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Quello che le donne dicono – atto II –

Quello che le donne dicono – atto II –

16 gennaio 2014 | , , , , , , , ,

BLA BLA BLAL’atto II è quello delle emozioni. Quello che le donne dicono è spesso un portentoso miscuglio di sensazioni, impressioni, paure, sogni. Sono campionesse in elaborazioni sentimentali e pure in riflessioni più o meno cervellotiche. Tutta roba che a molti uomini, anche non affetti da orticaria, provoca prurito.

Non vi è del tutto da prendersela, donne. Il prurito è talvolta solo disagio, fatica, pudore. Sono tanti gli uomini che non sanno maneggiare bene in parole gli stati d’animo, i desideri, i timori. E quella favella sciolta che tamburella nei loro timpani mette il dito nella piaga. Altre volte a frenarli è un’educazione al silenzio e alla forza. Insomma ci sono uomini che hanno ancora nel sangue l’idea che troppe chiacchiere sui grovigli interiori siano un’inammissibile debolezza. E’ come se avessero un tappo in bocca.

La tradizione li vuole meno inclini al dettaglio, ai rovelli infiniti, alle macchinose congetture o alle analisi a sfinimento di ogni sussurro, di un piccolo sguardo, di un velo d’ansia. Più facile ci bevano sopra una birra o anneghino i pensieri in piscina o spengano i bruciori davanti a un film con gli amici. Pure questa però è una faciloneria da rivedere, donne. Qualche volta possiamo scoprire che prendere le distanze con una distrazione non è superficialità se, tutto sommato, stiamo stropicciando lo stesso argomento da un bla bla inconcludente.

D’accordo, ci sono donne e donne, ci sono uomini e uomini, ci sono situazioni e situazioni. Ma per tirare un po’ le fila non si può auspicare un sano incontro di caratteristiche per un briciolo di equilibrio?

Quello che le donne dicono è teoricamente più intenso, dice la signora Lia, la mitica signora Lia per l’esattezza. Ma, praticamente, slabbra in lungaggini e in ostinazione la poesia. I versi devono essere brevi, incisivi, coinvolgenti. E, ammettiamolo, un po’ più leggeri. Non si può negare che spesso appesantiamo qualsiasi cosa con le nostre puntigliose osservazioni, con meditazioni filosofiche degne di miglior causa…Il rischio è perdere di vista l’essenziale. Quello che sembrano amare tanti uomini.

Tranquille, anche loro sono da bacchettare alla grande, avranno le loro puntate, non dubitate. Intanto però teniamo a mente cosa è migliorabile nella comunicazione femminile anche solo inserendo quella parolina, leggerezza, che intesa bene è meravigliosa. Rasserenatevi non indurrei mai alcuna/o alla banalità. Qui si allude alla qualità soave.

Quello che le donne dicono – atto I° –

Quello che le donne dicono – atto I° –

7 gennaio 2014 | , , , , , ,

Si tratta più o meno di capire se, quanto e cosa di quello che le donne dicono gli uomini ascoltano.donne-bla-bla-bla

La differenza dovrebbero farla, almeno un po’, gli argomenti. Insomma può essere fastidiosa la logorrea però donne intelligenti, simpatiche e interessanti dovrebbero trovare comunque un pubblico maschile in ascolto.

Una volta si diceva, a torto o a ragione chissà, che le donne indulgessero troppo in chiacchiere futili su estetica e amenità affini ad esempio e che quindi gli uomini fossero indotti a spegnere l’audio per noia o fastidio. Da quando anche i signori sono entrati nel vortice e si dedicano alla bellezza e alla forma fisica più di noi le cose però non sono cambiate. Pare quasi che certe cose pensino siano da fare ma non da mettere al centro della conversazione.

Lungo il cammino dell’incontro tra parti della mela ci sono state donne, scaltre o spontanee non si sa, che si sono appassionate al calcio, trionfo del piacere maschile. Ma anche il campo è risultato freddino: agli uomini piace giocarci a parole tra loro, le donne non possono capirci qualcosa davvero.

Qualcuna, sinceramente o con zelante intraprendenza, ha tastato il terreno del cameratismo: la barzelletta salace, il linguaggio da strada, il cabaret casalingo. E gli uomini per tutta risposta hanno ridacchiato ma si sono intiepiditi sessualmente: se fai ridere assomigli a un amico e non sei sexy.

Altre donne hanno cercato altri canali sui quali sintonizzarsi per migliorare la comunicazione con i gentili signori. Si sono date, con straordinari risultati, all’hobbistica impegnativa dal fai da te trapano alla mano alle imbiancature a pennellessa. Però anche a loro non è andata a gonfie vele. Più che ascoltare i dettagli delle loro prodezze gli uomini si sono limitati a un verso di approvazione. Troppa forza contrasta con la pigrizia del pantofolaio o attenta all’orgoglio maschile: bocciata quindi pure la donna che discorre con competenza di ferramenta o materiale elettrico.

Molte donne non si sono scoraggiate. Unendo l’utile al dilettevole si sono date, anima e corpo, a moto e macchine. E lì si sono sentite a un passo dalla vittoria, tutti gli uomini avrebbero gradito dialogare di motori! Macché, qualche grugnito o, al massimo, un sorrisetto compiacente e basta.

Talune intellettuali hanno creduto nell’asso nella manica: musei, teatro, opera classica. Aiuto! Colti da orrore gli uomini hanno cercato di tappare le loro bocche con cerotti a colla d’urto.

Mi pare di comprendere dagli uomini che si tratti dunque in ogni caso di un problema quantitativo: pur nei casi migliori le donne non hanno il dono della concisione e sprecano parole.

I signori preferiscono la sintesi a caratteri cubitali, ovvero la frase chiara, diretta, praticamente inequivocabile: poche battute che liquidano qualsiasi tema. Le signore, invece, quando si cimentano nella comunicazione breve troncano malamente, subdolamente. Omettono per mettere alla prova l’attenzione dell’uomo, danno per scontato quello che non lo è per rabbia e sfida, fanno la voce stridula perché si stanno forzando contro ogni volontà.

La comunicazione piange, diciamolo.

Ma siamo solo all’atto I°, prima di disperare possiamo riderci su.

Alla prossima puntata!

Quello che le donne dicono – prologo –

Quello che le donne dicono – prologo –

4 gennaio 2014 | , , , , , , ,

quello_che_le_donne_diconoSu quello che non dicono ha già cantato egregiamente Fiorella Mannoia.

D’altra parte è più noto, paradossalmente. Perché l’inespresso è il terreno della curiosità, della ricerca, dell’interpretazione, dell’ipotesi. Quello in cui gli uomini si avventurano per sedurre, capire, compiacere, amare.

Quello che dicono scivola via, con gli uomini che sbadigliano o ci russano sopra, fanno zapping con il telecomando, scrutano furtivi la bella di turno, allargano le braccia per incomprensione o rassegnazione.

Però amici e amiche bisogna che io mi occupi anche dei signori insomma di quello che gli uomini dicono. E’ una questione di servizio, devo renderlo a entrambe le parti della mela, sempre ammesso sia percepito come un favore o un affare da cogliere con grazia, questo lo deciderete voi. Perché anche degli uomini si ritiene spesso di conoscere quello che non dicono ma, su quello che dicono, abbiamo le orecchie in off.

La questione è spinosa ma divertente. Mescolando un po’ diciamo illuminante.

Preparatevi al viaggio a puntate. Io vi aspetto qui.