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Movida casalinga invernale – Prima parte

Movida casalinga invernale – Prima parte

6 dicembre 2012 |

Perchè d’inverno tutto è concesso, anche la movida dalla cucina al divano.

Miei cari appassionati di movida con i tacchi, oggi farò un outing.
No, non si tratta di smentire l’amore per il tacco che dà il titolo a questo blog (anzi, sono addirittura reduce da una folle corsa sotto la pioggia in una stazioncina sperduta della Capitale,  con il tacco addosso, non proprio 12, ma sempre tacco era) qui si tratta di parlare della movida e dell’inverno. Perchè quella che viene chiamata ‘movida’ si pensa – erroneamente – sia da esercitarsi solo fuori di casa e dopo il calar delle tenebre. Sì: ci si immagina la movida sempre ambientata in locali straripanti di gente, stroboscopiche luci, roboante musica, il gelo appena ci si sposta dall’area dei funghi riscaldanti, folli danze da baccanti fino a tardi eccetera. Stare fuori, insomma.
A me piace stare fuori, ma, ammetto, trovo che anche viversi la casa abbia il suo aspetto glamour.
E’ movida anch’essa.

Cosa mi piace delle serate invernali della movida casalinga? Mmmmmh, la lista è davvero lunga. A cominciare dal mettersi un plaidino addosso e acciambellarsi come fanno le mie gatte sul divano, riempirsi tutto intorno di libri acquistati nel tempo – e non ancora letti – avendo la sensazione che potrò saltare qua e là tra le pagine e scegliere in che vita/luogo/tempo  posso perdermi sotto la luce della mia abat-jour, in compagnia di un the caldo o – ancor meglio – un bicchiere di vino corposo del Piemonte.

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L’atelier BiBi, un mondo a sè tutto a colori

L’atelier BiBi, un mondo a sè tutto a colori

12 ottobre 2012 |

In largo Montebello si trova l’Atelier Bibi, uno studio d’arte che un tempo si sarebbe definito una Wunderkammer, ovvero uno di quei luoghi dove nel XVI-XVIII secolo amanti dell’eccentrico collezionavano oggetti e curiosità provenienti da tutto il mondo, cose destinate a destare curiosità e meraviglia in tutti coloro che li guardavano.

Piera Luisolo è un’artista, incisore e, soprattutto un’entusiasta osservatrice dell’esistente che ha aperto questo atelier prezioso in un angolo di  una piazzetta rotonda piena di alberi, in cui si scovano sogni, si impara a trasporli in realtà e si possono apprezzare le sue opere, dove lei esprime il suo eclettico sguardo posato sulla vita. Ma non solo. Lei è lì anche per trasmettere questa sua serena capacità a tutti quelli che vogliono avvicinarsi ai mirabilia nascosti nei giochi di ombre, acqua e colori.

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