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Macelleria sociale

22 settembre 2011 |

Sale e Pepe
Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

«Se ti piacciono le leggi e le salsicce, non guardare mai come vengono fatte»
Otto von Bismarck

“… sia Gallino che Ichino, dai rispettivi punti di vista narrano di situazioni in cui ciò che davvero manca – e vanifica la portata innovativa dell’articolo 8 (Ichino) o addirittura peggiora il quadro di regole esistenti (Gallino) – è la presenza di un sindacato coerente e determinato nelle sue decisioni”.
Daniele Ciroli, “Il sindacato è la vera spina nel fianco per la riforma dell’articolo 8” – 16 settembre 2011

“… se non ci fosse stata la riduzione delle protezioni sui contratti a termine, la crescita cumulata negli anni 1995-2007 della Ptf del terziario avanzato e dei servizi alle imprese, rispetto a quella della manifattura, sarebbe stata superiore di oltre 7 punti percentuali a quanto avvenuto in realtà”.
Andrea Ricci, Mirella Damiani e Fabrizio Pompei, “Troppa flessibilità non aiuta la crescita” – 20 settembre 2011

“Inseguire gli spread con le manovre è come star dietro allo strozzino con le cambiali. Un modo sicuro per rovinarsi…”
Davide Giacalone, “Tagliare le corde” – 14 settembre 2011

Ping pong

14 settembre 2011 |

Sale e Pepe
Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

«Le banche centrali sono pronte a fornire liquidità al sistema bancario se sarà necessario. Vediamo un rallentamento dell’economia mondiale e particolarmente in Europa ma questo non vuole dire che ci sia recessione, piuttosto non ci sarà lo stesso tasso di crescita sperimentato recentemente… Le istituzioni internazionali, la Commissione europea, di concerto con la Bce chiedono alla Grecia in maniera ferma il rispetto dei suoi impegni».
Jean Claude Trichet, numero uno della Bce, intervenendo al termine del Global Economy Meeting alla Bri – 12 settembre 2011

“Il ministero delle Finanze greco sta studiando il potenziale impatto di un default della Grecia. … si starebbero valutando diversi scenari, tra i quali anche la fuoriuscita di Atene dall’euro. Finalmente si sta affrontando la realtà, il default, che ridurrebbe l’ammontare del debito greco, consentirebbe al governo di Atene rilanciare l’economia, quindi ridurre la disoccupazione e il suo potenziale esplosivo, senza alcun vincolo monetario. … prima o poi anche noi dovremo passare per quel cammino…”.
Gianfranco Modolo, “Default” – 11 settembre 2011

“L’America non è più il Paese delle opportunità. La crisi presenta il conto e a far male alla salute della prima economia del mondo non è soltanto il debito pubblico. Il vero problema, la zavorra che blocca la ripresa è un altro: i dati sull’occupazione sono orribili. … L’effetto degli aiuti di stato (i fondi Tarp) è evaporato proprio quando sull’economia americana incombe la minaccia di una seconda recessione. Adesso la debolezza dell’economia reale si riflette sulla domanda di credito. Le famiglie iniziano a risparmiare e una quota crescente del reddito disponibile viene destinata a estinguere i debiti. E se i consumatori non spendono le imprese rinunciano agli investimento. Così la produttività langue e non si creano nuovi posti di lavoro. Insomma salvare i giganti di Wall Street, quelli “too big to fail”, non è servito…”.
Giampaolo Tarantino “L’economia degli Usa è al palo perché il bailout è stato un fallimento” – 5 settembre 2011

“In 6.000 hanno perso il posto alla Bank of America e altri 10.000 dovranno seguirli entro fine anno. L’ecatombe è perfino più pesante alla Hsbc che ha licenziato 5.000 dipendenti ma porterà a 25.000 le partenze l’anno prossimo. Wells Fargo, solo nel settore mutui-casa, ha dato il benservito a 2.000 impiegati. Le sedi americane delle grandi banche svizzere non sono da meno: 3.500 licenziamenti alla Ubs, 2.000 al Credit Suisse. È un bolletino di guerra quello che si abbatte su Wall Street…”.
Federico Rampini, “Wall Street, ripartono i maxi-licenziamenti” – 1 settembre 2011

Raccomandazioni

5 settembre 2011 |

Sale e Pepe
Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

“Per fare il precario, la velina o il tronista non sono richiesti titoli di studio. Per avere una retribuzione alta e magari una pensione sicura a 25 anni: basta andare in Parlamento o in Regione”.
Ilvo Diamanti, “Non Studiate” – 1 settembre 2011

«Non è assunto. Sarà in Ferrari solo fino ad ottobre. E io non c’entro nulla. Ha mandato il curriculum in giro. Essendo bravo e avendo una tesi sperimentale molto apprezzata ha ricevuto varie offerte. Stiamo parlando di stage. Ma non c’entro niente io e nemmeno Montezemolo».
Pierluigi Celli replica al corsivo apparso su Il Fatto Quotidiano dal titolo: «E il giovane Celli emigrò alla Ferrari» – 19 agosto 2011

«Voi non lavorate, siete dei cretini…».
Renato Brunetta intervenendo a Medioera, festival dell’innovazione digitale di Viterbo – 10 agosto 2011

Apocalipse dixit

29 agosto 2011 |

Sale e Pepe
Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

“If we are mired in the muck for two decades or more, as Japan has been, I blame low rates of productivity and technical progress”.
Tyler Cowen, “The deflation of 1873-1896” – 28 agosto 2011

“Al Governo non chiediamo di fare niente di nuovo. Solo di fare oggi quello che avrebbe dovuto fare ieri, che a sua volta è quanto avrebbe dovuto fare avant’ieri e che anche oggi continua a posporre a domani mancando al suo dovere primario: decidere per il bene comune”.
Luigi Guiso, “Le decisioni che l’Italia non vuole prendere” – 28 agosto 2011

“Infliggere tagli di spesa e aumenti di tasse a un’economia già debole, è la ricetta sicura per una catastrofe”.
Federico Rampini, “Rischio recessione come nel ‘37: causata da errori politici” – 18 agosto 2011

“La gente non si rende conto che questa crisi, che sussegue ad altre degli ultimi anni (bancarotta del Messico del 1996; tracollo delle “piccole tigri” del ’97, “subprime” del 2008 con continui rimbalzi e controrimbalzi fra Stati Uniti, Europa e Asia), segna il punto di arrivo di un modello di sviluppo basato sulle crescite esponenziali. Lo si sapeva da tempo”.
Massimo Fini, “Modello di sviluppo avviato verso l’apocalisse finanziaria” – 26 agosto 2011

Good night and good luck

22 agosto 2011 |

Sale e Pepe
Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

– “Ritiene che l’implosione della moneta unica sia uno scenario possibile?”
– “…affatto, mentre, al contrario, è stato confermato un forte impegno franco-tedesco a favore dell’euro. E questo per molte ragioni fra cui quella che una Germania con il marco si troverebbe con la divisa più forte e quindi con gravi ricadute sull’export”.

Stuart Gulliver, ceo di Hsbc, risponde alle domande di L. Mais, “Italia dominata da grandi banche” – 2 agosto 2011

“Per difendere i propri investimenti in attesa che si calmino le acque meglio stare lontani dall’euro e dal dollaro”.
Giuliano Balestreri e Luca Pagni, “Manuale per i risparmiatori nei mercati al tempo della crisi” – 20 agosto 2011

“…la speculazione incalza e non si vede la fine del circuito negativo. Nel frattempo le banche non si prestano più soldi tra loro, come è avvenuto dopo lo scoppio della crisi Lehman e si teme il ritorno del ‘Credit runch’ o stretta del credito. Insomma, proprio gli errori fatti prima della seconda guerra mondiale. La Storia non è una buona consigliera per la nostra classe dirigente”.
Gianfranco Modolo, “Credit crunch” – 19 agosto 2011

“In nessun modo darei per scontato che ci sarà una stagnazione. Non vedo attitudine o rischio di credit crunch”.
Corrado Passera, consigliere delegato di Intesa SanPaolo, intervenendo al Meeting in corso a Rimini – 22 agosto 2011

Sul Titanic, ma in terza classe

13 agosto 2011 |

Sale e Pepe
Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

“… prima il governo ha pronto un decreto con poche norme chiare che recuperino punti di Pil nel conto economico e nella parte patrimoniale senza colpire redditi, pensioni e margini d’impresa attuali, prima cioè avrà un testo che alzi il tetto dell’età pensionabile in pochi anni e decida da subito rilevanti privatizzazioni immobiliari e mobiliari, meglio sarà per l’Italia. Nessun aiuto è gratis, ricordiamocelo bene”.
Oscar Giannino, “Le banche centrali compreranno, ma non illudetevi” – 7 agosto 2011

“Provate a riandare con la memoria a tutte le volte che è stata esaltata la “globalizzazione”: un inno al denaro e ai mercati che aveva di fronte appunto gli spigoli contro di cui ora, giorno dopo giorno, andiamo a sbattere. Nessuna coscienza “globale”, nessun equilibrio politico “globale”, nessun sostanziale cambiamento di mentalità nei confronti dell’ambiente “globale” (per lo meno sempre insufficiente e in ritardo come con Achille e la tartaruga): poteva andare avanti così all’infinito? Naturalmente no. Ma chi lo diceva passava per Cassandra”.
Oliviero Beha, “È colpa di Berlusconi? È una crisi globale?” – 9 agosto 2011

“… il vero problema è la recessione: è in agguato, assai più probabile di prima se non certa. E di fatto, se non vivessimo sotto la dittatura del Pil (cresciuto, anche se di un impercettibile 0,8%, nel primo semestre i quest’anno), altri indicatori ben più significativi per l’economia reale (occupazione, stipendi, consumi) direbbero che la recessione del 2008 non è mai finita, stiamo dentro un ciclo di Grande Contrazione che dura già da tre anni. E ne durerà altri due…”
Federico Rampini, “La Fed conferma recessione ma Wall Street esulta” – 10 agosto 2011

“… contrarre debiti è l’unico modo per garantire liquiditá interna. La strategia proposta dal Ministro è dunque quella di aumentare la circolazione del denaro…”
Stefano Casini, “L’Uruguay e il fantasma del 2002” – 10 agosto 2011

I costi del pareggio

I costi del pareggio

10 agosto 2011 |

Sale & Pepe
Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

“Siamo tornati al ’92, sento dire. Ma con una grande differenza, riflettono in diversi, pur non sprovveduti: allora c’era un disegno e una classe politica di ricambio, oggi no, oggi è il vuoto, in maggioranza come all’opposizione”.
Davide Giacalone, “Ma non è il ’92” – 5 agosto 2011

“Non è introducendo nella Costituzione l’obbligo del bilancio in pareggio che si esce dalla crisi”.
Tito Boeri e Fausto Panunzi, “Pareggio di bilancio: è meglio farlo sul campo” – 8 agosto 2011

“La sinistra politica e sindacale non ha capito che la manovra non viene criticata perché è troppo severa, ma perché lo è troppo poco. In tale contesto non si capisce quale approdo possa avere il confronto con le parti sociali. Sempre che il Governo decida finalmente di fare sul serio”.
Giuliano Cazzola, “Per accelerare la manovra bisogna metter mano a pensioni e art. 18” – 8 agosto 2011

“… non è possibile pensare a una modifica costituzionale seria, se essa non contiene un meccanismo sanzionatorio adeguato (le regole non possono prevedere la loro stessa infrazione) e se non viene messo un limite massimo alla spesa pubblica”.
Oscar Giannino, “Pareggio di bilancio: che sia una cosa seria” – 9 agosto 2011

Stati uniti dal debito

6 agosto 2011 |

Sale e Pepe
Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

“Senza una politica che riprenda il controllo sulla finanza, il pendolo della speculazione continuerà a muoversi tra Borse private e debito pubblico, calpestando nel suo passaggio, monete, materie prime e prodotti agricoli”.
Mario Pianta, “Il pendolo speculativo” – 28 luglio 2011

“Più che le promesse di crescita e di tagli di bilancio futuri da parte di un governo che oggi c’è e domani chissà, all’Italia di oggi sono rimasti due bastioni: i milioni di italiani che continuano a pagare le tasse e la continuazione degli sforzi di riduzione della spesa pubblica iniziati nel 2011. Disporre di un popolo di lavoratori dipendenti tartassati abituati e quasi rassegnati ad essere tartassati è un asset, un capitale, che non tutti i governi europei possono esibire”.
Francesco Daveri, “L’aritmetica dello spread e del debito a valanga” – 3 agosto 2011

“Non è il nostro debito pubblico, enorme, ad avere creato gli speculatori, ma è la sua esistenza a costarci troppo. Riassorbirlo, anche togliendo i ceppi che bloccano lo sviluppo economico, quindi rinunciando a tassare e controllare tutto, in maniera maniacale, è compito nostro, non solo un obbligo europeo”.
Davide Giacalone, “Senza annunci” – 4 agosto 2011

“… non avendo fatto a suo tempo gli Stati Uniti d’Europa – come quelli definiti sarcasticamente eurodisfattisti chiedevano con ragione – o li si fa adesso, nel pieno della tormenta finanziaria in cui siamo immersi, o la bufera annienterà l’euro. Perché nulla potrà più essere come prima”.
Enrico Cisnetto, “Il default di una classe dirigente” – 6 agosto 2011