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Lettera a Monti di un lavoratore Agile ex-Eutelia

28 settembre 2012 |

Egregio Prof. Monti,  

leggo con una nota di cipiglio la Sua dichiarazione apparsa sui giornali di qualche giorno fa: “Certe disposizioni dello Statuto dei lavoratori ispirate all’intento nobile di difendere i lavoratori hanno determinato insufficiente creazione di posti di lavoro”.  

Mi chiedo, anzitutto, in che modo una maggiore libertà di licenziamento potrebbe creare ulteriori posti di lavoro: se la matematica non è un’opinione, per ogni licenziato potrebbe esserci un solo nuovo assunto, per cui (altro…)

Fiat, la nuova campagna

17 settembre 2012 |

via Makkox, al secolo Marco Dambrosio. Pubblicata il 16 settembre su “il Post”

Buoni propositi 1

12 luglio 2012 |

Se i legislatori avessero la medesima cretività dei cassintegrati, questo Paese avrebbe un Pil da primato.

Pane o Diritti: appuntamenti di sabato 21 aprile

Pane o Diritti: appuntamenti di sabato 21 aprile

20 aprile 2012 |

Equal Pay Day - Torino 2012Segnalo alcuni appuntamenti che si terranno nei prossimi giorni a Torino e possono rivelarsi d’interesse per i lettori di Pane o Diritti.

Stesso stipendio per lo stesso lavoro. Dopo aver subìto un rinvio a causa del mal tempo questa volta ci siamo: sabato 21 aprile in piazza Carlo Alberto dalle 9 alle 18 si terrà l’Equal Pay Day, iniziativa mirata a sostenere la parità retributiva delle donne, in Italia e in Europa. In Italia le donne guadagnano in media il 17% in meno degli uomini, una situazione imbarazzante, prima ancora che insostenibile per un Paese che vuole definirsi civile, che può e deve essere combattuta attraverso l’aumento della consapevolezza e la creazione di una mobilitazione che consenta di trasformare il divario salariale attualmente sommerso in un argomento di pubblico interesse con il preciso obiettivo di ridurre fino a farla sparire questa forma di discriminazione.

Il lavoro, i diritti: il punto della situazione sulla riforma del mercato del lavoro è invece il tema del dibattito moderato da  Paola Bragantini, Segretario del Partito Democratico di Torino e previsto sabato 21 aprile alle ore 9.30 alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di via Modane 16. Introduce Piercarlo Ravazzi, Professore di Economia Politica e conclude Cesare Damiano, Capogruppo Pd Commissione Lavoro. Sono stati invitati i Segretari di Cgil, Cisl e Uil.

Alla stessa ora le 9,30, al Politecnico di Torino si terrà un incontro tra precari, disoccupati e lavoratori impegnati nella ricerca dei nodi prioritari sul “che fare” in vista della realizzazione di un percorso di costruzione verso un confronto e un collegamento stabile e in grado di accumulare forze e scambiare esperienze. Tra gli organizzatori, alcuni fondatori di Alato e del Collettivo Fiat Mirafiori

La Cub, infine, annuncia la presenza di un suo presidio al Teatro Nuovo, in Corso Massimo D’Azeglio 17 in concomitanza con l’incontro che vedrà la partecipazione dei ministri Elsa Fornero (Lavoro e Politiche Sociali) e Francesco Profumo (Istruzione, Università e Ricerca).

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Polvere

16 marzo 2012 |

Polvere siamo, polvere ritorneremo. E poi c’è una polvere invisibile, che non ti senti addosso anche quando ti invade. Una polvere maligna, strafottente e anche un po’ puttana. Crudele.

Certe notizie non vorresti mai ascoltarle, non importa se colpiscono persone sconosciute, vicini di casa, colleghi lontani. Provi lo stesso schifo quando riguardano bambini o anziani. E resti senza parole. Lì, davanti allo specchio che riflette un volto coperto per metà dalla schiuma da barba mentre dalla cucina arriva l’aroma del caffé che è quasi pronto. Sembra una giornata qualunque, invece parte male. Parte con la Doglio e Volpato del Giornale Radio del Piemonte che ti informano che Marco non c’è più. Marco Giorcelli, che lavorava a Casale, sì, quella dell’Eternit. Quella dei Nerostellati primi in classifica, del Mercato Pavia, de Il Monferrato, che Marco dirigeva da 19 anni. Una direzione seria, d’altri tempi, da giornale di provincia, capace di affrontare con equilibrio e professionalità anche un strage silenziosa come quella provocata dal mesotelioma pleurico, quella roba provocata dall’amianto.  Quella roba che ti invade senza che tu te ne accorga fino a quando non puoi fare più niente per difenderti. Quella roba che nel referto definisce la causa del decesso di Marco, ucciso da una polvere.

Polvere maledetta.

Salve, sono Mario Rossi e sono stato licenziato con la riforma Fornero

15 marzo 2012 |

Mi chiamo Mario Rossi e sono un impegato di 50 anni come tanti. Guadagno 2 mila euro lordi al mese. E ho perso il posto di lavoro. Proprio ora che è entrata in vigore la riforma del mercato firmata dal Governo Monti. E ora, cosa mi accadrà?

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Diario postumo di un flessibile

20 febbraio 2012 |

Gli studi storici sulla civiltà italica del terzo millennio hanno fatto un importante passo avanti con la scoperta del diario d’uno sconosciuto vissuto nei primi decenni dell’epoca. Un esame preliminare dei suoi contenuti ci ha indotto a ritenerlo opera d’un “uomo flessibile”, categoria numerosa a quei tempi. In effetti disponevamo già d’una massa ragguardevole di documenti relativi al Culto della Flessibilità allora diffuso. Articoli, saggi, fossili di filmati tv, pergamene d’accordi internazionali come quello famoso tra Italia e Gran Bretagna di inizio millennio, attestano come la venerazione della Flessibilità fosse una delle occupazioni principali di quelle popolazioni.

In ogni settore della vita sociale, culturale, politica, financo economica, esse parevano anteporre tale culto ad ogni altro impegno o pensiero. Per la verità, i ricercatori non sono finora riusciti ad appurare se la Flessibilità fosse creduta essere, o si volesse far credere che fosse, spirito, sostanza, persona, archetipo collettivo o logo pubblicitario. Questo diario d’un uomo che pare praticasse la Flessibilità, per convinzione o per obbligo, permette comunque di comprendere meglio quale incidenza essa avesse nella vita quotidiana. Il diario copre un arco di parecchi anni.
Ne riportiamo alcuni brani.

Ottobre 2001. A me la flessibilità piace. Mi lascia libero di organizzare il mio tempo. Sono indipendente. E poi si incontrano facce nuove. Lavorare in aziende sempre diverse è una bella esperienza. Mi arricchisce la professionalità e mi permette anche di spenderla meglio. È vero che ogni tanto devo chiedere soldi ai miei per andare in discoteca, perché tra un lavoro e l’altro magari passa qualche mese. Ma insomma, se penso a loro che han passato tutta la vita nello stesso barboso posto, io son molto più soddisfatto.

Giugno 2005. La ditta in cui ho lavorato tre mesi m’ha rinnovato il contratto per altri sei. Giusto un paio di giorni prima che scadesse l’altro. Si vede che mi apprezzano. Certo che se me lo dicevano un po’ prima avrei gradito, perché mi risparmiavo di girare le agenzie e passare nottate in Internet per vedere se trovavo un altro lavoro.

Gennaio 2006. La mia compagna S. vorrebbe fare un figlio. Pure a me piacerebbe. Però è anche lei una flessibile – sta facendo un tempo parziale – e se dovesse capitare che restiamo tutti e due senza lavoro, tra un impiego e l’altro, non ce la faremmo. Dunque meglio aspettare. Siamo ancora giovani.

Marzo 2009. La ditta in cui lavoro da sei mesi m’ha rinnovato il contratto per altri tre. Il capo del personale dice che per adesso, in attesa del giudizio dei mercati sui loro prodotti, non possono fare di più. Ma invita ad avere fiducia. Altri hanno avuto prima o poi il tempo indeterminato. Visto che dove lavoro io siamo almeno duecento, gli domando quanti sono. Potrebbero essere addirittura il venti per cento, risponde, facendomi due o tre nomi.

Maggio 2010. Insieme con S. sono andato in banca. Vorremmo comprarci un alloggetto. Anche se alla fine non lavoriamo in media più di otto o nove mesi all’anno, guadagniamo abbastanza. Però avremmo bisogno d’un prestito o d’un mutuo. L’impiegata sta a sentire, fa qualche domanda, poi dice che non si può. I prestiti o i mutui si concedono soltanto a chi ha un lavoro stabile. Per consolarci ci confida che nemmeno lei, impiegata di banca, potrebbe avere un mutuo. È una temporanea.

Novembre 2014. Dopo sette rinnovi consecutivi di vari tipi di contratto – un paio di interinali, tre o quattro a tempo determinato, altri due CCC, cioè di collaborazione coordinata – la ditta mi ha proposto un contratto a tempo indeterminato. In cambio mi chiede soltanto, per via della flessibilità, di rendermi disponibile al lavoro a turni, sei ore comprese in un qualsiasi intervallo tra le 7 e le 24, in qualunque giorno, sabato e domenica inclusi. Ogni settimana l’orario del turno può cambiare. Naturalmente loro si impegnano a farmi sapere quale sarà il mio orario con almeno due o tre giorni di anticipo. Naturalmente ho accettato.

Gennaio 2015. Ho saputo da un biglietto di S. – adesso facciamo turni con orari diversi, così ci lasciamo messaggi sulla porta del frigorifero – che il medico le ha detto che se vuole avere un figlio dovrebbe sbrigarsi. A 35 anni una donna è anziana per avere un primo figlio. Lei però è ancora indecisa. Adesso ha un CCC, ma sta per scadere e non ha ancora trovato altro. E se non lavora lei non paghiamo l’affitto, altro che il latte in polvere e una tata. Ci vorrebbe una legge apposta, per le madri flessibili.

Luglio 2016. Mia madre vorrebbe sapere con precisione quale lavoro faccio. Per dirlo ai parenti, agli amici che chiedono notizie. Sostiene che la mette a disagio non poter rispondere che suo figlio, per dire, fa l’elettricista, o l’impiegato all’anagrafe, o il disegnatore di dépliants. Vorrei risponderle, perché ormai ha l’aria proprio vecchia. Il fatto è che, dopo tanti lavori, non lo so nemmeno io chi sono, che cosa sono. Da qualche tempo mi fa male la schiena. Ho prenotato una visita.

Luglio 2018. Dato che bisogna essere previdenti, ho chiesto a un’esperta a quanto potrebbe ammontare la mia pensione. M’ha parlato di ricongiungimenti, casse separate, regime contributivo, e dello sbaglio d’aver cambiato tante volte lavoro e azienda. Posso aspettarmi, in conclusione, una pensione pari a circa un terzo di quello che prendo al mese. Quando lavoro. Ma con una pensione pari a un terzo dello stipendio mica si vive. Quindi le ho chiesto cosa dovrei fare per aumentarla. Dovresti investire almeno un terzo di quello che guadagni in un fondo integrativo, ha detto.

Settembre 2018. Non sono ancora riuscito ad andare dal medico. Ogni volta che faccio la prenotazione, capita che sono di turno.

Dicembre 2018. La ditta, di cui ho sentito che sta andando benissimo, mi ha licenziato. Ho protestato, ricordando che il mio contratto era a tempo indeterminato. M’hanno spiegato gentilmente che da quando lo statuto dei lavoratori è stato abolito, indeterminato significa soltanto che è l’azienda a decidere quando il contratto termina.

(Mese illeggibile del 2022). Quest’anno sono riuscito a lavorare soltanto sei mesi. Le aziende mi fanno difficoltà perché, alla mia età, non ho abbastanza formazione. I giovani che arrivano adesso dalla scuola sono più preparati e flessibili. Per fortuna nell’azienda in cui lavoro adesso ho ritrovato F., ex compagno di scuola. È diventato capo settore, un uomo importante. Gli ho chiesto com’è riuscito a far carriera. Beh, dice, ho cercato di restare nella stessa azienda il più a lungo possibile. Se uno salta di qua e di là, da un posto all’altro, mica lo promuovono. Ti pare?

Chiudiamo qui, per ora, il diario dell’uomo flessibile. Come ben sanno gli storici, le cause del rapido declino della civiltà italica del terzo millennio d. C. sono tuttora avvolte dal mistero. L’ipotesi d’un avvelenamento collettivo da piombo delle condotte d’acqua, già affacciata per spiegare il crollo d’una civiltà fiorita nello stesso territorio 15-20 secoli prima, va scartata in base alle indagini compiute con i nostri super-spettrografi di massa. Ma sulla base di quest’ultimo ritrovamento, ci pare lecito ipotizzare che il culto della Flessibilità, distraendo ipnoticamente i capi come le masse da ogni altro fine esistenziale, abbia avuto in tale declino un peso non lieve. Le nostre ricerche su questo fascinoso tema proseguiranno.

di Luciano Gallino

Era il 20 febbraio 2002 quando il quotidiano la Repubblica pubblicava questo contibuto del professor Gallino. Il testo, successivamente, è stato recitato in teatro da Antonio Albanese. Sono trascorsi dieci anni.
Non credo occorra aggiungere altro. MT

Casale Monferrato, una battaglia di civiltà

Casale Monferrato, una battaglia di civiltà

15 febbraio 2012 |

Il 14 febbraio si è giunti a sentenza nel processo di primo grado nei confronti dell’azienda Eternit Italia. Una pagina storica. Un processo estremamente importante che per l’imponente numero di parti civili è stato definito da da primato. Ma purtroppo il primato è anche e soprattutto l’elevatissimo numero di vittime da esposizione all’amianto; oltre 2300, di cui 1500 nella sola città di Casale Monferrato.

Moltissime bandiere tricolori con la scritta giustizia sulle spalle, a testimoniare che nel Paese è ancora possibile chiedere giustizia ed ottenerla. In quell’elenco interminabile vite spezzate, scandite nei nomi di chi non c’è più e di chi per tutta la vita dovrà portare dentro il dolore della loro assenza. Le prime parole nella lettura della sentenza sembrano per un momento scaldare quelle aule, ma soprattutto quei cuori a cui la perdita dei loro congiunti ha lasciato il gelo del dolore. La lettura del dispositivo si è conclusa con una condanna che ha riconosciuto il dolo e la colpa cosciente. Nessun dubbio insomma. Una sentenza purtroppo non può fare miracoli; non riporta indietro nessuno ma allevia la pena perchè tutto non può esaurirsi in un verdetto di non colpevolezza, che tutto è un caso o una tragica fatalità. (altro…)

Scialuppa di salvataggio

Scialuppa di salvataggio

7 febbraio 2012 |

È una giornata uggiosa in una piccola cittadina, piove e le strade sono deserte. I tempi sono grami, tutti hanno debiti e vivono spartanamente. Un giorno arriva un turista tedesco e si ferma in un piccolo alberghetto. Dice al proprietario che vorrebbe vedere le camere e che forse si ferma per il pernottamento e mette sul bancone della ricezione una banconota da 100 euro come cauzione. Il proprietario gli consegna alcune chiavi per la visione delle camere.

1. Quando il turista sale le scale, l’albergatore prende la banconota, corre dal suo vicino, il macellaio, e salda i suoi debiti.
2. Il macellaio prende i 100 euro e corre dal contadino per pagare il suo debito.
3. Il contadino prende i 100 euro e corre a pagare la fattura presso la Cooperativa agricola.
4. Qui il responsabile prende i 100 euro e corre alla bettola e paga la fattura delle sue consumazioni.
5. L’oste consegna la banconota ad una prostituta seduta al bancone del bar e salda così il suo debito per le prestazioni ricevute a credito.
6. La prostituta corre con i 100 euro all’albergo e salda il conto per l’affitto della camera per lavorare.
7. L’albergatore rimette i 100 euro sul bancone della ricezione.

In quel momento il turista scende le scale, riprende i suoi soldi e se ne va dicendo che non gli piacciono le camere e lascia la città.

– Nessuno ha prodotto qualcosa
– Nessuno ha guadagnato qualcosa
– Tutti hanno liquidato i propri debiti e guardano al futuro con  maggiore ottimismo

Ecco, ora sapete con chiarezza come funziona il pacchetto di salvataggio UE!

di Fabrizio Canesi

Pane o Diritti: altri appuntamenti

Pane o Diritti: altri appuntamenti

19 gennaio 2012 |

Segnalo volentieri alcuni appuntamenti che si terranno nei prossimi giorni a Torino e provincia e che possono rivelarsi d’interesse per i lettori.

Presso il “Circolovizioso” di via San Bernardino 34/c, inizia questa sera, giovedì 19 gennaio, la rassegna cinematografica “Visioni di Lavoro” di cui ho segnalato l’anteprima la scorsa settimana. La rassegna sarà inaugurata dalla proiezione del docu-film “Insee di Lambrate. Appunti di una storia di lotta” di Silvia Tagliabue, già proiettato a Torino in occasione del Summer FestiLav del 2010.

Sabato 21 gennaio si inaugura ad Avigliana la settima edizione de “Il grande cortile – Pratiche, stili di vita, idee, alternative”. Nell’ampio programma (che potete trovare qui) sono previste, per il giorno 27 gennaio, le testimonianze dirette dei lavoratori Vinyls di Sassari, Fincantieri di Sestri Ponente, Wagon Lits e di alcuni lavoratori di San Giusto C.se della Soap Opera Cento Vetrine. La manifestazione prosegue fino a marzo.

Infine, giovedì 26 gennaio al Cine Teatro Baretti di via Baretti 4 è prevista la proiezione del cortometraggio “Fuga dall’indifferenza” di Sergio D’Orsi; l’appuntamento è per le ore 20:30.

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Se perdo te

12 gennaio 2012 |

Il dramma della perdita del lavoro si tramuta in una strage: secondo l’Eures nel 2009 ci sono stati 357 suicidi tra i non occupati. “E’ il dato più alto da decenni. La matrice economica è sempre più forte. Chi non lavora perde l’identità e la fiducia”  

Trecentocinquantasette morti, uno al giorno. Una strage. E’ enorme il numero coloro che non hanno resistito alla frustrazione, alla disperazione e alla difficoltà di tirare avanti, giorno dopo giorno, senza uno straccio di lavoro. Sono i suicidi della crisi, coloro che si sono tolti la vita anche perché disoccupati. E’ la cifra eclatante e drammatica resa nota da Eures, il centro studi economici e sociali, e riguarda il 2009.

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Pane o Diritti: qualche appuntamento

Pane o Diritti: qualche appuntamento

9 gennaio 2012 |

Ricevo la segnalazione di alcuni appuntamenti che si terranno questa settimana a Torino e che possono rivelarsi di particolare interesse per i lettori.

Quale destino per i pubblicisti?
Grazie all’appello di Paolo Morelli, se ne discute mercoledì 11 gennaio presso la Sala delle Carte al primo piano del Circolo della Stampa – Sporting in corso Agnelli 45; inizio previsto per le ore 21.

La sera successiva, invece, giovedì 12 gennaio presso la sede CUB di Corso Marconi 34 è prevista la conferenza del Professor Andrea Fumagalli, docente di Economia all’Università di Pavia, che sarà il relatore dell’incontro “Come spezzare la spirale dell’indebitamento che nutre la finanza internazionale: è possibile rifiutare di pagare il debito?”. L’inizio è previsto per le ore 18.

Infine, giovedì 19 gennaio inizierà la rassegna cinematografica “Visioni di Lavoro” di cui potete vedere la locandina nella miniatura in alto (cliccate sull’immagine per ingrandirla). Le proiezioni sono tutte in programma presso il “Circolovizioso” di via San Bernardino 34/c, in quel Borgo San Paolo che è stato quartier generale della Lancia e, indubbiamente, uno dei più importanti quartieri operai del secolo scorso.

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Dimissioni in bianco

Dimissioni in bianco

31 dicembre 2011 |

Siti, blog, gruppi Facebook, petizioni online, lettere inviate al nuovo ministro del Lavoro Elsa Fornero. Su internet, cresce la mobilitazione per ripristinare la legge 188/2007 contro le dimissioni in bianco, una norma cancellata dall’ex ministro Sacconi che prevedeva l’uso di moduli numerati validi al massimo 15 giorni per presentare dimissioni volontarie.

L’obiettivo era quello di impedire la firma, al momento dell’assunzione, di lettere di licenziamento senza data, da usare come arma di ricatto o come uno strumento per sbarazzarsi delle donne incinte aggirando le leggi che tutelano la maternità. Le dimissioni in bianco sono illegali, e per questo è difficile fare una stima precisa del fenomeno.

I dati più attendibili sono quelli presentati nell’ultimo Rapporto Annuale dell’Istat. La fotografia dell’Istituto Nazionale di Statistica rivela che sono 800mila le donne che hanno lasciato il lavoro prima di diventare madri. Ma si tratta forse di un fenomeno legato al passato? Assolutamente no. (altro…)

Pane o Diritti al TG3 Piemonte

Pane o Diritti al TG3 Piemonte

20 dicembre 2011 |

Domani pomeriggio, alle 14,00 all’interno del TG3 Piemonte sarà trasmesso un servizio sulla vicenda dei lavoratori della società Agile ex-Eutelia. Qui il link, il servizio inizia al minuto 4,30. Oggi pomeriggio Maura Fassio ha intervistato due lavoratori della sede di Torino, una di quelle maggiormente penalizzate dalla proposta di acquisto di Tbs, per la quale si prevede la totale dismissione.

A fine intervista, i lavoratori Agile (ex-Getronics ed Olivetti) lanceranno un appello al ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera che vanta nel suo curriculum una significativa presenza in Olivetti, dove fu co-amministratore delegato del Gruppo da settembre 1992 a luglio 1996; la collega Cadigia Perini, della sede di Ivrea, lo ricorda così.

La lunga agonia di Mirafiori

La lunga agonia di Mirafiori

30 novembre 2011 |

Collettivo Mirafiori e Centro Studi d’Inchiesta e Conricerca hanno inviato una lettera aperta alla cittadinanza torinese affinché la lenta agonia di quello che è stato il principale stabilimento industriale della città non passi inosservata.

Il 12 febbraio scade la Cassa integrazione straordinaria per i 5400 operai delle Carrozzerie della Fiat Mirafiori: siamo così arrivati ad un altro passaggio della caduta verso il basso della nostra vicenda. Un lungo percorso di due decenni (se non tre) fatto di promesse non mantenute, di lunghi periodi di cassa integrazione, di continua riduzione del personale e del salario, di progressivo attacco ai diritti dei lavoratori.

In tutti questi lunghi anni noi operai siamo stati responsabilizzati e colpevolizzati per la scarsa produttività, per l’alto tasso di assenze per malattie, per tutto quello che in Fiat non andava. (altro…)