{"id":63,"date":"2009-05-12T07:10:43","date_gmt":"2009-05-12T05:10:43","guid":{"rendered":"http:\/\/agora.torinovalley.com\/digitaleterrestre\/?page_id=63"},"modified":"2009-05-12T07:10:43","modified_gmt":"2009-05-12T05:10:43","slug":"faq","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/digitale-terrestre\/faq\/","title":{"rendered":"FAQ"},"content":{"rendered":"<p><strong>Cos\u2019\u00e8 il Digitale terrestre?<\/strong><br \/>\nIl digitale terrestre \u00e8 un tecnica di trasmissione televisiva e radiofonica che sfrutta le infrastrutture della vecchia tv via etere per trasportare un segnale digitale invece che analogico. La tecnica digitale offre diversi vantaggi rispetto al \u2018vecchio\u2019 analogico. Innanzitutto occupa \u2018meno spazio\u2019 nell\u2019etere: questo significa che dove normalmente passava un solo canale analogico, oggi \u00e8 possibile far viaggiare anche cinque, sei canali digitali, fino ad otto. Il vantaggio che ne deriva \u00e8 la possibilit\u00e0 di avere a disposizione molti pi\u00f9 canali tv rispetto a prima, e conseguentemente la possibilit\u00e0 per nuovi editori di inserirsi nel mercato televisivo italiano.<br \/>\nIl digitale, per sua natura, permette anche un maggior \u2018controllo\u2019 sulla qualit\u00e0 audio e video del segnale, una maggior \u2018resistenza\u2019 durante il viaggio che il segnale compie dal momento della trasmissione a quello del visione. Questo garantisce una ricezione di altissimo livello sugli apparecchi di casa: in pratica non si verifica pi\u00f9 quel decadimento qualitativo che invece era caratteristica della tv analogica. Non ci sono pi\u00f9 quegli \u2018effetti nebbia\u2019, o quelle righe che disturbavano la visione, n\u00e9 quei fruscii o ronzii che disturbavano l\u2019ascolto. Di contro \u00e8 necessario che il sistema di ricezione del segnale digitale sia in condizioni pressoch\u00e9 perfette, perch\u00e9 al contrario di un canale analogico che si pu\u00f2 anche \u2018vedere male\u2019, magari coi disturbi precedentemente elencati, un canale digitale non ha mezze misure: o si vede perfettamente o non si vede affatto. Terzo vantaggio \u00e8 la possibilit\u00e0 di trasmettere il segnale video in alta definizione e\/o il segnale audio multicanale (Dolby Surround, Dolby Digital ecc.). Infine, quarto vantaggio, \u00e8 la cosiddetta \u2018televisione arricchita\u2019 (enhanced tv), ossia la possibilit\u00e0 di accedere, tramite telecomando, ad approfondimenti legati al contenuto trasmesso (programmi e pubblicit\u00e0) o a servizi ulteriori (meteo, viabilit\u00e0, trasporti ma anche t-government): una sorta di televideo molto pi\u00f9 ricco, anche visivamente, e navigabile in maniera molto pi\u00f9 semplice e rapida. Non solo, utilizzando un \u2018canale di ritorno\u2019 (come il modem integrato al decoder e collegato alla presa telefonica) la tv digitale permette anche l\u2019interattivit\u00e0 piena o partecipativa a tali contenuti e servizi (dal televoto al t-government, al t-commerce, etc.).<\/p>\n<p><strong>La tv digitale \u00e8 interattiva?<\/strong><br \/>\nS\u00ec. La tv digitale permette di veicolare diversi contenuti interattivi, utilizzando vari livelli di interattivit\u00e0. Lo spettatore si trasforma cos\u00ec in un soggetto attivo che pu\u00f2 interagire attraverso il telecomando con il programma cui sta assistendo, o con il canale che lo sta trasmettendo. Con il primo livello di interattivit\u00e0 (fruizione arricchita, o enhanced television) \u00e8 possibile per esempio aprire delle pagine con le informazioni biografiche sull\u2019attore protagonista di un film, cos\u00ec come approfondire le caratteristiche dell\u2019automobile pubblicizzata in uno spot. Oppure ancora navigare attraverso un servizio di informazione meteo (o di viabilit\u00e0 e similari). Si tratta, in questi casi, di un\u2019interattivit\u00e0 minima, che non presuppone la presenza di un \u2018canale di ritorno\u2019, ovvero di un sistema che sia in grado di trasferire dati, richieste, preferenze del telespettatore verso chi trasmette il contenuto interattivo. Una specie di Televideo, solo molto pi\u00f9 evoluto graficamente, molto pi\u00f9 veloce da navigare e molto pi\u00f9 ricco nei contenuti. Quando parliamo di interattivit\u00e0, pensiamo per\u00f2 anche alla possibilit\u00e0 di prenotare una prova su strada dell\u2019automobile pubblicizzata in quello spot, o a quella di votare in diretta per il proprio concorrente preferito al Festival di Sanremo o al Grande Fratello. Di pi\u00f9: pensiamo alla possibilit\u00e0 di richiedere, comodamente seduti sulla propria poltrona, un certificato di nascita al Comune, oppure di \u2018sfogliare\u2019 sullo schermo della tv il catalogo di un supermercato ed effettuare la spesa da casa. Qui si tratta di un\u2019interattivit\u00e0 \u2018piena\u2019, completa, che presuppone un canale di ritorno attraverso il quale lo spettatore possa esprimere le sue preferenze o le sue richieste. Il digitale offre questo canale di ritorno, basta collegare il decoder interattivo (dotato di modem interno) alla presa telefonica.<\/p>\n<p><strong>Posso decidere di non lasciare la tv analogica a favore di quella digitale?<\/strong><br \/>\nNo, non \u00e8 possibile. Attualmente i due sistemi convivono, e chi si dota gi\u00e0 oggi di un decoder per il digitale, pu\u00f2 guardare indifferentemente ci\u00f2 che trasmettono l\u2019uno e l\u2019altro. Ma il passaggio all\u2019utilizzo del solo segnale digitale, e il conseguente abbandono del sistema analogico (in gergo Switch-Off) \u00e8 un processo irreversibile che avviene ovunque nel mondo, \u00e8 un processo irreversibile. Per quanto ci riguarda da vicino, una precisa direttiva europea ci obbliga all\u2019accensione del segnale digitale in tutto il paese entro il 2012.<\/p>\n<p><strong>Che cos\u2019\u00e8 lo Switch-Off?<\/strong><br \/>\nPer Switch-Off si intende quel processo che porter\u00e0 al progressivo \u2018spegnimento\u2019 delle trasmissioni televisive analogiche a favore dell\u2019accensione di quelle digitali. In Italia si \u00e8 optato per un processo \u2018a tappe\u2019 che dal 2008 (Sardegna) al 2012 (Sicilia) coinvolger\u00e0, secondo un calendario preciso, tutte le regioni italiane. Lo Switch-Off vero e proprio viene normalmente anticipato da un\u2019altra fase definita Switch-Over, con la quale si spegne il segnale analogico di due soli canali, RaiDue e Retequattro.<\/p>\n<p><strong>A cosa serve lo Switch-Over?<\/strong><br \/>\nLo Switch-Over, che di solito anticipa di pochi mesi lo Switch-Off definitivo di un\u2019area, ha una triplice funzione. \u00c8 un \u201ccampanello d\u2019allarme\u201d per i cittadini che devono ancora equipaggiarsi (o magari addirittura informarsi) per l\u2019avvento del digitale. Permette ai soggetti televisivi e istituzionali coinvolti in questo momento di passaggio, di saggiare la capacit\u00e0 delle proprie infrastrutture di \u201ccoprire\u201d a dovere il territorio soggetto al cambiamento. Il fatto di spegnere i due canali analogici, permette di occupare le frequenze da loro occupate, con la versione digitale dei tre canali generalisti della Rai e i tre canali generalisti di Mediaset. In questo modo, anche nelle zone che attualmente non ricevono il segnale digitale dei sei canali generalisti, questo si render\u00e0 disponibile immediatamente nel momento dello Switch-Over. Infine lo Switch-Over consente agli utenti di abituarsi alla nuova tecnologia e alla nuova offerta. I dati dello Switch-Over appena effettuato in Trentino (febbraio-marzo 2009) hanno visto raddoppiare l\u2019utilizzo della nuova piattaforma (dal 16 al 27%) gi\u00e0 nel primo mese.<\/p>\n<p><strong>Per vedere il digitale, devo aspettare che ci sia lo Switch-Off nella mia regione?<\/strong><br \/>\nAssolutamente no. Tutti i canali nazionali, alcuni locali, nonch\u00e9 numerosi nuovi canali, sono gi\u00e0 disponibili da tempo in digitale sulla quasi totalit\u00e0 del territorio italiano. E in tutti i negozi di elettronica sono disponibili i decoder o i televisori con decoder incorporato, da acquistare per la visione del digitale. Non c\u2019\u00e8 quindi ragione per non anticipare la scoperta di questo nuovo universo televisivo, se non aspettare quei contributi all\u2019acquisto che ogni regione metter\u00e0 a disposizione in vista dello Switch-Off per determinate fasce di popolazione (generalmente quelle a basso reddito).<\/p>\n<p><strong>Cosa succeder\u00e0 esattamente durante lo Switch-Off?<\/strong><br \/>\nQuando si procede allo Switch-Off definitivo in una determinata area, si da inizio a un processo graduale che si svolge in pi\u00f9 giorni. Ogni singolo impianto presente nell\u2019area di Switch-Off ha un suo \u2018giorno di transizione\u2019, individuato da un piano predisposto dal Ministero dello Sviluppo Economico \u2013 Dipartimento per le Comunicazioni. In questo modo gli spostamenti in frequenza possono essere sincronizzati rispettando una pianificazione tecnica ben precisa e le particolari esigenze di comunicazione.<br \/>\nLa realizzazione e la gestione del database di tutte le transizioni, \u00e8 affidato dal Ministero alla Fondazione Bordoni (www.fub.it). Aggiornato in tempo reale, questo database permette di visualizzare la copertura di ciascun canale e consente agli operatori delle emittenti di controllare lo stato delle transizioni. La campagna di comunicazione finanziata dal Ministero informer\u00e0 attraverso i principali quotidiani sulle attivit\u00e0 di spegnimento, i comuni e gli impianti coinvolti, giorno per giorno.<\/p>\n<p><strong>Se a Switch-Off avvenuto non riesco a vedere i canali digitali, c\u2019\u00e8 qualcuno a cui posso rivolgermi per chiedere informazioni?<\/strong><br \/>\nPrima, durante e dopo il periodo di Switch-Off \u00e8 attivo il numero verde del Ministero dello Sviluppo Economico, 800 022 000, che assiste l\u2019utente per problematiche di ricezione dei canali e di sintonizzazione dei canali, assicurando informazioni per tutti i decoder in commercio.<\/p>\n<p><strong>Che cos\u2019\u00e8 il decoder per il digitale terrestre?<\/strong><br \/>\nIl decoder \u00e8 l\u2019apparecchio che permette di \u2018tradurre\u2019 in immagini e suoni un segnale che viene trasmesso sotto forma di numeri binari. Un esempio pratico: quando RaiUno trasmette il segnale di un telegiornale in digitale, immagini e suoni vengono trasformati e poi trasmessi come sequenze di valori \u20180\u2019 e \u20181\u2019 combinate fra loro in vario modo. Queste sequenze devono poi essere di nuovo trasformate nelle immagini e nei suoni originari, in modo da essere visibili (e ascoltabili) sul televisore di casa. A questa trasformazione provvede il decoder. Per decoder si intende convenzionalmente uno \u2018scatolotto\u2019 (pi\u00f9 propriamente definito set-top-box) da collegare esternamente al televisore. In realt\u00e0 il decoder pu\u00f2 essere anche interno al televisore. Si parla in questo caso di televisore con decoder per il digitale integrato (di seguito televisore integrato o Idtv).<\/p>\n<p><strong>Quanti tipi di decoder per il digitale terrestre esistono?<\/strong><br \/>\nEsistono diversi tipi di decoder per il digitale, distinti in base alle loro caratteristiche e funzioni. Il set-top-box con decoder interattivo (o decoder Mhp) permette di ricevere i canali \u2018in chiaro\u2019 ed \u00e8 compatibile con tutte le applicazioni interattive (attuali e future) del digitale, compresa la tv a pagamento. Chi fosse interessato ad abbonarsi a una pay tv trasmessa in digitale, o comunque ad acquistare eventi tv a pagamento, dovr\u00e0 necessariamente dotarsi di un set-top-box di questo tipo. Esteticamente, un decoder interattivo presenta una o pi\u00f9 spesso due \u2018fessure\u2019 (tecnicamente definite \u2018slot\u2019) dove vanno inserite le \u2018smart card\u2019 degli operatori di pay tv (per esempio, Mediaset Premium). Un set-top-box con decoder interattivo ha un prezzo che va dai 60 euro circa in su. Da questa \u2018famiglia\u2019 si sono poi sviluppate delle tipologie di decoder \u2018evoluti\u2019: oggi sono gi\u00e0 presenti sul mercato decoder per l\u2019Alta Definizione, decoder con videoregistratore digitale integrato (che permette la registrazione dei programmi tv non su una videocassetta, ma su una \u2018memoria\u2019 interna), e decoder che uniscono entrambi queste funzionalit\u00e0. Si tratta chiaramente di prodotti pi\u00f9 costosi, che nel caso dei set-top-box, vanno dai 130 ai 200 euro circa.<br \/>\nL\u2019altra famiglia \u00e8 quella dei decoder base, definiti in gergo Zapper, che sono in grado di ricevere e decodificare soltanto il segnale dei canali che vengono trasmessi gratuitamente (o \u2018in chiaro\u2019). \u00c8 il caso dei canali nazionali come RaiUno o Canale 5, ma anche di numerosi nuovi canali gi\u00e0 disponibili ma che la maggior parte delle famiglie italiane non ha ancora avuto modo di conoscere. \u00c8 un tipo di decoder molto semplice, il cui unico scopo \u00e8 quello di \u2018tradurre\u2019 il segnale in arrivo in immagini e suoni. Lo Zapper non riceve, o meglio, non \u2018vede\u2019 le applicazioni interattive che arrivano insieme ai canali tv, n\u00e9 le offerte di tv a pagamento che il digitale terrestre offre, e spesso non riceve neanche tutti i canali in chiaro (ad es. quelli in banda VHF). Trattandosi di un apparecchio dunque piuttosto limitato, va da s\u00e9 che sia anche quello pi\u00f9 economico presente sul mercato, con prezzi che si aggirano sui 30 euro.<\/p>\n<p><strong>Quale decoder acquistare?<\/strong><br \/>\nDipende dalle esigenze. Generalmente l\u2019acquisto di un set-top-box con decoder Zapper, preclude una fetta importante dell\u2019offerta digitale, che \u00e8 quella dei servizi interattivi e della tv a pagamento. Chi, oltre ai canali \u2018in chiaro\u2019 e quelli a pagamento, intende sfruttare le possibilit\u00e0 dei servizi interattivi, dovr\u00e0 dirigersi verso un set-top-box con decoder Mhp (contraddistinto dal bollino blu di DGTVi). Chi prevede di sfruttare anche i canali o i servizi a pagamento (per esempio per seguire le gare in diretta della propria squadra di calcio) dovr\u00e0 acquistare un set-top-box con decoder interattivo Mhp (bollino blu), o un televisore con decoder integrato e relativa CAM per la tv a pagamento (bollino bianco DGTVi). Chi ha in casa un televisore ad Alta Definizione (HD Ready o Full HD) farebbe bene a prendere in seria considerazione l\u2019acquisto di un decoder compatibile, visto che l\u2019offerta di programmi di questo tipo dovrebbe avere un forte impulso nei prossimi anni. Chi fa un uso della tv piuttosto intenso, potrebbe trovarsi comodo con le funzioni di registrazione, e dunque scegliere un modello di decoder dotato di hard disk integrato. Una raccomandazione va fatta verso l\u2019acquisto di prodotti certificati e garantiti da DGTVi. DGTVi \u00e8 l\u2019associazione che riunisce i maggiori protagonisti del mercato televisivo italiano (da Rai a Mediaset, passando per Telecom Italia Media e i consorzi delle tv locali), nata per la promozione della tv digitale. Per certificare la compatibilit\u00e0 attuale e futura dei ricevitori, DGTVi ha istituito un sistema di \u2018bollini\u2019 che garantisce l\u2019utente in vista dei suoi acquisti. Il bollino blu di DGTVi viene apposto sui set-top-box con decoder Mhp per garantirne la compatibilit\u00e0 con i canali tv \u2018in chiaro\u2019, con le offerte di tv a pagamento, e con tutti i servizi interattivi attuali e futuri. Il bollino bianco di DGTVi viene apposto invece solamente sui televisori con decoder integrato. Tali televisori sono predisposti per l\u2019inserimento della CAM per i canali a pagamento, ma non sono ancora compatibili con i servizi interattivi del digitale. Tutti i produttori che hanno modelli certificati con il bollino bianco si sono per\u00f2 impegnati con DGTVi a commercializzare nel corso del 2009 televisori integrati compatibili con l\u2019interattivit\u00e0 Mhp. I nuovi televisori integrati che avranno anche funzionalit\u00e0 Mhp verranno certificati con il bollino blu.<\/p>\n<p><strong>Bisogna comprare un decoder per ogni televisore presente in casa?<\/strong><br \/>\nS\u00ec. Superata la data di Switch-Off, qualsiasi televisore non dotato di decoder risulter\u00e0 praticamente inutilizzabile, almeno per quanto riguarda la ricezione della tv via etere. Dato il costo contenuto dei decoder, \u00e8 dunque consigliabile acquistarne uno per ogni televisore, magari di tipo pi\u00f9 economico per il secondo o terzo tv. \u00c8 l\u2019unica soluzione percorribile per rendere praticabile la visione di due\/tre programmi diversi in due\/tre stanze diverse.<\/p>\n<p><strong>Come si collega il decoder al televisore?<\/strong><br \/>\nNello stesso modo in cui negli anni abbiamo collegato prima il videoregistratore e poi il lettore DVD. La stragrande maggioranza dei decoder, infatti, sono dotati di una doppia presa Scart, una collegabile attraverso il relativo cavo Scart direttamente al televisore, l\u2019altra, sempre attraverso un cavo Scart, all\u2019eventuale videoregistratore presente nel vostro impianto. L\u2019altro collegamento da tenere d\u2019occhio \u00e8 quello d\u2019antenna. Il cavo d\u2019antenna che prima era collegato al televisore, va ora collegato alla presa d\u2019antenna IN del decoder. In caso il televisore sia sprovvisto di presa Scart, il cavetto nero che di solito accompagna il decoder va collegato da una parte alla presa d\u2019antenna OUT del decoder, e dall\u2019altro alla presa d\u2019antenna IN del televisore. In questo caso, per\u00f2, il decoder deve incorporare la funzione di modulatore RF. Non tutti ce l\u2019hanno, quindi bisogna fare attenzione al momento dell\u2019acquisto. Se dell\u2019impianto audiovideo fanno parte anche altri apparecchi, come per esempio un lettore DVD, un decoder satellitare ecc., sar\u00e0 necessario comunque procedere attraverso collegamenti Scart, e pertanto andranno valutate alcune variabili come il numero di prese Scart presenti su ogni apparecchio, la \u2018priorit\u00e0\u2019 che l\u2019utente vorr\u00e0 dare a un apparecchio piuttosto che a un altro e cos\u00ec via. Niente di nuovo, comunque, da quanto fatto finora con le varie sorgenti audiovideo. Diverso il discorso per quanto riguarda i decoder ad Alta Definizione. Questo tipo di dispositivi sono infatti dotati di una presa particolare chiamata HDMI che permette il passaggio del segnale audio e del segnale video ad Alta Definizione. La stessa presa \u00e8 presente sui televisori ad Alta Definizione. Per collegarli fra loro serve dunque il relativo cavo HDMI, acquistabile separatamente se non dovesse essere incluso nella confezione del decoder.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 per continuare anche solo a vedere i canali che si vedevano prima si \u00e8 costretti a pagare per l\u2019acquisto di un decoder?<\/strong><br \/>\n\u00c8 il prezzo, oggettivamente modesto, richiesto dal progresso tecnologico. Ogni fase di cambiamento nella storia della televisione ha richiesto degli investimenti personali in verit\u00e0, spesso, pi\u00f9 impegnativi. Il passaggio dal bianco e nero al colore, la nascita del secondo canale nazionale, quella delle tv private sono eventi che hanno costretto la maggioranza degli italiani a degli adeguamenti nel sistema di ricezione ben pi\u00f9 onerosi. Il costo sar\u00e0 nullo per quanti sostituiranno il vecchio televisore con i nuovi che da aprile 2009, per legge, hanno tutti il decoder integrato.<\/p>\n<p><strong>Dal momento in cui ho installato il decoder, i canali trasmessi in digitale mi appariranno istantaneamente? In quale ordine?<\/strong><br \/>\nLa sintonizzazione pu\u00f2 essere effettuata in due modalit\u00e0: automatica o manuale. L\u2019utente pu\u00f2 scegliere il tipo di sintonizzazione che preferisce. I decoder Mhp, quelli contrassegnati dal bollino blu di DGTVi, sono dotati di una funzione, chiamata LCN (Logical Channel Numbering), che provvede anche a una sistemazione automatica dei canali, secondo una numerazione ragionata e uguale per tutti. Solo alcuni Zapper sono dotati di questa funzione. In linea generale la sintonizzazione automatica \u00e8 sicuramente preferibile rispetto a quella manuale: il sintonizzatore del set-top-box o del televisore effettua infatti una scansione completa e progressiva delle frequenze, individuando tutti i canali ricevibili e posizionandoli nell\u2019ordine in cui li trova. Ordine che pu\u00f2 variare<br \/>\ndi regione in regione, se non di provincia in provincia. A questo punto sar\u00e0 interesse del telespettatore organizzare la lista dei canali nella maniera a lui pi\u00f9 consona. Gli verr\u00e0 in aiuto il libretto di istruzioni del decoder per effettuare tutte le operazioni necessarie e sintonizzare i canali liberamente come preferisce.<\/p>\n<p><strong>Tra le fasi di Switch-Over e Switch-Off dovr\u00f2 rieffettuare la sintonia?<\/strong><br \/>\nDurante la fase di Switch-Off \u00e8 praticamente certo che alcuni canali sintonizzati su una data frequenza, verranno spostati per far posto ad altre emittenti. In quella fase, dunque, sar\u00e0 sicuramente necessario rieffettuare saltuariamente la sintonia delle emittenti. Chi \u00e8 in possesso di un set-top-box con decoder Mhp, sar\u00e0 facilitato dalla funzione LCN che, previa segnalazione del cambiamento, aggiorna automaticamente la nuova sintonizzazione dei canali.<\/p>\n<p><strong>Man mano che verranno lanciati nuovi canali sar\u00e0 necessario rieffettuare la sintonia?<\/strong><br \/>\nLa maggior parte dei decoder in commercio \u00e8 in grado, ogni qual volta si \u2018accende\u2019 un nuovo canale, di sintonizzarlo automaticamente nella lista dei canali. Malgrado ci\u00f2 rieffettuare saltuariamente la sintonia potrebbe rivelarsi pratica affidabile.<\/p>\n<p><strong>Cosa sono i televisori con decoder integrato? Come funzionano?<\/strong><br \/>\nI televisori con il decoder integrato per il digitale sono, a tutti gli effetti, un sistema per la ricezione della nuova tv. Il decoder in questo caso non \u00e8 pi\u00f9 un set-top-box esterno da collegare al televisore, ma \u00e8 un componente \u2018nascosto\u2019 direttamente all\u2019interno del televisore. Per legge, da diversi mesi, non \u00e8 pi\u00f9 possibile in Italia produrre o importare televisori privi del decoder digitale, e dal mese di aprile 2009 sar\u00e0 vietata la vendita al pubblico di televisori privi di sintonizzatore digitale integrato. In questo modo ci si \u00e8 assicurati che gradualmente, nel corso degli anni, l\u2019intero parco tv installato nel nostro Paese, potr\u00e0 ricevere la tv digitale, anche senza un decoder esterno. Il funzionamento \u00e8 sempre lo stesso: il segnale digitale arriva al televisore attraverso il cavo dell\u2019antenna, e il decoder interno al tv trasforma il segnale digitale in immagini e suoni.<\/p>\n<p><strong>Sono compatibili con i servizi interattivi?<\/strong><br \/>\nCome nel caso dei decoder esterni, esistono diversi modelli di tv con decoder integrato. Tutti sono in grado di ricevere i canali \u2018in chiaro\u2019. I modelli dotati di CAM (bollino bianco), acquistabile anche in post-vendita, ricevono anche le offerte pay. I servizi interattivi, attualmente, non sono disponibili su televisore con decoder integrato, ma nel corso del 2009 diversi produttori (per preciso impegno tutti quelli del bollino bianco) presenteranno modelli che implementeranno l\u2019Mhp, e quindi saranno compatibili anche con le applicazioni interattive del digitale. I televisori con bollino blu saranno disponibili a met\u00e0 2009, in concomitanza con le fasi di Switch-Off delle aree previste per l\u2019anno in corso (Piemonte, Lazio, Valle d\u2019Aosta, Trentino Alto Adige, Campania), e rappresenteranno per l\u2019utente un prodotto completo per affrontare il passaggio alla televisione digitale.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 per i canali in chiaro non c\u2019\u00e8 bisogno di una smart card e per quelli a pagamento s\u00ec?<\/strong><br \/>\nPerch\u00e9 a differenza dei canali in chiaro, su quelli a pagamento interviene un ulteriore tipo di \u2018manipolazione\u2019 del segnale. In pratica, l\u2019operatore di tv a pagamento, oltre a trasformare all\u2019inizio le immagini e i suoni in valori numerici, inserisce anche un\u2019ulteriore \u2018parola d\u2019ordine\u2019 matematica, utilizzando un linguaggio particolare (sistema di criptaggio). Per riconoscere quella parola d\u2019ordine, \u00e8 necessario che il CAS (Sistema di Accesso Condizionato) riconosca il linguaggio adottato. In caso<br \/>\ncontrario, il segnale rimarr\u00e0 criptato, e non sar\u00e0 possibile per il decoder ritrasformare i famigerati valori numerici nelle immagini e nei suoni originari. Non solo. Sulla Smart Card dell\u2019utente sono depositati i dati relativi ai canali o programmi che gli sono stati \u2018abilitati\u2019 (quelli, in pratica, per cui ha pagato). La Smart Card parla lo stesso linguaggio del CAS implementato nei decoder Mhp o nelle CAM dei televisori con decoder digitale, scambia informazioni con esso, e in caso l\u2019utente sia abilitato alla visione di quel dato programma, risponde positivamente alla \u2018parola d\u2019ordine\u2019: in questo modo il canale si aprir\u00e0 regolarmente alla visione. Il meccanismo \u00e8 associabile a quello di una chiave e del tamburo della serratura. Se chiave e tamburo sono fatti l\u2019una per l\u2019altra, la porta si apre. Ovviamente tutto questo meccanismo viene realizzato per proteggere i contenuti a pagamento: questi devono rimanere visibili soltanto a chi ha effettivamente pagato per vederli.<\/p>\n<p><strong>A cosa serve la CAM?<\/strong><br \/>\nLa CAM (Modulo ad Accesso Condizionato), \u00e8 un componente in tutto e per tutto simile alle schede PCMCIA dei computer, che pu\u00f2 ospitare la smart card dell\u2019operatore di tv a pagamento. La CAM contiene i codici del CAS (Sistema di Accesso Condizionato) che insieme a quelli contenuti sulla smart card, permettono di rimettere \u2018in chiaro\u2019 i contenuti della tv a pagamento trasmessi criptati per ragioni di protezione dei diritti. La CAM va inserita nell\u2019apposito alloggiamento presente sui televisori con decoder digitale integrato contraddistinti dal bollino bianco DGTVi.<\/p>\n<p><strong>I canali digitali si possono registrare con un normale videoregistratore?<\/strong><br \/>\nAssolutamente s\u00ec e con le stesse modalit\u00e0 di sempre. \u00c8 sufficiente che il televisore abbia almeno un\u2019uscita analogica (per esempio una presa Scart).<\/p>\n<p><strong>Che cosa sono i bollini DGTVi? Quanti sono? Cosa significano?<\/strong><br \/>\nI bollini DGTVi sono in definitiva la migliore garanzia che un utente possa avere al momento di acquistare un set-top-box per il digitale terrestre, o un tv con decoder integrato. Il bollino DGTVi certifica, oltre alla qualit\u00e0 del prodotto, anche la compatibilit\u00e0 con la televisione in chiaro e a pagamento, e con i servizi interattivi, prima, durante e dopo lo Switch-Off. Esistono al momento due tipi di bollino.<br \/>\nIl bollino DGTVi blu certifica la piena compatibilit\u00e0 con il segnale digitale, sia nella sua componente strettamente televisiva che in quella relativa ai servizi interattivi e di tv a pagamento. Viene usato in questo momento solo sui set-top-box con decoder digitale Mhp.<br \/>\nIl bollino DGTVi bianco viene utilizzato per i televisori con il decoder integrato, compatibili con i canali in chiaro e una volta dotati dell\u2019apposita CAM, con i canali della tv a pagamento. Quando i nuovi modelli saranno compatibili anche con i servizi interattivi del digitale, anche per loro verr\u00e0 utilizzato il bollino blu. Questi bollini, apposti direttamente sugli apparecchi in esposizione nei negozi, costituiscono un sistema di garanzia irrinunciabile per chiunque provveder\u00e0 ad equipaggiarsi per la ricezione del digitale. Al momento DGTVi sta lavorando a un bollino per i decoder Zapper.<\/p>\n<p><strong>Per vedere il digitale \u00e8 necessaria una parabola?<\/strong><br \/>\nAssolutamente no. Il segnale digitale viaggia nell\u2019etere, esattamente come fa il segnale analogico della tv tradizionale. Pertanto \u00e8 ricevibile con le normali antenne televisive che sono gi\u00e0 in possesso della maggior parte delle famiglie italiane.<\/p>\n<p><strong>La mia vecchia antenna tv \u00e8 compatibile con il segnale del digitale?<\/strong><br \/>\nDi norma se un\u2019antenna riceve senza problemi i segnali della tv analogica, \u00e8 in grado di ricevere anche quelli della tv digitale. C\u2019\u00e8 da precisare per\u00f2 che si presuppone che l\u2019antenna e il cavo che da l\u00ec scende in direzione delle abitazioni siano in buono stato. Molte delle antenne che campeggiano sui nostri tetti sono in realt\u00e0 decisamente datate e i cavi sono spesso logorati da decenni di utilizzo e di esposizione agli agenti atmosferici. Mentre il segnale analogico consente una tolleranza maggiore davanti a questo tipo di problema, quello digitale potrebbe invece trovare degli ostacoli imprevisti. L\u2019esperienza dello Switch-Off in Sardegna ha mostrato che, soprattutto nelle zone di mare, dove l\u2019umidit\u00e0 colpisce pi\u00f9 che altrove, pu\u00f2 esserci bisogno di un intervento di modifica del sistema di ricezione. Il segnale digitale, inoltre, richiede un puntamento pi\u00f9 preciso dell\u2019antenna rispetto al segnale analogico. In molti casi il problema \u00e8 stato risolto operando un migliore orientamento dell\u2019antenna. Le attuali antenne (nelle bande III, IV e V) e la rete di distribuzione dalle antenne all\u2019interno degli edifici con gli opportuni dispositivi intermedi (derivatori, partitori, amplificatori, miscelatori\/demiscelatori, attenuatori, filtri, ecc.) sono adatte anche alla ricezione digitale. In qualche caso, tuttavia, potrebbe essere richiesto il montaggio di un\u2019antenna supplementare, ad esempio quando non si dispone gi\u00e0 di un\u2019antenna nella banda su cui \u00e8 irradiato il segnale digitale.<\/p>\n<p><strong>Durante le giornate di maltempo alcuni canali digitali scompaiono. \u00c8 colpa dell\u2019antenna?<\/strong><br \/>\nS\u00ec e no. Il segnale digitale \u00e8 pi\u00f9 stabile di quello analogico, di conseguenza un effetto di questo tipo potrebbe essere causato dal fatto che il maltempo va a peggiorare una situazione gi\u00e0 compromessa nella qualit\u00e0 dell\u2019impianto. Un cavo gi\u00e0 logorato dall\u2019umidit\u00e0 potrebbe mostrare la corda di fronte al ristagno dell\u2019acqua piovana durante un temporale.<\/p>\n<p><strong>Riesco a ricevere diversi canali digitali, ma altri che in teoria dovrebbero essere visibili non li vedo. Qual \u00e8 il problema?<\/strong><br \/>\nPu\u00f2 dipendere dall\u2019orientamento dell\u2019antenna. Non tutti i canali vengono trasmessi dallo stesso ripetitore, di conseguenza quelli ricevibili da uno potrebbero vedersi bene e quelli ricevibili da un altro no. Di norma, se i cavi sono in buone condizioni, e l\u2019antenna \u00e8 ben orientata, un problema di questo tipo non dovrebbe verificarsi. In ogni caso \u00e8 possibile operare degli interventi sul sistema di ricezione in modo da potenziarne la capacit\u00e0. Bisogna anche tenere presente che le coperture dei \u2018pacchetti\u2019 di canali (Multiplex) non sono uguali, in una determinata area uno o pi\u00f9 Multiplex potrebbero non essere al momento presenti. Una volta compiute le operazioni di Switch-Off, comunque, tutti i canali trasmessi saranno regolarmente ricevibili.<\/p>\n<p><strong>Quanti sono i canali trasmessi in digitale terrestre?<\/strong><br \/>\nDifficile dare una risposta ora, che siamo ancora nella fase iniziale dello Switch-Off nazionale e che diversi operatori devono ancora scendere in campo. Facciamo allora riferimento a quanto avvenuto in Sardegna, al momento l\u2019unica area del Paese dove lo Switch-Off \u00e8 gi\u00e0 stato completato. In Sardegna si \u00e8 passati da 26 canali (10 nazionali e 16 locali) a 92 (28 nazionali e 64 locali). L\u2019offerta \u00e8 quasi quadruplicata.<\/p>\n<p><strong>Cosa succeder\u00e0 a Switch-Off avvenuto alle decine di canali locali che ricevo oggi?<\/strong><br \/>\nI canali locali sono fra i maggiori beneficiari di questa rivoluzione digitale. Non solo si continueranno a vedere con una qualit\u00e0 audio e video mai conosciuta prima, ma riceveranno un ulteriore impulso dalla capacit\u00e0 distributiva del sistema digitale che ne assicurer\u00e0 una presenza pi\u00f9 ricca e capillare sul territorio. In Sardegna, situazione ottimale per numero di emittenti locali presenti e negoziazione internazionale delle frequenze con i paesi limitrofi, l\u2019offerta potenziale delle tv locali \u00e8 quadruplicata.<\/p>\n<p><strong>Il digitale riuscir\u00e0 a portare il segnale di tutti i canali anche in quelle localit\u00e0 dove il segnale analogico non arrivava?<\/strong><br \/>\nSe il problema era dovuto alla particolare conformazione orografica di quelle localit\u00e0, c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 che neanche la tecnica digitale riesca a fare pi\u00f9 di tanto. Anche se il segnale digitale gode di una maggiore \u2018riflessivit\u00e0\u2019 rispetto a quello analogico e pertanto potrebbe avere maggiore successo soprattutto nelle localit\u00e0 montane. In ogni caso, per la met\u00e0 del 2009, \u00e8 previsto il lancio di una nuova piattaforma satellitare che replicher\u00e0 gratuitamente via satellite tutta l\u2019offerta televisiva disponibile in digitale terrestre (limitatamente ai canali in chiaro, almeno all\u2019inizio). In questo modo, i famigerati \u2018coni d\u2019ombra\u2019 del segnale, ovvero quelle zone dove il segnale via etere non riesce ad arrivare, saranno coperti con gli stessi canali dal segnale del satellite. La piattaforma che raccoglie tutti i canali in chiaro disponibili in digitale terrestre si chiama Tiv\u00f9. La sua declinazione satellitare si chiamer\u00e0 Tiv\u00f9Sat.<\/p>\n<p><strong>Che cos\u00e8 l\u2019Alta Definizione?<\/strong><br \/>\nL\u2019immagine in alta definizione \u00e8 un\u2019immagine con una qualit\u00e0 video decisamente maggiore rispetto a quella conosciuta come definizione standard, e alla quale la tv ci ha abituati. Il segreto sta nella capacit\u00e0 di riprendere e poi riprodurre un maggior numero di \u2018informazioni\u2019, ovvero un maggior numero di sfumature di colore, un maggior numero di \u2018punti\u2019 di immagine, un maggior numero, in definitiva, di minuscoli particolari. Grazie a questo elevatissimo numero di informazioni video riprodotte, l\u2019immagine in Alta Definizione, vista in tv, risulta decisamente pi\u00f9 coinvolgente, ricca di colore, realistica, capace di regalare delle sensazioni molto intense.<\/p>\n<p><strong>Servono apparecchi particolari per vedere in Alta Definizione?<\/strong><br \/>\nCos\u00ec come sono necessarie delle apparecchiature particolari per la ripresa di un video in Alta Definizione, \u00e8 necessario dotarsi di televisori compatibili con l\u2019alta definizione. Ne vengono commercializzati di due tipi distinti da due sigle diverse, rispettivamente HD Ready e Full HD, entrambi compatibili con i decoder HD per il digitale. Fra i due tipi il Full HD sfrutta al suo massimo lo standard, anche se i prezzi al pubblico dei tv HD Ready sono sensibilmente pi\u00f9 abbordabili. Per ricevere i canali trasmessi in Alta Definizione sul digitale \u00e8 necessario che il decoder sia del tipo ad Alta Definizione. Anche in questo caso i prezzi sono pi\u00f9 alti rispetto a un normale decoder interattivo in definizione standard. Un televisore in Alta Definizione, se non collegato a un decoder HD, non sar\u00e0 in grado di ricevere i canali in Alta Definizione che saranno trasmessi in digitale. Non ci sono invece differenze nel tipo di antenna o di cavo d\u2019antenna. Un sistema di ricezione ben funzionante con la definizione standard, \u00e8 tranquillamente in grado di fornire un ottimo segnale in Alta Definizione.<\/p>\n<p>Definizioni a cura di <a href=\"http:\/\/www.dgtvi.it\">DGTVI<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cos\u2019\u00e8 il Digitale terrestre? Il digitale terrestre \u00e8 un tecnica di trasmissione televisiva e radiofonica che sfrutta le infrastrutture della vecchia tv via etere per trasportare un segnale digitale invece che analogico. La tecnica digitale offre diversi vantaggi rispetto al \u2018vecchio\u2019 analogico. 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