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Il gusto di Lady Gaga

Il gusto di Lady Gaga

8 maggio 2011 | ,

Al di là delle polemiche morali e religiose, canzoni, concerti e video di Lady Gaga sono un fenomeno culturale “imbarazzante”. La questione non è tanto quella di incensare o censurare quella manifestazione eccentrica, provocatoria, irriverente, teatrale o trasgressiva. Quanto quella di capire il gusto dell’elaborazione apocalittica, estrema, paradossale.

Prescindendo dai contenuti insomma mi chiedo quanto sia sostenibile, umanamente e artisticamente, un’espressione così abnorme. Perché il suo successo è la misura di un gradimento e di un’attrazione incontenibili per l’esibizione sfrenata, la lacerazione deflagrante. Lo spettacolo lascivo, macabro e disgustoso si celebra in un rituale di trucchi, movenze, luci e scene che hanno tutta l’urgenza di scioccare e suggestionare. E il pubblico di affascinati seguaci di quello show di horror impudico, dissacrante, clamoroso si fa d’altra parte motore di sempre nuove impennate della diva Lady Gaga.

Questo è il punto: il mercato plaude a quella maschera che oltraggia i confini della bellezza, dell’eleganza, del rispetto. E non credo che la ragione affondi in qualche messaggio positivo che si voglia intravedere in quella stravaganza che può infrangere le ipocrisie delle apparenze. Prima di questo, ammesso sia una valutazione possibile, c’è l’aspetto sociale generale. Ovvero c’è una platea di riferimento che in quella profanazione sguaiata del buon gusto trova abbondanti motivi di eccitazione, entusiasmo, piacere.

Non credo sia un inno alla libertà. Affranchiamoci da questa smania di sventolare la libertà per giustificare e permettere qualsiasi cosa, anche la più turpe o la meno civile!

C’è solo un’insoddisfazione patologica. Uno stordimento pericoloso. Un’ossessione spaventosa. Violare e beffare la decenza non è una conquista di cui andare fieri, accidenti. Eppure oggi è coraggioso sostenerlo.

Non è un processo a Lady Gaga, ovviamente. Temo al più che scrivere di lei, nel bene o nel male, non faccia che alimentare il mito…

E’ la rappresentazione di una realtà raccapricciante come certi suoi video appunto.