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On the road con gli Smania Uagliuns

On the road con gli Smania Uagliuns

27 novembre 2014 | , , , , ,

Smania Uagliuns On the road

Se ancora non li conoscete gli Smania Uagliuns sono un gruppo da scoprire. Da ascoltare, cantare e riascoltare. Che le idee sono potenti e il ritmo è seducente.

Bravi, originali e affascinanti. E la buona musica deve fare strada.

Già, on the road. Perfetto pure per il loro viaggio, per la loro ricerca, per quel fiuto che deve muoversi, incontrare e creare combinazioni.

Così gli Smania Uagliuns stanno raccogliendo fondi per l’acquisto di un furgone (Dateci un furgone e vi solleveremo il mondo) con il qualeSmania-Uagliuns-on-the-road affrontare un tour per l’Italia. Live, in tutti i sensi. A caccia di suoni e incontri, stimoli, parole e interazioni. Tutto da tradurre in nuove avventure, con video nei quali peraltro potranno essere protagonisti pure i sostenitori. Già, un crowdfounding che promette faville ai gentili contribuenti: emozioni e ricompense.

L’obiettivo è di 7.000 euro, praticamente –diciamolo- una richiesta molto onesta. A pensare che arte e talento abbiano bisogno di ‘sperarci e provarci in tutti i modi’ viene quasi la lacrimuccia. Ma invece di farci vincere dallo sconforto è meglio augurare un vigoroso (e naturalmente sonoro!) in bocca al lupo agli Smania Uagliuns, mettere mano al portafoglio per qualche euro di donazione se possibile, aiutare a divulgare la campagna.

L’amore non esiste

L’amore non esiste

3 settembre 2014 | , , , , , , ,

Fabi, Silvestri, Gazzé: tre nomi, una garanzia.amore_non_esiste

Che l’amore non esiste è amore vero. Finalmente. Fuori dalla parola, dentro la vita. E’ audacia, verità, ribellione, naturalezza.

Sensibilità musicali e verbali di questo livello sono gioielli per tutti. Chapeau al trio che unisce davvero le migliori espressioni artistiche e umane di un momento storico in affanno culturale e morale. Ci vuole una delicatezza romantica e sferzante per partorire e interpretare L’amore non esiste. E ce ne vuole altrettanta per tenerne stretta l’emozionante lezione.

Già, in crisi di sentimenti e profondità e semplicità e schiettezza, una canzone così è molto più di una grande uscita. E’ una riflessione, un invito, una carezza, una preghiera, un urlo. Che meraviglia.

Forse nel costume lacerato e lacerante ci sono ancora straordinarie risorse, lampi di luce, speranze. A me quest’idea solletica e conforta, molto. Perché è lì nella dimensione della musica, della letteratura, del cinema, che trovo sempre gli spiragli che confermano il cammino possibile del mio pensiero un po’ randagio.

Novara in swing & boogie

13 maggio 2014 | , , , , , ,

Dal 23 al 25 maggio 2014 la prima edizione del swing e boogie Festival a Novara: My Sweet Moon Deena nella splendida cornice dimy_sweet_moon_deena_novara Casa Bossi, uno dei gioielli dell’Antonelli, rivisiterà moda, stile, cultura, musica degli anni ’20, 30, 40, 50.

Una grande organizzazione all’insegna del recupero storico, del ballo aggregante, della riscoperta di costumi. Un evento culturale per tre giorni di occasioni e divertimenti in perfetta atmosfera vintage. L’idea dei boogeisti anonimi in collaborazione con il Comitato d’amore per Casa Bossi e il patrocinio del Comune di Novara è quella di far rivivere suoni e sfumature di un’epoca: mostra mercato, stage di boogie e lindy hop, biciclettata retrò, trucco e parrucco, appuntamenti musicali, food e drink del tempo. Praticamente un ritorno al passato che gode di un’ambientazione privilegiata. La città si stringe intorno a uno dei suoi simboli più significativi e lo fa pulsare!

Grandi band e molti momenti speciali per tre giorni decisamente ‘alternativi’.

Un’iniziativa di straordinario appeal, per originalità, location e programma.

La città è pronta ad accogliere gli amanti del genere, gli appassionati di musica e ballo, i visitatori che vorranno godere la grande suggestione di Casa Bossi. Bravi davvero i boogeisti anonimi.

Il programma completo lo trovate sul sito di My Sweet Moon Deena.

Crowdfunding

Crowdfunding

18 aprile 2014 | , , , , , , , , , , ,

Praticamente un finanziamento collettivo per pubblicare un libro, un disco o magari produrre un film. Che un po’ vuol dire che crowdfundingmancano i fondi per la cultura o che ci sono solo per i nomi noti e sicuri. E che chi tiene all’arte o crede in un progetto può sentirsi un salvatore o un benefattore.

D’altra parte può diventare l’unico mezzo per godere di un’opera che altrimenti non vedrebbe la luce. E, forse, lo stimolo a una mentalità aperta e dinamica che faccia economia delle forme espressive.

In qualche misura potrebbe essere una forma di democrazia. Chi sostiene sceglie liberamente di premiare, di offrire una chance, di permettere il successo di chi non ha altra via che il crowdfunding. E quindi di porre fine al successo garantito solo a chi ha più opportunità, più conoscenze, più porte aperte. Naturalmente mettersi in piazza a chiedere un contributo richiede già un numero di fan, un minimo di affermazione di partenza, un’immagine decisamente convincente. Insomma, diciamolo, con gli sconosciuti non siamo mai troppo magnanimi. Più che alla musica, al cinema, alla letteratura diamo l’obolo a chi incontra il nostro gradimento e intravediamo vincente.

Comunque sia questa è una realtà diffusa. Con buona pace dello star system può arrivare alla ribalta un cd che le case discografiche non hanno voluto produrre o un romanzo che nessun editore ha degnato di pubblicazione.

O almeno, più o meno, speriamo sia così visto che già dobbiamo fare i conti con il disagio e la tristezza di sapere tanti talenti esclusi dal giusto riconoscimento e tanta felice diffusione negata alle bellezze e bontà culturali.

La band di Rocco Papaleo

La band di Rocco Papaleo

4 marzo 2014 | , , , , , , , , , , ,

band_rocco_papaleoA Novara Una piccola impresa meridionale bis di Rocco Papaleo e Valter Lupo è andata in scena al Teatro Coccia e non solo. Due spettacoli a teatro pieno e tre giornate in città hanno lasciato un’impronta forte.

Un successo previsto, quello di Rocco Papaleo. Della sua umanità e della sua cifra artistica miscelate con leggerezza e ironia al cinema come nella musica e sul palco. D’altra parte il suo teatro-canzone è anche vita di memoria e movimento, realismo poetico e armoniosa sensualità. Note e parole con un ritmo che accarezza e poi sollecita, con garbo. (altro…)

Nu juorno buono

Nu juorno buono

24 febbraio 2014 | , , , , , , , , ,

Rocco Hunt, il simpatico e bravo rapper salernitano, non segue proprio ‘o pallon perché la sua passione è o’ microfon.rocco-hunt-poeta-urbano-

Mi piace, Rocco Hunt. Mi piace molto meno precisare la provenienza e sorridere di una ‘fede’ diversa da quella del calcio. Ma l’Italia è anche l’unità incompiuta, una sotterranea (neanche troppo) perenne incomprensione, un campo minato di campanili e una enorme periferia che deve avvicinarsi ai centri per emergere.

Se tutti ci rendessimo conto che certi disagi sono in realtà spalmati esattamente da nord a sud, che la forza enorme sta nella complicità, che nel mondo ‘globalizzato’ Milano e Roma potrebbero non essere gli unici spazi di opportunità avremmo vinto molto più della Lotteria Italia di tutti i tempi ma facciamo ancora fatica a compiere questo facilissimo salto di pensiero.

E insomma Rocco Hunt diventa al Festival di Sanremo una sorta di nuovo simbolo campano come Arisa per la Basilicata. Indubbiamente da artisti dovrebbero gioire di essere orgoglio della musica più che orgoglio di uno spicchio di terra ma a loro tocca come a molti altri barcamenarsi tra radici e presente o, meglio, futuro. Essere portatori di una convinzione: che il talento o giù di lì sono cose che nascono ovunque.

Questo discorso mi sconforta sempre un po’. Mi ritrovo con la classica speranza che sa di finire disperatamente disillusa. D’altra parte…se non ora quando? Almeno bisogna esprimerla ‘questa cosa’ che ci tarpa le ali, questo frazionamento che ci indebolisce, questo assurdo rifiuto di cogliere un valore che rappresenterebbe il vero trampolino di lancio del Paese intero. Intero.

Sogno nu juorno buono per l’Italia. Parrà strano ma mi sento italiana e già mi pare una piccola grande ‘miseria’ perché preferirei sentirmi sempre e solo una terrestre.

Rocco Hunt il tuo accento si deve sentire ma anche tu staresti a meraviglia, come me, in un Paese che non ha bisogno di cantarlo per infrangere pregiudizi, rivendicare le bontà, difendere la vita e i sogni.

In bocca al lupo, carissimo rapper.

Il gusto di Lady Gaga

Il gusto di Lady Gaga

8 maggio 2011 | ,

Al di là delle polemiche morali e religiose, canzoni, concerti e video di Lady Gaga sono un fenomeno culturale “imbarazzante”. La questione non è tanto quella di incensare o censurare quella manifestazione eccentrica, provocatoria, irriverente, teatrale o trasgressiva. Quanto quella di capire il gusto dell’elaborazione apocalittica, estrema, paradossale.

Prescindendo dai contenuti insomma mi chiedo quanto sia sostenibile, umanamente e artisticamente, un’espressione così abnorme. Perché il suo successo è la misura di un gradimento e di un’attrazione incontenibili per l’esibizione sfrenata, la lacerazione deflagrante. Lo spettacolo lascivo, macabro e disgustoso si celebra in un rituale di trucchi, movenze, luci e scene che hanno tutta l’urgenza di scioccare e suggestionare. E il pubblico di affascinati seguaci di quello show di horror impudico, dissacrante, clamoroso si fa d’altra parte motore di sempre nuove impennate della diva Lady Gaga.

Questo è il punto: il mercato plaude a quella maschera che oltraggia i confini della bellezza, dell’eleganza, del rispetto. E non credo che la ragione affondi in qualche messaggio positivo che si voglia intravedere in quella stravaganza che può infrangere le ipocrisie delle apparenze. Prima di questo, ammesso sia una valutazione possibile, c’è l’aspetto sociale generale. Ovvero c’è una platea di riferimento che in quella profanazione sguaiata del buon gusto trova abbondanti motivi di eccitazione, entusiasmo, piacere.

Non credo sia un inno alla libertà. Affranchiamoci da questa smania di sventolare la libertà per giustificare e permettere qualsiasi cosa, anche la più turpe o la meno civile!

C’è solo un’insoddisfazione patologica. Uno stordimento pericoloso. Un’ossessione spaventosa. Violare e beffare la decenza non è una conquista di cui andare fieri, accidenti. Eppure oggi è coraggioso sostenerlo.

Non è un processo a Lady Gaga, ovviamente. Temo al più che scrivere di lei, nel bene o nel male, non faccia che alimentare il mito…

E’ la rappresentazione di una realtà raccapricciante come certi suoi video appunto.