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Renzi e i buoni geni liberi

Renzi e i buoni geni liberi

19 giugno 2014 | , , , , , , , ,

renzi_si_o_noCon tutto il rispetto per i cittadini critici e scettici, ‘l’accanimento contro Renzi’ è fuori dal tempo. Quello massimo, intendo. Bisognava pretendessero prima dai politici a loro simpatici di non far naufragare il Paese. Adesso quello della ‘politica’ del fare, garbi o sia sgradito, ha una marcia in più degli altri. Punto.

Intendiamoci, sarebbe facile pure per me mettermi tra i critici o gli scettici. Ragioni di scontentezza o pessimismo ne abbiamo tutti quantità industriali. Però c’è un limite, alla polemica. Ed è quello della decenza.

Già, proprio della decenza.

Gli individualismi, il paraocchi, il menefreghismo, l’inciviltà hanno prodotto seri danni alla nostra Italia. Dobbiamo avere almeno il pudore di non sbracare in lezioni, insulti, disfattismi. Le rabbie più acide sul programma o sugli atti di governo, da sempre, si scatenano sulle posizioni toccate. Ognuno difende, strenuamente, il proprio orticello. Il resto, che tanto per capirci è niente meno che la COSA PUBBLICA, non importa ad alcuno. Quello che piace è sempre quello che fa comodo, fosse pure aberrante come trentamila euro di pensione al mese elargite da uno stato la cui maggioranza di pensionati è al collasso.

E’ curioso che di Renzi non si noti una cosa, obiettivamente. Che è uno che gode ad emergere. Un vanitoso, un entusiasta. Ecco, non mi pare un aspetto da sottovalutare. Anzi. Uomini così possono avere energie straordinarie. Avere talmente tanta voglia di sentirsi dire bravo da prodigarsi in ogni modo.

Renzi, un italiano che – incredibilmente – sembra più attratto dal successo che dal denaro. Questa è grossa, molto grossa.

Insomma io la ‘sfrutterei’ questa qualità/smania. Attenderei un po’ prima di accopparlo o di riempirlo di invettive. Perché in giro di migliore non ce ne sono in abbondanza. Se mai, finalmente da cittadini adulti, sarebbe ora che partecipassimo standogli alle calcagne, incalzando, controllando.

A tirare poi in ballo la sua dipendenza dall’Europa, dall’alta finanza, dai poteri occulti non è che si faccia chissà quale scoop. E chi sarebbero i buoni geni liberi? Se ne conoscete e avete certezza che potrebbero agire in piena onestà, indipendenza e bla bla sputate nomi e garanzie alla svelta.

La signora Lia direbbe che, purtroppo o per fortuna, ci vuole sempre un colpo alla botte e un colpo al cerchio. Che il tempo della spocchia intellettuale è finito. Che chi è tanto bravo a condannare sovente non lo è altrettanto a operare diligentemente. Che un tizio che attraversa la strada guardando tanto a destra quanto a manca può darsi che più che un ammiccatore professionista sia uno che sa che bisogna farlo. Non tanto per saggia prudenza quanto per accontentare il proprio desiderio di arrivare dall’altra parte…

Insomma torniamo lì. All’ambizione o giù di lì. Che può fare rima con illusione o delusione o devastazione ma resta almeno una carta damatteo_renzi giocare. Sono decenni che nessuno si rimbocca le maniche e osa scendere nell’arena a sfidare qualche toro. Oh, l’ambizione c’era. Però era molto molto molto indirizzata al tornaconto personale.

Cosa penso di Renzi? Tutto il bene e tutto il male possibile. Valuterò i risultati. Non secondo il mio gusto e i miei interessi. Ma secondo quelli di questo Paese che, forse, è il nostro anche se non lo sappiamo, lo dimentichiamo, lo snobbiamo.

Che tutti, TUTTI, una volta per sempre, la responsabilità di essere parte di una comunità dovremmo assumercela.

Il movimento a 5 stelle di Matteo Renzi

26 maggio 2014 | , , , , , , , , , , , ,

In qualche modo Renzi ha trasformato il PD in un movimento a 5 stelle. Che non è il M5S di Grillo e Casaleggio ma comunque unDemocrazia movimento a 5 stelle. Ovvero una forza trascinante e decorata. Cosa che il PD non avrebbe neanche potuto sognare di essere per una variegata serie di ragioni e limiti.

Non importa che simpatizziate per Renzi o ne siate lontani anni luce. Prendete il dato e pensate agli italiani. E’ esattamente un voto adeguato al nostro Paese. Ripeto, che vi garbi o vi ripugni. E ci dovete/dobbiamo riflettere. E’ una scelta che esprime molto, quasi tutto, di noi e della nostra cultura.

Chiarisco che avrei potuto scrivere altrettanto se avesse stravinto ancora il fronte berlusconiano. Perché quello che meno appartiene alla nostra società è il M5S, quello scritto così e con un logo e una lista. Quello che implica studio, impegno, partecipazione, responsabilità alla maggioranza di noi fa una paura quasi insuperabile, bisogna saperlo e dirlo. Adesso è assurdo imputare la defaillance alle urla del Beppe nazionale, alle traversie interne, al distacco troppo a lungo tenuto con ‘il verbo’ cui siamo abituati (leggesi tv e giornali). Il problema di comunicazione c’è. Ma c’è, soprattutto, la fortissima resistenza al salto che richiede concentrazione, allenamento, fatica, dedizione.

Gli italiani amano, più di ogni cosa, la delega. La firmerebbero anche in bianco pur di starsene beati a tranquilli ad occuparsi di cose personali e non della ‘cosa’ pubblica.

democrazia-faticaPer questo si invaghiscono sempre e comunque di chi ha la stoffa del leader. Perfino chi non è uscito dalle categorie ideologiche è più propenso al partito che ha a capo l’uomo ‘giusto’ piuttosto che a quello del cuore ma mal gestito. Renzi potrebbe aver pescato voti da qualsiasi bacino, per intenderci.

Probabilmente pure Grillo avrebbe fatto meno paura a tutti quelli che si sono bevuti la somiglianza a Hitler se fosse un leader. Il guaio del M5S è infatti che, già in partenza, si espone con chi non eserciterà di fatto le funzioni. Un profilo di leader che non ha cittadinanza nelle comuni posizioni mentali.

Atmosfere molto italiane.

Irene Spagnuolo

RENZIamoci

RENZIamoci

13 marzo 2014 | , , , , ,

Dalla pagina di Cronache di Costume si può comodamente osservare la piega socio-culturale della politica senza farla, la politica.

Con Renzi o contro Renzi la realtà è che abbiamo un Presidente del Consiglio alternativo a quelli cui eravamo abituati: per atteggiamento, linguaggio, ritmo. Se saranno tutti fatti o parole lo vedremo presto. E, anche questa, è una novità: il calendario di Renzi è proprio quello che teniamo appeso in casa, non risponde ai confusi tempi senza tempo dei suoi predecessori. Inutile additare e pretendere miracoli, dunque. Se abbiamo taciuto fino ad oggi sicuramente ora dobbiamo concedere a lui un ragionevole periodo di lavoro.

Arriva forte e chiaro. A chi lo trova simpatico e a chi non lo sopporta. Questo è un sano indicatore di personalità. Che è molto più facile matteo_renzipiaciucchiare a tutti, scontentare nessuno, essere abili a barcamenarsi tra fazioni, svicolare dalle decisioni. Quella di Renzi invece è una falcata determinata, audace, briosa. Di quelle che appunto a qualcuno mettono speranza, ad altri fanno gridare di dolore calli, fastidio e invidia.

E’ entusiasta, compiaciuto. Perfino un po’ borioso, dicono da più parti. Io sono andato a sentirlo diverse volte negli ultimi anni e ne ho tratto l’idea di uno che gode a farcela, che ha l’ambizione della gloria. Cosa che in questo Paese e nella situazione attuale trovo, in tutta franchezza, un’onda da cavalcare.  Per intenderci l’impressione è quella di un uomo che desidera emozionare, scatenare consensi, generare eccitazione collettiva. Un’ottima spinta. Garbi o non garbi la faccia o il metodo se gli preme il risultato del ‘benessere’ del Paese per  guadagnarsi il trofeo della bravura, del coraggio, della tenacia faccia pure.

Sarà frenato, si ingarbuglierà nella burocrazia, cadrà in qualche trappola, borbotta più chi rosica che chi ha qualche ‘ricetta’ diversa da proporre. Già, gli ostacoli, gli sgambetti, la burocrazia, le sacche di resistenza a assurdi privilegi. Sempre la solita storia. Si scava tra verità e illazioni su chi tira i fili a Renzi come se tutti gli altri non avessero altrettanti fili tirati da chissà quali altri burattinai. E nello stesso momento si racconta ancora di una politica che non può saltare, fare, ripulirsi, sciogliere i nodi o capire da chi è più opportuno farsi ‘guidare’.

Comunque è irritante oltre ogni umana tollerabilità che accusi di qualche spocchia Renzi un campionario di spocchiosi, disonesti o smidollati. Ecco, di chiacchiere, buchi, ingiustizie e inconcludenze l’Italia non può più campare. Certo che ci vuole una dose non comune di autostima per ritenersi capaci di imprimere una Svolta buona. Magari pure uno spirito da irriducibile sognatore. Ma sono decenni che vediamo autostima sfacciata e irrispettosa farla da padrone tanto da ridurci ai minimi storici in tutti i sensi, vogliamo forse negarne la possibilità solo a Renzi?