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Box of fame

25 settembre 2012 |

Sale e Pepe Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

Dopo l’Unità d’Italia aprì alcuni stabilimenti conservieri anche nel Mezzogiorno e si impegnò nel recupero produttivo di vaste aree agricole abbandonate convertendole alla coltivazione di prodotti da destinare al mercato del fresco e alle sue fabbriche. Francesco Cirio, industriale.

Progettiamo pacchi piatti per risparmiare di più. I pacchi piatti consentono di ottimizzare i carichi e richiedono meno mezzi di trasporto, riducendo così le emissioni di anidride carbonica. Ingvar Kamprad, imprenditore.

LEGO iniziò a produrre i suoi mattoncini nel 1949 ma essi assunsero la forma che hanno ancora oggi solo nel 1958. Nel 1968 furono venduti 18 milioni di confezioni LEGO. Ole Kirk Christiansen, falegname e imprenditore.

«Della Valle smetta di rompere scatole». Sergio Marchionne, ?

Karaoke

27 marzo 2012 |

Sale e Pepe Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

«… ci sono la nostra estrema debolezza e la nostra povertà alla base di tutto, perché se noi ora stessimo meglio il padrone italiano non sarebbe venuto qui, e noi non avremmo accettato un salario di 200 euro al mese».
Radoslav Delic, segretario generale del Samostalni (il sindacato delle aziende dell’ex gruppo Zastava), risponde alle domande di Raika Veljovica, “Ci hanno affamato, ora ci ricattano” – 26 luglio 2010

«Diamo da mangiare a chiunque ce lo chieda – ci spiega una volontaria addetta alla preparazione del sugo – sono tantissimi gli ateniesi che non riescono a comprare il minimo per la sopravvivenza».
Calda e Della Longa, “Ve lo diciamo noi greci: finché non vedete i negozi chiusi non siete in crisi” – 26 marzo 2012

«Il problema del lavoro in Italia è la mancanza di lavoro. Il problema è della domanda e noi stiamo qui a discutere dell’offerta!».
Pierre Carniti, grande vecchio del sindacalismo italiano, risponde alle domande di Gad Lerner nel corso della trasmissione L’infedele – 23 marzo 2012

“Quando mai un banchiere ha fatto gli interessi dei meno abbienti?”.
Gianfranco Modolo, “Traballa, traballa, traballa ma non cade” – 27 marzo 2012

Infinito

19 marzo 2012 |

Sale e Pepe Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

«La grande differenza tra la Germania e l’Italia è che il datore di lavoro e il dipendente licenziato si accordano nel 95 per cento dei casi per un indennizzo che viene valutato in base all’ anzianità del lavoratore: al massimo un mese di stipendio per ogni anno trascorso in azienda, che è molto meno di quanto questo indennizzo viene calcolato in altri Paesi europei».
Jochen Homburg, dirigente del sindacato dei metalmeccanici Ig Metall, risponde alle domande del corrispondente da Berlino, “Indennizzi e Tutele, il Modello Tedesco” – 13 marzo 2012

Ma insomma, in Germania è più facile licenziare oppure no?
«No. Anzi, se il licenziamento è dichiarato illegittimo, molto spesso il giudice ordina il reintegro del lavoratore. L’indennizzo in denaro è un eccezione, piuttosto che la regola».
Pietro De Biasi, direttore delle risorse umane del Gruppo Riva, risponde alle domande di Andrea Telara, “Lavoro e articolo 18: vi spiego io perché il modello tedesco funziona” – 16 marzo 2012

«Non possiamo andare avanti a discutere all’infinito».
Elsa Maria Fornero, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali con delega alle Pari Opportunità, risponde alle domande di Fabio Fazio nel corso della trasmissione “Che tempo che fa” – 18 marzo 2012

“Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana e non sono sicuro della prima”
Albert Einstein, precario della Ricerca.

È un mondo difficile…

1 marzo 2012 |

Sale e Pepe Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

“I giovani sono la categoria sociale più definita e per questo più in-definita del nostro tempo. … Ma ora tutte le definizioni, tutte le formule, tutte le parole, tutti i titoli vertono su un solo aspetto: il lavoro, o meglio, il non-lavoro. E sulla variante della precarietà”.
Ilvo Diamanti, “Giovani senza luogo e senza età” – 20 gennaio 2012

“Una nazione che distrugge il proprio sistema educativo, degrada la sua informazione pubblica, sbudella le proprie librerie pubbliche e trasforma le proprie frequenze in veicoli di svago ripetitivo a buon mercato, diventa cieca, sorda e muta… Trasforma uno stato democratico in un sistema feudale di padroni e servi delle imprese”.
Giovanni Giudici, “Perchè gli Stati Uniti distruggono il loro sistema scolastico” – 27 Febbraio 2012  

“Non ripetiamo il solito refrain dell’università italiana senza meritocrazia, per favore. È vero spesso, purtroppo, ma non sempre”.
Fausto Panunzi, “Zero titoli per un posto a vita” – 21 Febbraio 2012  

“E, pure a fronte dell’ulteriore riduzione di fondi, la produttività dei ricercatori italiani non si è ridotta”.
Guglielmo Forges Davanzati, “Gli inganni della “riforma” Gelmini” – 27 febbraio 2012

Il 18 lo rifiuto!

9 febbraio 2012 |

Sale e Pepe Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

“Ebbene, in fondo, abolirlo significa per l’appunto andare incontro alle preoccupazioni di questo governo, ossia di scongiurare la noia nel futuro degli italiani: aboliamolo dunque, e il posto fisso diverrà presto un ricordo del passato pleistocenico”.
Angelo d’Orsi, “Il posto fisso e la gioia del lavoro mobile” – 6 Febbraio 2012

“L’articolo 18 voleva evitare il ricatto licenziamento del sindacalista che difendesse i propri compagni di lavoro in modo non gradito al datore di lavoro. Lo spirito e il messaggio di questo articolo che mirava ad affermare la dignità dei lavoratori, come cittadini liberi, stabilendo che non si può effettuare un licenziamento senza giusta causa o giustificato motivo, sono stati stravolti”.
Francesco Forte, “È giunto il momento di dotare l’Italia di uno statuto fiscale dei lavoratori” – 6 Febbraio 2012

“… in Germania le imprese assumono molto, ma al contempo licenziano anche molto. Se si procedere a ritroso, si osserva che più hanno iniziato ad assumere, quanto più hanno potuto al contempo anche ristrutturare al variare della domanda, dei prodotti e dei processi, e conseguentemente anche licenziare”.
Oscar Giannino, “Lavoro: quattro lezioni tedesche” – 8 febbraio 2012

“Quanto guadagna? In media secondo i dati della Cgil, 8.023 euro l’anno. Quanto lavora? In media sette mesi su dodici… Vita dura e futuro incerto… Nessuna azienda dove radicarsi, e dove vivere la monotonia del posto fisso”.
Roberto Petrini, “I sette contratti che sfruttano i giovani” – 8 febbraio 2012

Lessico familiare

24 gennaio 2012 |

Sale e Pepe
Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

«Mandiamo i bamboccioni fuori di casa».
2007 – Tommaso Padoa Schioppa, allora Ministro dell’Economia, durante un’audizione nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato

«Siete la parte peggiore dell’Italia, con voi non parlo».
2011 – Renato Brunetta, allora Ministro della Funzione Pubblica, risponde alla contestazione di un gruppo di precari.

«Se a 28 anni non sei ancora laureato sei uno sfigato. Bisogna dare messaggi chiari ai giovani».
2012 – Michel Martone, attuale viceministro al Lavoro, alla sua prima uscita pubblica.

Filosofia e spiccioli

Filosofia e spiccioli

3 gennaio 2012 |

Sale e Pepe Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

“Invece di farsi credito tra loro, o meglio ancora di prestare all’economia reale, le banche affidano i loro fondi alla cassaforte infruttifera della Bce”.
Federico Rampini, “5 giorni per salvare l’euro” – 5 dicembre 2011

…le banche torneranno a prestare soldi?
È la loro mission. Dovranno dirottare le proprie risorse al sostegno dell’economia reale, delle imprese e delle famiglie. Per farlo, però, sarà necessario puntare su nuovi canali di finanziamento, attraverso il reperimento di capitali di rischio, secondo una politica di co-imprenditorialità che permetta alle imprese più all’avanguardia di crescere per competere sul mercato globale”.

Andrea Beltratti, presidente del Consiglio di Gestione di Intesa Sanpaolo, risponde alle domande di Bruno Babando, “Meno finanza e più economia reale” – 1 Gennaio 2012

“Quindi non fate debiti, spendete al di sotto delle vostre possibilità e concedetevi l’indispensabile e poco di più. Mi direte, ma in questo modo non si favorisce la crescita. È vero, ma vi assicurate il futuro”.
Gianfranco Modolo, “Jumbo 747” – 2 Gennaio 2012

“Comprate gente, comprate! La crisi è finita, adesso è arrivata la miseria!”
Il pensiero di un anonimo commerciante ambulante in un noto mercato di Torino – 31 dicembre 2011

Piramide di paura

22 dicembre 2011 |

Sale e Pepe
Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

“Quel che accade nel mondo non avviene per caso; si tratta di eventi fatti succedere, sia che abbiano a che fare con questioni nazionali o commerciali, e la maggioranza di questi eventi sono inscenati da quelli che maneggiano la finanza”.
Gianfranco Amato, “Tutto il Monti che bisogna conoscere” – 19 dicembre 2011

“… che il Professor Monti assecondi e alimenti simili banalizzazioni per motivi di mera tattica politica, è deprimente. Monti sa bene che la dinamica dei tassi d’interesse europei dipende in larghissima misura dalla possibilità o meno che…”.
Emiliano Brancaccio, “Il senso di Monti per gli Spreads” – 17 dicembre 2011

“La categoria dei giornalisti «sta sperimentando la durezza di un mondo che non fa sconti a nessuno», dopo «essersi avvalsa di privilegi» anche grazie «alla vicinanza al potere politico»”.
Il ministro Elsa Fornero interviene al convegno del Centenario del Contratto – 20 dicembre 2011

“Non è niente di speciale”
Michael Palin commenta il contenuto della busta nella scena finale de “Il senso della vita” dei Monty Python

Affondate la Bismark!

5 dicembre 2011 |

Sale e Pepe
Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

“I problemi sul tappeto sono tanti. E al centro di tutti c’è la crisi italiana, che è ormai una cartina di tornasole per la sopravvivenza stessa dell’euro”.
Fabrizio Galimberti, “Le dieci incognite della settimana dell’euro” – 5 dicembre 2011

“Rivolgiamo lo sguardo fuori da casa nostra, ricordando sempre che viviamo una doppia crisi: in parte interna e prevalentemente dell’euro. Vediamo che la Germania s’è convinta del disastro cui stava dirigendosi, decidendosi a muoversi per salvare non solo le proprie banche, ma anche l’euro e, se capita, l’Europa. Si muove lentamente e malamente, ma si muove”.
Davide Giacalone, “Pronti a ritirare” – 4 dicembre 2011

“Parliamo di conti. I tedeschi hanno calcolato che uscire dall’euro costerebbe loro almeno 350 miliardi di euro, comprese le spese dei contenziosi legali che verrebbero dal break up della moneta comunitaria. Ma restare nell’euro e svalutarlo costerebbe loro circa il doppio, 680 miliardi. Che fareste nei loro panni?”
Gianfranco Modolo, “I conti” – 3 dicembre 2011

“Ed è ora ancora Kohl che lo scorso 19 luglio criticò aspramente, dopo anni di silenzio, la sua pupilla Angela Merkel con una dichiarazione durissima: «Sta rovinando la mia Europa»”.
Guido  Rossi. “La Merkel non rovini l’Europa di Kohl” –  27 novembre 2011

Quote rosa pallido

23 novembre 2011 |

Sale e Pepe
Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

“… in Europa siamo il fanalino di coda: nei consigli la presenza di donne è limitata al 6 per cento dei componenti, e quasi in un caso su due appare collegata a rapporti di natura familiare relativi all’ azionista di controllo”.
Sergio Bocconi, “Big in Fila dai Cacciatori di Teste” – 22 novembre 2011

“Una delle ragioni principali viene individuata nella mancanza di una cultura di management e valorizzazione al femminile, sebbene secondo le statistiche le donne rappresentino una risorsa più qualificata (12,7% di laureate contro l’11% degli uomini)”.
Adnkronos Salute, “Salute: lavoro incubo rosa, a casa 1 donna su 2 e cda off limits” – 22 novembre 2011

Per le donne aumentano le cessazioni dei rapporti di lavoro e nove contratti su dieci sono a tempo determinato”.
Cecilia Gaetani, “Con la crisi l’occupazione femminile segna il passo” – 22 novembre 2011

Gli articoli sopra indicati appartengono a testate emiliane o lombarde.
L’occupazione femminile in Piemonte non viene rilevata. Forse non esiste più.
MT

La ricetta

4 novembre 2011 |

Sale e Pepe
Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

“… ma la lira non c’è più e la Bce non sta investendo soldi per salvare l’Italia, li sta impiegando per salvare l’euro, quindi se stessa”.
Davide Giacalone, “Euro e pensioni” – 26 ottobre 2011

“È un paradosso in stile Comma 22: le aziende non assumono perché non possono licenziare.
Ma se hanno bisogno di assumere, perché diamine scalpitano per licenziare?”

Alessandro Robecchi, “Il comma 22 dei licenziamenti” – 31 ottobre 2011

“… una liberalizzazione nel mercato del lavoro potrebbe aumentare le assunzioni nei periodi di crescita, al contrario in tempo di crisi e recessione favorirebbe soltanto l’aumento della disoccupazione. … ricordo il volume di John Maynard Keynes intitolato The general theory of employment, interest and money, in cui vengono analizzate dettagliatamente le condizioni che favoriscono l’occupazione.
Devo ammettere di non aver mai ascoltato prima una teoria economica basata sull’idea che il licenziamento favorisca la crescita dell’economia”.

Cristiano Martorella, “Non ho capito bene il ministro Sacconi” – 3 novembre 2011

“Chi ce l’ha li metta fuori
circolare miei signori e chissà…
che la crisi finirà!”
Rodolfo De Angelis, Ma Cos’è Questa Crisi? (1933)

Nebbia in Val Padana

27 ottobre 2011 |

Sale e Pepe
Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

“Entro maggio 2012 l’esecutivo approverà una riforma della legislazione del lavoro a. funzionale alla maggiore propensione ad assumere e alle esigenze di efficienza dell’impresa anche attraverso una nuova regolazione dei licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato.”
Estratto dalla lettera d’intenti per affrontare la crisi inviata dal governo italiano all’Unione europea.

«Libertà di licenziamento… lo Stato aiuterà queste persone con la cassa integrazione a trovare un nuovo lavoro».
Silvio Berlusconi interviene telefonicamente da Bruxelles alla trasmissione «Porta a Porta»

“Chissà cosa racconterà la Lega ai «suoi» operai, che hanno perso la sicurezza del lavoro in cambio di una pensione di anzianità che non arriverà mai.”
Bianca Di Giovanni, “Lettera di licenziamento” – 27 settembre 2011

“Dopo aver approvato ad agosto una manovra che rende tassativo il blocco delle assunzioni e prevede il taglio del 10% degli «uffici dirigenziali non generali », Palazzo Chigi fa un decreto che spiana la strada all’assunzione in pianta stabile alla presidenza del Consiglio di 33 persone, 12 dei quali dirigenti. Destinati a finire anche loro nella nebbia dei conti presidenziali. …la firma sotto il decreto che autorizza le 33 assunzioni alla presidenza del Consiglio è quella del ministro Brunetta.”
Sergio Rizzo, “Palazzo chigi assume 33 persone” – 27 settembre 2011

Il dito e la luna

10 ottobre 2011 |

Sale e Pepe
Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

“Della Valle è l’uomo dell’attimo e del momento, l’importante è che faccia rumore. A chi lo segue promette panem et circenses e per fargli capire che fa sul serio si è già comprato il Colosseo”.
Salvatore Tramontano, “Le 3 Italie di Sergio, Emma e Diego” – 5 ottobre 2011

“Le sue Hogan, quelle che porta pure Berlusconi, nella versione nera, sportive ma di classe, come da sapiente artigianato italiano. Però, spesso, «made in Romania». È quel che trovano, marchiato dietro la linguetta di quella scarpa da 220 euro (circa lo stipendio medio di un lavoratore in Romania, dati di Confindustria), diversi clienti”.
Paolo Bracalini, “Il “patriota” Della Valle fa le scarpe in Romania” – 7 ottobre 2011

“E i vari Della Valle e Marcegaglia debbono scegliere una parte o l’altra. Non si possono tenere i piedi in due scarpe, neanche se sono Hogan o Tod’s”.
Francesco Forte, “Più che scrivere Marcegaglia e Della Valle dovrebbero pensare al paese “ – 4 ottobre 2011

“E fu così che da un giorno all’altro
bocca di rosa si tirò addosso
l’ira funesta delle cagnette
a cui aveva sottratto l’osso”
Fabrizio De André, Bocca di rosa

Osservare, capire, creare. Disoccupazione

6 ottobre 2011 |

Sale e Pepe
Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

«Io penso che non è il momento di rendere semplice il licenziamento delle persone; alle persone bisogna dare sicurezza e non insicurezza… non è il momento di aggiungere preoccupazioni in famiglie dove il lavoro è già a rischio, non ce n’è per i figli e con mille euro al mese non si campa. Punto. …Ci sono momenti in cui la solidarietà è più importante della competitività».
Diego Della Valle risponde a Sandro Bondi in diretta a Ballarò – 4 ottobre 2011

«Dear Bob [King, leader dell’UAW, sindacato dei metalmeccanici statunitensi con oltre 113.000 iscritti, n.d.r.], you and I failed them today».
Sergio Marchionne commenta pubblicamente l’abbandono del tavolo delle trattative da parte del più importante sindacato americano di categoria – 22 settembre 2011

«Io cerco di trovare punti di comunicazione tra le varie parti, invece di dividere. Il mondo di fuori non capisce assolutamente niente di tutto questo, io giro il mondo e cercare di spiegare quello che succede a livello politico in Italia è estremamente difficile. Per questo dico facciamo le persone serie».
Sergio Marchionne commenta la lettera di Diego Della Valle comparsa sui principali quotidiani italiani – 3 ottobre 2011

«…continuiamo a non capire cosa vuole produrre in Italia la Fiat perché il famoso piano annunciato sembra sempre più una chimera».
Susanna Camusso commenta l’uscita della Fiat dalla Confindustria – 4 ottobre 2011

Licenziamento libero

26 settembre 2011 |

Sale e Pepe
Notizie e opinioni non commentate sulle quali riflettere insieme.

«Sacconi pensa che licenziare aiuti a far andar meglio le cose. Semmai è vero il contrario, andrebbe fatta una politica inversa, che crei nuovo lavoro. Ci vogliono politiche come la riduzione del cuneo fiscale, la detassazione degli utili per le imprese che creano posti. Ma soprattutto serve una riforma degli ammortizzatori sociali».
Carlo Chiama, assessore al Lavoro della Provincia di Torino

“Diecimila lavoratori da gennaio potrebbero essere catapultati nel vuoto: senza cassa integrazione, senza lavoro. Sono quelli che utilizzano attualmente l’ammortizzatore sociale in deroga che scade a fine anno e che però, per ora, non è stato rifinanziato”.
Marina Cassi, “La cassa è finita, 10mila lavoratori restano al verde” – 25 settembre 2011

«… il 60 per cento dei licenziamenti è legato a oggettive difficoltà dei mercati. Il restante quaranta per cento penso invece che sia dovuto al fatto che molte aziende ne approfittano per scambiare lavoro fisso con lavoro precario…».
Luciano Gallino risponde alle domande di Paolo Griseri, “Cassa integrazione addio per uscire dalla crisi occupazionale” – 26 settembre 2011

«Il punto è che i soldi sono quelli che sono, di più non si può fare e non possiamo nemmeno aumentare l’indebitamento perché è già alle stelle. Bisogna individuare delle priorità… Lavoro, politiche sociali, assistenza, sanità e istruzione, questi sono i capitoli che salvaguarderemo. A quel punto, a chi protesta per i tagli possiamo chiedere se è d’accordo o meno nel privilegiare lavoro, assistenza e scuola».
Roberto Cota, Governatore della Regione Piemonte, risponde alle domande di Alessandro Barbiero, “Un fronte comune per battere la crisi” – 26 settembre 2011