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Dario Argento tour location DAtlTO13: una mannaia è per sempre

mannaia-tacco15L’esorcismo si è compiuto: sono pronta a vedere tutti i film di Dario Argento, l’opera omnia del Maestro italiano dell’orrore, la mole di produzioni del Signore del Thriller. Ma non solo, sono pronta anche per cominciare una nuova vita dove sono cattivissima  e mannaio tutti i meno meritevoli.

Il tour dedicato a Dario Argento e alle sue location in città, organizzato da Davide Della Nina, Stefano Oggiano, Alessandro Benna e tutto il loro favoloso staff di argentiani ‘duri e puri’ mi ha lasciato un segno – che non è solo la mannaiata che a fine giornata mi sono presa da Pagni in versione Profondo Rosso in piazza CLN – ma la sensazione che tutto il mondo dell’orrore sia davvero un grande gioco, una passione totalizzante che unisce tante persone da un capo all’altro dello Stivale e li fa ritrovare a Torino ogni anno. Dove, sempre, gli attenti organizzatori ricercano con cura e con cura spiegano nuove location, sebbene questo non faccia desistere gli appassionati a voler rivedere quelle già viste, per sentirle sempre più familiari. 
Inoltre, questo meraviglioso tour ha fatto sì che io vedessi la mia Torino (ops, #lamiatorino!) con occhi nuovi e attenti ai dettagli, oltre a conoscere tanta gente interessante che mi sembrava di essere tornata ai tempi alternativi dei metallari di Rock And Folk, quei pomeriggi ridondanti di persone unite da una passione folgorante, vogliosi di scambiarsi informazioni e dettagli sulle loro cotte senza ‘scopo di lucro’ ma solo… per il gran ‘trasporto’.
Insomma, una parentesi piacevolmente inquietante, che è partita al mattino alle nove davanti al Fante del Politecnico con la registrazione degli ‘adepti’ e l’ordine delle magliette (che tutti già possedevano e portavano indosso con la data delle tre edizioni precedenti).
Tanta gente, tanti accenti, tanta passione. E siamo partiti a piedi, nell’isola pedonale della Crocetta per vedere le location di ‘Ti piace Hitchcock’ con Elio Giordano e ‘Il gatto a nove code’. Meravigliose ville liberty e neogotiche scoperte nella pace della domenica mattina. Io ci sarò passata mille volte di ritorno dall’oculista…ma ora le guardo con altri occhi, che manco l’oculista potè tanto.
E la GAM, che era ‘l’Istituto Terzi’ del Gatto a Nove Code? Chi l’avrebbe detto…Prendo quel che rimane di una fioritura tardiva di lavanda profumatissima da un cespuglio all’inizio della rampa e me la incastro nei capelli legati a coda. Di tutto quel giorno mi rimarrà impresso quel profumo.
Ci si sposta a Cit Turin, colorata vetrina jugendstil alle pendici di corso Francia. Qui scopro architetture mai notate, inusitate e meravigliose… pare di essere a Barcellona: la casa dei draghi, la villa con il terrazzo da cui Elio Germano fece il salto, il dettaglio sul ‘servant’ sopra il portone, le strade silenti – e tanto più, inquietanti – nel pallido sole di questa mattina di settembre.
Poi ci spostiamo ancora: e si cammina in Precollina fino  alla casa di Profondo Rosso – villa Scott – sopra corso Lanza, quindi la casa del killer di ‘Non ho sonno’ (restaurata che pare una bomboniera, con la vetratina smerigliata da toilette anni cinquanta) per poi, dopo la pausa pranzo in zona Gran Madre, riscendere giù lungo il centro di Torino, tra portici, piazze e teatri fino alla serata con premiazione allo Stars and Roses, dove ha presenziato con noi premiati e premianti, la scrittrice pubblicata nei gialli Mondadori Cristiana Astori.

Cos’altro aggiungere? Complimenti agli eruditissimi vincitori: Attilio Cauli (1° Classificato) e Alfredo d’Orsi (2° classificato) e a Diego Casale, sempre uguale a se stesso!

Per tutti coloro che non sono riusciti ad essere presenti ma vorrebbero rivivere le emozioni del tour, ecco una breve carrellata di alcune delle location attraversate e su Storify tutta la galleria delle immagini.

Locations de Il Gatto a nove code

La prima sequenza de Il gatto a nove code – quindi anche la prima sequenza in assoluto girata a Torino da Argento – è una panoramica in cui si vedono due putti situati in cima a un palazzo liberty in Via Vela.

l’Istituto Terzi è la GAM, via Vela – Il gatto a nove code – dove alcuni scienziati scoprono il gene che identificherebbe una predisposizione alla delinquenza.

In via Santa Teresa un’altra location storica: gli esterni del palazzo in cui c’era lo studio del fotografo Righetto. Il negozio “Il Quadrante” al piano terra, ora è rimpiazzato da un’altra attività. Qui si ‘celebra’ anche uno dei pochi errori del Maestro: nel riflesso nel vetro dietro l’auto blu si vedono Dario Argento e la sua troupe che stanno girando.

Dopo l’inseguimento, Giordani e Anna si fermano a un bar notturno sula terrazza di un palazzo. Ci troviamo in piazza Solferino e il bar fu costruito appositamente per il film. Dario Argento riprese le scene dal palazzo di fronte.

In Corso Fiume, precollina, si trova l’originale edificio ‘a onde’ in cui abita Bianca Merusi, fidanzata del dottor Calabresi.

4 Mosche di Velluto Grigio (1971)

Auditorium RAI di via Rossini; gli interni sono girati a Roma.

Via Rossini angolo Via Ferrari – il pedinamento

Per scoprire chi lo perseguita, Roberto chiede aiuto ad Arrosio, un improbabile investigatore privato che ha in carriera ben 84 casi, tutti irrisolti. Alla Galleria Subalpina lo studio di Arrosio.

La sua finestra è quella che riporta la scritta Edizioni Musicali Discografiche. Per gli interni fu usato realmente quel locale.

Lo storico Caffé Mulassano in Piazza Castello.

 

Profondo Rosso (1975)

Torino diviene con questo film la città del thriller.

La liberty Villa Scott, precollina, mitica Villa del Bambino Urlante

Congresso di parapsicologia: Teatro Carignano situato nell’omonima piazza.

Il portone del palazzo in cui vivono Helga e Marc, da dove nel film escono Marc e i poliziotti dopo il primo omicidio, lato piazza CLN. Qui si scatta la foto ricordo con la mannaia retrattile originale realizzata da Germano Natali per il film.

Il Blue Bar di piazza CLN…che non esiste: fu di fatto costruire da Argento sotto il loggiato e poi smontato.

Galleria San Federico: scena del quadro scomparso.

 

Non ho sonno (2001)

Le vicende dei “delitti del nano” apparentemente terminati con la morte dello stesso molti anni prima e improvvisamente ripresi ai giorni nostri. 

Il pub dove lavora Dora è la libreria in Via Roma (ingresso su Piazza Castello).

Il balletto del Lago dei cigni è di nuovo al Teatro Carignano.

La casa del killer oggi bombonierizzata in Via Vanvitelli.

 

Ti piace Hitchcock? (2005)

Chiaro omaggio a La finestra sul cortile. Le due case, quella di Giulio (Elio Germano) e quella con balcone di Sasha (Elisabetta Rocchetti) sono entrambe in via Vela. 

La sequenza nel pub davanti alla chiesa è in Via delle Rosine (chiesa di Sant’Ottavio).  

La terza madre  (2007)

Alcune sequenze, anche importanti, sono state girate a Torino, soprattutto negli interni – il resto è Roma. Nel terzo episodio della trilogia delle Tre madri (gli altri sono Suspiria e Inferno), Asia Argento figlia di una strega bianca deve combattere contro il Male. Gli interni del museo dove lavora Sarah sono alla Pinacoteca dell’Accademia Albertina di belle arti (in Via Accademia Albertina, 6).

In via Gaudenzio Ferrari – zona Palazzo Nuovo – sono stati girati gli interni della casa di Michael (Adam James).

All’interno della libreria La Bussola, in Via Po 9, è stata girata la scena in cui Sarah si rende invisibile per sfuggire alla polizia. (Ci ho provato anch’io, non ha funzionato!) e, sempre nella stessa libreria, che ha un’uscita sulla strada parallela, c’è la scena in cui la strega orientale guarda Sarah dall’esterno.

Giallo (2009)
In Via Po, c’è il portone della la casa di Celine (Elsa Pataky) riceve sua sorella, Linda (Emmanuelle Seigner). 

Museo del Cinema, inseguimento ispettore e taxi che trasporta Linda. Per questa sequenza Adrian Brody guidò lui stesso la macchina con tanto di freno a mano più volte ripetuto nell’angolo a novanta gradi.

Alla Galleria San Federico la morte di Giallo, con il corpo che giace caduto da un tetto. Il tetto ovviamente non è qui.

Dal set: il calco originale della faccia di Adrian Brody usato per costruire la maschera di Giallo.

Chi lo ha visto sa perchè… 

 

 

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