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E' online Prompt, il blog di Ennio Martignago Una breve presentazione del blog scritta dall'autore Antefatto: Andiamo di fretta e abbiamo poco tempo per leggere. Prendiamo appunti sgrammaticati con frasi incomplete. Poi ci lasciamo risucchiare dal vortice del gossip politico, tecnologico o di costume e aggiungiamo tante parole inutili che nessuno ha voglia di leggere. Molti contributi - blog e altro - stanno fra Scilla della trasandatezza e Cariddi della prolissità. Riferimenti: Quella dei pensieri epigrammatici è una scrittura dalla lunga tradizione: da Agostino, Pascal, Montaigne, fino a Nietzsche, Valery, Cioran e Ceronetti. Alcuni dotti, altri naïf.. Il web sembra fatto apposta per questa scrittura. Di testo telegrafico ce n'è tanto, ma dietro a quello che c'è l'investimento è scarso. Lo sforzo di lasciare qualcosa di "pesante" è quasi assente: tanti post-it dal peso specifico tendente a zero. Asserzione: "Siamo nei giorni dell'SMS, del Twitt, dell' "a cosa stai pensando?". Vorrei fare lo stesso con un impegno maggiore. Un cahier di interferenze mentali: alcune magari mistiche, altre del tutto giocose o casuali. Quasi ogni giorno provo a sintonizzarmi sulla mia anima e sulla mia pancia per cogliere il senso del tempo di cui sono testimone da angolature incoerenti e stocastiche. Forse non sempre sarò così comprensibile e magari mi scapperanno un po' di stupidaggini, ma vorrei regalare alle giornate un petalo alla volta che nell'insieme compongano un variegato e incompiuto flusso di pensiero ad alta voce per restituire a me un senso della mia presenza nella mia vicenda umana e spingere chi legge ad attingere al proprio e a lasciarsi andare: fuori dall'ovvio, lontano dagli echi di ciò di cui parlan tutti, ascoltando solo se stessi"

E’ online Prompt, il blog di Ennio Martignago
Una breve presentazione del blog scritta dall’autore

Antefatto: Andiamo di fretta e abbiamo poco tempo per leggere. Prendiamo appunti sgrammaticati con frasi incomplete. Poi ci lasciamo risucchiare dal vortice del gossip politico, tecnologico o di costume e aggiungiamo tante parole inutili che nessuno ha voglia di leggere. Molti contributi – blog e altro – stanno fra Scilla della trasandatezza e Cariddi della prolissità.

Riferimenti: Quella dei pensieri epigrammatici è una scrittura dalla lunga tradizione: da Agostino, Pascal, Montaigne, fino a Nietzsche, Valery, Cioran e Ceronetti. Alcuni dotti, altri naïf.. Il web sembra fatto apposta per questa
scrittura. Di testo telegrafico ce n’è tanto, ma dietro a quello che c’è
l’investimento è scarso. Lo sforzo di lasciare qualcosa di “pesante” è quasi
assente: tanti post-it dal peso specifico tendente a zero.

Asserzione: “Siamo nei giorni dell’SMS, del Twitt, dell’ “a cosa stai pensando?”. Vorrei fare lo stesso con un impegno maggiore. Un cahier di interferenze mentali: alcune magari mistiche, altre del tutto giocose o casuali. Quasi ogni giorno provo a sintonizzarmi sulla mia anima e sulla mia pancia per cogliere il senso del tempo di cui sono testimone da angolature incoerenti e stocastiche. Forse non sempre sarò così comprensibile e magari mi scapperanno un
po’ di stupidaggini, ma vorrei regalare alle giornate un petalo alla volta che
nell’insieme compongano un variegato e incompiuto flusso di pensiero ad alta
voce per restituire a me un senso della mia presenza nella mia vicenda umana e
spingere chi legge ad attingere al proprio e a lasciarsi andare: fuori
dall’ovvio, lontano dagli echi di ciò di cui parlan tutti, ascoltando solo se
stessi”

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