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La ricetta

4 novembre 2011 |

Sale e Pepe
Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

“… ma la lira non c’è più e la Bce non sta investendo soldi per salvare l’Italia, li sta impiegando per salvare l’euro, quindi se stessa”.
Davide Giacalone, “Euro e pensioni” – 26 ottobre 2011

“È un paradosso in stile Comma 22: le aziende non assumono perché non possono licenziare.
Ma se hanno bisogno di assumere, perché diamine scalpitano per licenziare?”

Alessandro Robecchi, “Il comma 22 dei licenziamenti” – 31 ottobre 2011

“… una liberalizzazione nel mercato del lavoro potrebbe aumentare le assunzioni nei periodi di crescita, al contrario in tempo di crisi e recessione favorirebbe soltanto l’aumento della disoccupazione. … ricordo il volume di John Maynard Keynes intitolato The general theory of employment, interest and money, in cui vengono analizzate dettagliatamente le condizioni che favoriscono l’occupazione.
Devo ammettere di non aver mai ascoltato prima una teoria economica basata sull’idea che il licenziamento favorisca la crescita dell’economia”.

Cristiano Martorella, “Non ho capito bene il ministro Sacconi” – 3 novembre 2011

“Chi ce l’ha li metta fuori
circolare miei signori e chissà…
che la crisi finirà!”
Rodolfo De Angelis, Ma Cos’è Questa Crisi? (1933)

Macelleria sociale

22 settembre 2011 |

Sale e Pepe
Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

«Se ti piacciono le leggi e le salsicce, non guardare mai come vengono fatte»
Otto von Bismarck

“… sia Gallino che Ichino, dai rispettivi punti di vista narrano di situazioni in cui ciò che davvero manca – e vanifica la portata innovativa dell’articolo 8 (Ichino) o addirittura peggiora il quadro di regole esistenti (Gallino) – è la presenza di un sindacato coerente e determinato nelle sue decisioni”.
Daniele Ciroli, “Il sindacato è la vera spina nel fianco per la riforma dell’articolo 8” – 16 settembre 2011

“… se non ci fosse stata la riduzione delle protezioni sui contratti a termine, la crescita cumulata negli anni 1995-2007 della Ptf del terziario avanzato e dei servizi alle imprese, rispetto a quella della manifattura, sarebbe stata superiore di oltre 7 punti percentuali a quanto avvenuto in realtà”.
Andrea Ricci, Mirella Damiani e Fabrizio Pompei, “Troppa flessibilità non aiuta la crescita” – 20 settembre 2011

“Inseguire gli spread con le manovre è come star dietro allo strozzino con le cambiali. Un modo sicuro per rovinarsi…”
Davide Giacalone, “Tagliare le corde” – 14 settembre 2011

I costi del pareggio

I costi del pareggio

10 agosto 2011 |

Sale & Pepe
Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

“Siamo tornati al ’92, sento dire. Ma con una grande differenza, riflettono in diversi, pur non sprovveduti: allora c’era un disegno e una classe politica di ricambio, oggi no, oggi è il vuoto, in maggioranza come all’opposizione”.
Davide Giacalone, “Ma non è il ’92” – 5 agosto 2011

“Non è introducendo nella Costituzione l’obbligo del bilancio in pareggio che si esce dalla crisi”.
Tito Boeri e Fausto Panunzi, “Pareggio di bilancio: è meglio farlo sul campo” – 8 agosto 2011

“La sinistra politica e sindacale non ha capito che la manovra non viene criticata perché è troppo severa, ma perché lo è troppo poco. In tale contesto non si capisce quale approdo possa avere il confronto con le parti sociali. Sempre che il Governo decida finalmente di fare sul serio”.
Giuliano Cazzola, “Per accelerare la manovra bisogna metter mano a pensioni e art. 18” – 8 agosto 2011

“… non è possibile pensare a una modifica costituzionale seria, se essa non contiene un meccanismo sanzionatorio adeguato (le regole non possono prevedere la loro stessa infrazione) e se non viene messo un limite massimo alla spesa pubblica”.
Oscar Giannino, “Pareggio di bilancio: che sia una cosa seria” – 9 agosto 2011

Stati uniti dal debito

6 agosto 2011 |

Sale e Pepe
Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

“Senza una politica che riprenda il controllo sulla finanza, il pendolo della speculazione continuerà a muoversi tra Borse private e debito pubblico, calpestando nel suo passaggio, monete, materie prime e prodotti agricoli”.
Mario Pianta, “Il pendolo speculativo” – 28 luglio 2011

“Più che le promesse di crescita e di tagli di bilancio futuri da parte di un governo che oggi c’è e domani chissà, all’Italia di oggi sono rimasti due bastioni: i milioni di italiani che continuano a pagare le tasse e la continuazione degli sforzi di riduzione della spesa pubblica iniziati nel 2011. Disporre di un popolo di lavoratori dipendenti tartassati abituati e quasi rassegnati ad essere tartassati è un asset, un capitale, che non tutti i governi europei possono esibire”.
Francesco Daveri, “L’aritmetica dello spread e del debito a valanga” – 3 agosto 2011

“Non è il nostro debito pubblico, enorme, ad avere creato gli speculatori, ma è la sua esistenza a costarci troppo. Riassorbirlo, anche togliendo i ceppi che bloccano lo sviluppo economico, quindi rinunciando a tassare e controllare tutto, in maniera maniacale, è compito nostro, non solo un obbligo europeo”.
Davide Giacalone, “Senza annunci” – 4 agosto 2011

“… non avendo fatto a suo tempo gli Stati Uniti d’Europa – come quelli definiti sarcasticamente eurodisfattisti chiedevano con ragione – o li si fa adesso, nel pieno della tormenta finanziaria in cui siamo immersi, o la bufera annienterà l’euro. Perché nulla potrà più essere come prima”.
Enrico Cisnetto, “Il default di una classe dirigente” – 6 agosto 2011