{"id":16,"date":"2012-08-29T17:24:41","date_gmt":"2012-08-29T15:24:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.quotidianopiemontese.it\/cucinapiemontese\/?p=16"},"modified":"2012-08-30T12:31:34","modified_gmt":"2012-08-30T10:31:34","slug":"la-panissa-o-paniscia-risotto-in-due-varianti-vercellese-e-novarese","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/web.quotidianopiemontese.it\/cucinapiemontese\/la-panissa-o-paniscia-risotto-in-due-varianti-vercellese-e-novarese\/","title":{"rendered":"La Panissa o Paniscia, risotto in due varianti: vercellese e novarese"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.quotidianopiemontese.it\/cucinapiemontese\/files\/2012\/08\/paniscia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-19\" title=\"paniscia\" src=\"http:\/\/www.quotidianopiemontese.it\/cucinapiemontese\/files\/2012\/08\/paniscia-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>L\u2019origine di questa ricetta, tipica delle provincie in cui il riso \u00e8 una delle coltivazioni oggi pi\u00f9 diffuse, probabilmente risale addirittura al periodo precedente all\u2019introduzione del riso tra le colture locali. Il nome, che ha diverse sfumature dialettali, infatti potrebbe derivare da \u201cpan\u00ecgo\u201d, una variet\u00e0 povera del miglio, dal cui si ha anche il termine latino \u201cpanicum\u201d che stava per \u201cfatto con il miglio\u201d.<!--more--> Successivamente all\u2019introduzione del riso, intorno al 1500, che ha miglior rendimento nella coltivazione e anche migliori caratteristiche dal punto di vista nutrizionale, i contadini hanno sostituito gli altri cereali nelle loro diete e quindi \u00e8 arrivata a noi la ricetta nella versione che si \u00e8 diffusa nell\u2019epoca pi\u00f9 recente.<br \/>\nCome si vedr\u00e0 dagli ingredienti, l\u2019origine umile di questa ricetta \u00e8 molto probabile, poich\u00e8 riguarda l\u2019uso di quei prodotti che si potevano trovare nelle dispense dei poveri contadini della regione nord-piemontese. Si tratta cio\u00e8 di un piatto \u201crobusto\u201d che ha lo scopo di saziare e al tempo stesso dare l\u2019energia necessaria per affrontare il duro lavoro della terra. Le varianti della ricetta, novarese e vercellese, riguardano infatti l\u2019uso di colture o prodotti tipici di una zona in cui ci si trova (come il salame d\u2019la duja nel novarese, o i teneri di Saluggia nel vercellese) oltre al fatto che nella versione vercellese si usano molte meno verdure.<br \/>\nBisogna tenere conto che \u00e8 possibile personalizzare questo piatto a piacere, anche se non possono mancare gli ingredienti fondamentali: riso, fagioli, salsiccia o salame d\u2019la duja.<br \/>\nVediamo ora le principali varianti tipiche di questo piatto:<\/p>\n<p>PANISCIA NOVARESE<\/p>\n<p>Tempo di realizzazione: 20 min preparazione, 45 min cottura (brodo e risotto) (oltre ai fagioli borlotti che devono essere lasciati in acqua circa 12 ore).<br \/>\nDifficolt\u00e0: medio-bassa<\/p>\n<p>Ingredienti (per 4 persone):<\/p>\n<p>350 gr. di riso (tipicamente l\u2019Arborio, adatto per i minestroni)<br \/>\n200 gr. di fagioli borlotti secchi,<br \/>\n350 gr. di verza,<br \/>\n1 carota,<br \/>\n1\/2 cipolla media, (oppure uno scalogno),<br \/>\n2 costole di sedano,<br \/>\n3 pomodori pelati senza semi,<br \/>\n50\/60 grammi di cotenne di maiale, (in alternativa usare lo strutto),<br \/>\n80 grammi di pancetta, (in alternativa a pancetta usare il lardo),<br \/>\n25 grammi di burro, ( altri 10- 20 a piacere per mantecare),<br \/>\n1 salam d&#8217;la duja(conservato nello strutto),<br \/>\n2 litri di acqua,<br \/>\n1\/2 bicchiere di vino rosso fermo (tipicamente si adopera il barbera),<br \/>\npepe e sale q.b.<\/p>\n<p>Preparazione:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mettere i fagioli secchi in una terrina coperti da acqua tiepida, per circa dodici ore.<br \/>\nTagliare a listarelle le cotenne di maiale e scottarle per cinque minuti in acqua bollente (se decidete di usare il lardo questa operazione pu\u00f2 essere saltata) . Pelare la carota e la cipolla (o lo scalogno), lavare e togliere i fili dal sedano e tritare le tre verdure finemente tenendole per\u00f2 separate.<br \/>\nScolare e tagliare a pezzetti i pomodori pelati, eventualmente dopo averli privati dei semi.\u00a0Lavare bene le foglie di verza e tagliarli a filamenti non troppo sottili (circa mezzo centimentro).\u00a0Scolare bene i fagioli e metterli in una pentola con la carota e il sedano tritati e le cotenne\u00a0di maiale (o lo strutto), la verza e i pomodori . Aggiungere dell\u2019acqua (circa un paio di litri) e un po\u2019 di sale grosso e portare ad ebollizione. Dopo circa20 min che questo brodo bolle, abbassare il fuoco al minimo e mantenere caldo.<br \/>\nTagliare a pezzettini il salame d&#8217;la duja e la pancetta (o il lardo) e metterli in una padella capiente con il burro e la cipolla. Far rosolare a fuoco lento per circa dieci minuti, facendo attenzione a non far bruciare la cipolla e mescolando frequentemente con un cucchiaio di legno. Quando la cipolla \u00e8 ben dorata e anche la pancetta e il salame sono ben rosolati aggiungere il riso, mescolando vigorosamente per amalgamare bene gli ingredienti. Farlo insaporire un paio di minuti e poi,sempre mescolando, aggiungere il vino.<br \/>\nMescolare fino alla completa evaporazione del vino e poi iniziare ad aggiungere con un mestolo il brodo ottenuto con verdure e cotenna. Aggiungere con il brodo anche le verdure e la cotenna stessi, un mestolo alla volta, facendo man mano amalgamare bene mescolando. Ogni volta che il riso assorbe il brodo e appare un po\u2019 asciutto aggiungere un mestolo di brodo e cos\u00ec via per circa 20 min (controllare il tempo di cottura sulla confezione del riso). Assaggiare il riso per ottenere la cottura desiderata (quando \u00e8 cotto il chicco diventa bianco; per la parte interna dei chicchi pu\u00f2 rimanere rimane dura e si rischia di servire del riso immangiabile senza assaggiare). Una volta che il riso \u00e8 cotto, aggiungere a piacere un po\u2019 di pepe e un po\u2019di burro per mantecare e mescolare bene. Appena il burro \u00e8 sciolto spegnere il fuoco e lasciar riposare il riso nella pentola per circa 5 minuti poi servire.<\/p>\n<p>PANISSA VERCELLESE<\/p>\n<p>Tempo di realizzazione: 15 min preparazione, 45 min cottura (brodo e risotto)<br \/>\nDifficolt\u00e0: medio-bassa<\/p>\n<p>Ingredienti (per 4 persone):<\/p>\n<p>350 gr. di riso (tipicamente l\u2019Arborio, adatto per i minestroni),<br \/>\n350 gr. di fagioliteneri di Saluggia,<br \/>\n1 cipolla media ( oppure 1 scalogno),<br \/>\n1 litro brodo di carne,<br \/>\n70 grammi di lardo,<br \/>\n1 salamino morbido piccolo o 50 gr salsiccia,<br \/>\n30 grammi di cotica di maiale,<br \/>\n2 cucchiai di olio E.V.O,<br \/>\n25 grammi di burro, (altri 10- 20 a piacere per mantecare),<br \/>\npepe q.b.<\/p>\n<p>Preparazione:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mettere in una pentola i brodo di carne e aggiungervi mezzo litro di acqua ( in alternativa potete preparare voi stessi un brodo di carne classico) , i fagioli di Saluggia sgranati e la cotica di maiale ben raschiata. Coprire con un coperchio e cuocere a fuoco lento fino a quando i fagioli si rompono. Quando il fagioli sono cotti mantenere il brodo in caldo su un fornello al minimo.<br \/>\nBattere il lardo con il coltello fino a renderlo una poltiglia, metterlo in una padella con il salamino (o la salsiccia) tagliato a piccoli pezzetti, il burro e la cipolla tagliata finemente.<br \/>\nFare soffriggere per 10 minuti a fuoco lento, facendo attenzione a non far bruciare la cipolla. Una volta che le cipolla \u00e8 dorata e gli altri ingredienti ben rosolati, aggiungere il riso mescolando vigorosamente fino a che il tutto \u00e8 ben amalgamato. Aggiungere a questo punto il brodo fino a coprire il riso. Continuare ad aggiungere il brodo con la stessa modalit\u00e0 della ricetta precedente. A fine cottura unire gli eventuali fagioli rimasti nella pentola del brodo, pepare a piacere, mantecare con un pezzetto di burro e lasciare riposare per 5 minuti prima di servire.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019origine di questa ricetta, tipica delle provincie in cui il riso \u00e8 una delle coltivazioni oggi pi\u00f9 diffuse, probabilmente risale addirittura al periodo precedente all\u2019introduzione del riso tra le colture locali. 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