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Stazioni, treni e uccelli giardinieri: la nuova Porta Susa

Stazioni, treni e uccelli giardinieri: la nuova Porta Susa

9 marzo 2013 | ,

Avete mai preso Italo? Ed ancora, vi siete addentrati nella nuova Porta Susa ancora in fieri? Per me, che ero abituata al sapore d’antan della vecchia stazione un po’ scrostata al fondo di via Cernaia, è stato uno strano effetto. Io amo le stazioni dei treni, il viaggiare lento nei paesaggi che permette di intravedere posti dove normalmente non si andrebbe, dove puoi leggere e scrivere senza avere la nausea o annoiarti del continuum di nuvole o acqua. Mi piace attraversare sui binari periferie di casermoni, giardini spelacchiati, campi infiniti delimitati dalle file dei gelsi, poi le colline, il mare con i cespugli di agavi, le montagne rosa e le finestre illuminate dove s’indovina la vita imperscrutabile – per esempio – dei borghi della Val Bormida. Che ne sappiamo noi della Val Bormida, ecco? Delle esistenze di lampade accese sulle cene di sconosciuti. (Ricordate Battiato? Segnali di vita nei cortili e nelle case all’imbrunire/le luci fanno ricordare /le meccaniche celesti…)

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