Quantcast

Stati uniti dal debito

6 agosto 2011 |

Sale e Pepe
Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

“Senza una politica che riprenda il controllo sulla finanza, il pendolo della speculazione continuerà a muoversi tra Borse private e debito pubblico, calpestando nel suo passaggio, monete, materie prime e prodotti agricoli”.
Mario Pianta, “Il pendolo speculativo” – 28 luglio 2011

“Più che le promesse di crescita e di tagli di bilancio futuri da parte di un governo che oggi c’è e domani chissà, all’Italia di oggi sono rimasti due bastioni: i milioni di italiani che continuano a pagare le tasse e la continuazione degli sforzi di riduzione della spesa pubblica iniziati nel 2011. Disporre di un popolo di lavoratori dipendenti tartassati abituati e quasi rassegnati ad essere tartassati è un asset, un capitale, che non tutti i governi europei possono esibire”.
Francesco Daveri, “L’aritmetica dello spread e del debito a valanga” – 3 agosto 2011

“Non è il nostro debito pubblico, enorme, ad avere creato gli speculatori, ma è la sua esistenza a costarci troppo. Riassorbirlo, anche togliendo i ceppi che bloccano lo sviluppo economico, quindi rinunciando a tassare e controllare tutto, in maniera maniacale, è compito nostro, non solo un obbligo europeo”.
Davide Giacalone, “Senza annunci” – 4 agosto 2011

“… non avendo fatto a suo tempo gli Stati Uniti d’Europa – come quelli definiti sarcasticamente eurodisfattisti chiedevano con ragione – o li si fa adesso, nel pieno della tormenta finanziaria in cui siamo immersi, o la bufera annienterà l’euro. Perché nulla potrà più essere come prima”.
Enrico Cisnetto, “Il default di una classe dirigente” – 6 agosto 2011