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Fa Fico avere una figlia da Balotelli

Fa Fico avere una figlia da Balotelli

14 febbraio 2014 | , , , , , ,

Raffaella-FicoVoglio che Pia cresca come la figlia di un calciatore riassume, più o meno, il tenore delle dichiarazioni di Raffaella Fico.

Mario Balotelli è il papà che fa fico avere, in estrema, amara sintesi. Qui l’amore di un padre non conta. Sono ben altre le qualità e le possibilità alle quali Raffaella Fico ambisce per la figlia.

Dovrei provare qualche tristezza per lui. Un uomo che vale solo in quanto calciatore di alto rango probabilmente qualche motivo di delusione o infelicità potrebbe provarlo. Il fatto è che non mi riesce di fingere grande comprensione e solidarietà: presumo abbia avuto tutte le opportunità per comprenderla a priori questa realtà ma non ha evidentemente ritenuto di non volerla vivere.

Quello che non posso evitare è il dispiacere per la piccola Pia che, con la sua mamma assai parlante e ingombrante, magari faticherà a sapere che le donne possono anche amare e rispettare, avere dignità e dolcezza, proteggere valori e intimità. Che le donne possono anche essere felici di una serena e autentica seconda classe. Che le donne possono partorire con forza e gioia il frutto di sentimenti senza portafogli, insomma con un Mario padre e non un Mario calciatore.

Ci sarà qualcuno pronto a dirmi che non posso indagare sulle emozioni e sulle scelte di chi non conosco. E potrei convenire se Raffaella Fico avesse taciuto, se potessimo occuparci di una vita e di una società dove le riflessioni di Mario Balotelli non arrivano sui social network, se Pia domani non fosse una di noi tra noi, se non passasse a migliaia o milioni di ragazzini e ragazzine l’idea che fa fico avere una figlia da Balotelli.

Se tutti i tempi vengono verrà anche quello in cui la prima classe non sta nel portafogli o nella notorietà? Magari per potercelo augurare dobbiamo iniziare, almeno, ad esprimere il desiderio.

Ecco, diciamo che io sogno quel momento lì e voglio credere che prima o poi i sogni si avverino.

Sesso pubblico a contratto

Sesso pubblico a contratto

27 dicembre 2013 | , , , , , , , , ,

sesso_pubblicoD’accordo, ci mancava che il sesso tra segretaria e assessore regionale finisse nel contratto di lavoro. Non che dalla pratica alla formalizzazione corra grande differenza ma mettere nero su bianco che i pubblici amministratori maneggiano così denari, timbratrici e personale è, almeno, una freccia al nostro arco.

Vecchio quanto il mondo, l’uso un pochino sciolto del corpo, tutto sommato non è che debba muoverci a indignazione o ribrezzo. La questione sta solo nel pubblico ruolo e, quindi, nella leggerezza impudente e imperdonabile, con il quale si ricopre. La signorina in questione non riceverà da me lezioni di costume sessuale. Per quanto mi riguarda può concedere grazie e piacere a chi le pare e spassarsela come meglio crede con le sue performances amorose. A me, al più, risponde come cittadina se non ha fatto il suo dovere impiegatizio, se ha guadagnato soldi della collettività per attività che un servizio buono lo rendevano solo all’assessore, se ha sprecato il tempo retribuito dai cittadini in qualche alcova o da qualche parrucchiere per farsi bella. Al pari, ovviamente, del consigliere Luigi De Fanis.

Però, appunto, torna utile questo contratto un po’ “clamoroso”. Svela, se a qualcuno non fosse ancora chiaro, il “sistema”. Che è quello delle complicità, non solo erotiche ovviamente. Mettere insieme le mani in pasta, questo è il metodo. Se peschi nel torbido non puoi spifferare o tradire, semplice. Così si sguazza allegramente nella lussuria e nelle tangenti. E tutto perché il livello etico è decisamente basso, bassissimo, in tutti noi. Il politico è la punta non l’iceberg intero.

A questo punto se siamo “senza peccato” possiamo scagliare la pietra. O la freccia.

Il senso di responsabilità, l’onestà, la serietà sono proprio merce rara. La nostra cultura sociale è decisamente più oscena di un po’ di sano sesso e, da qui in avanti, se è crisi nera toccherà forse dare davvero una ripulita alle nostre macchie.

Tutto si fa quasi alla luce del sole come se ci fosse una sorta di impunità garantita. Ogni scandalo è a tempo determinato. Basta un’alba per portarne uno più grosso che oscura il precedente. E a noi pare rimasto appena un filo di voce con il quale protestare. Non perché pretendiamo giustizia, lealtà, correttezza ma perché non riusciamo ad arrivare alla marmellata…

Certo, cari lettori, tra voi ci sono persone di indubbie virtù, anime che si sentiranno offese da questa catastrofica generalizzazione. Bene! Arrabbiatevi. Molto, moltissimo. E dimostratemi di tirare con forza e mira così provette da colpire il bersaglio, una volta per tutte.