa è un altro: i dati sull’occupazione sono orribili. … L’effetto degli aiuti di stato (i fondi Tarp) è evaporato proprio quando sull’economia americana incombe la minaccia di una seconda recessione. Adesso la debolezza dell’economia reale si riflette sulla domanda di credito. Le famiglie iniziano a risparmiare e una quota crescente del reddito disponibile viene destinata a estinguere i debiti. E se i consumatori non spendono le imprese rinunciano agli investimento. Così la produttività langue e non si creano nuovi posti di lavoro. Insomma salvare i giganti di Wall Street, quelli “too big to fail”, non è servito…”.
Giampaolo Tarantino “L’economia degli Usa è al palo perché il bailout è stato un fallimento” – 5 settembre 2011

“In 6.000 hanno perso il posto alla Bank of America e altri 10.000 dovranno seguirli entro fine anno. L’ecatombe è perfino più pesante alla Hsbc che ha licenziato 5.000 dipendenti ma porterà a 25.000 le partenze l’anno prossimo. Wells Fargo, solo nel settore mutui-casa, ha dato il benservito a 2.000 impiegati. Le sedi americane delle grandi banche svizzere non sono da meno: 3.500 licenziamenti alla Ubs, 2.000 al Credit Suisse. È un bolletino di guerra quello che si abbatte su Wall Street…”.
Federico Rampini, “Wall Street, ripartono i maxi-licenziamenti” – 1 settembre 2011

Apocalipse dixit

29 agosto 2011 |

Sale e Pepe
Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

“If we are mired in the muck for two decades or more, as Japan has been, I blame low rates of productivity and technical progress”.
Tyler Cowen, “The deflation of 1873-1896” – 28 agosto 2011

“Al Governo non chiediamo di fare niente di nuovo. Solo di fare oggi quello che avrebbe dovuto fare ieri, che a sua volta è quanto avrebbe dovuto fare avant’ieri e che anche oggi continua a posporre a domani mancando al suo dovere primario: decidere per il bene comune”.
Luigi Guiso, “Le decisioni che l’Italia non vuole prendere” – 28 agosto 2011

“Infliggere tagli di spesa e aumenti di tasse a un’economia già debole, è la ricetta sicura per una catastrofe”.
Federico Rampini, “Rischio recessione come nel ‘37: causata da errori politici” – 18 agosto 2011

“La gente non si rende conto che questa crisi, che sussegue ad altre degli ultimi anni (bancarotta del Messico del 1996; tracollo delle “piccole tigri” del ’97, “subprime” del 2008 con continui rimbalzi e controrimbalzi fra Stati Uniti, Europa e Asia), segna il punto di arrivo di un modello di sviluppo basato sulle crescite esponenziali. Lo si sapeva da tempo”.
Massimo Fini, “Modello di sviluppo avviato verso l’apocalisse finanziaria” – 26 agosto 2011

Sul Titanic, ma in terza classe

13 agosto 2011 |

Sale e Pepe
Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

“… prima il governo ha pronto un decreto con poche norme chiare che recuperino punti di Pil nel conto economico e nella parte patrimoniale senza colpire redditi, pensioni e margini d’impresa attuali, prima cioè avrà un testo che alzi il tetto dell’età pensionabile in pochi anni e decida da subito rilevanti privatizzazioni immobiliari e mobiliari, meglio sarà per l’Italia. Nessun aiuto è gratis, ricordiamocelo bene”.
Oscar Giannino, “Le banche centrali compreranno, ma non illudetevi” – 7 agosto 2011

“Provate a riandare con la memoria a tutte le volte che è stata esaltata la “globalizzazione”: un inno al denaro e ai mercati che aveva di fronte appunto gli spigoli contro di cui ora, giorno dopo giorno, andiamo a sbattere. Nessuna coscienza “globale”, nessun equilibrio politico “globale”, nessun sostanziale cambiamento di mentalità nei confronti dell’ambiente “globale” (per lo meno sempre insufficiente e in ritardo come con Achille e la tartaruga): poteva andare avanti così all’infinito? Naturalmente no. Ma chi lo diceva passava per Cassandra”.
Oliviero Beha, “È colpa di Berlusconi? È una crisi globale?” – 9 agosto 2011

“… il vero problema è la recessione: è in agguato, assai più probabile di prima se non certa. E di fatto, se non vivessimo sotto la dittatura del Pil (cresciuto, anche se di un impercettibile 0,8%, nel primo semestre i quest’anno), altri indicatori ben più significativi per l’economia reale (occupazione, stipendi, consumi) direbbero che la recessione del 2008 non è mai finita, stiamo dentro un ciclo di Grande Contrazione che dura già da tre anni. E ne durerà altri due…”
Federico Rampini, “La Fed conferma recessione ma Wall Street esulta” – 10 agosto 2011

“… contrarre debiti è l’unico modo per garantire liquiditá interna. La strategia proposta dal Ministro è dunque quella di aumentare la circolazione del denaro…”
Stefano Casini, “L’Uruguay e il fantasma del 2002” – 10 agosto 2011