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Gli insulti a Morandi e Armani

Gli insulti a Morandi e Armani

22 aprile 2015 | , , , , , , , , ,

La rete non è altro da noi, naturalmente.

A Gianni Morandi valanghe di insulti per aver ricordato, a proposito della recente tragedia nelle acque del Mediterraneo,gianni_morandi che anche noi abbiamo conosciuto l’emigrazione. Se mai l’unico ‘rimprovero’ che si poteva fare a Morandi era il verbo al passato, insomma pure oggi migriamo eccome per disperazione e mancanza di lavoro. Detto amaramente ciò non meritava toni di contestazione, questo secondo me è al di là di ogni ragionevole dubbio. Ma quel che ha superato il livello di guardia dell’orrore di certi commenti che francamente faccio fatica perfino a riportare. Salvini forse impallidirebbe.

Oltre i problemi e i punti di vista, insomma, leggere certe frasi è come immergersi in un’umanità smarrita, devastata, praticamente bestiale se non offendesse le bestie.

D’altra parte c’è pure Donatella Versace, che non ho mai capito se è stilista o sorella di uno stilista morto ed ereditiera di quel patrimonio di nome e talento, che si scaglia contro Giorgio Armani il quale a suo dire vestirebbe zoccole.

Il trash in confronto è merce di una purezza ineguagliabile.

A ragione o a torto (affare squisitamente loro) la Versace di bocca colorita contro Armani molto danno non fa, credo. GA immagino abbia armi a sufficienza per scrollare le spalle e andare avanti serenamente.

Il pugno nello stomaco arriva dai binari paralleli. Corrono entrambe le notizie. Una di allucinante degrado culturale, emotivo, spirituale o come volete chiamarlo e l’altra di bassissima grazia presumibilmente per visibilità, posizioni di mercato, interessi e bla bla vari.

donatella_versaceAccidenti. Se Donatella Versace fosse impegnata ad ospitare qualche poveraccio in difficoltà non avrebbe tempo, voglia ed energie per occuparsi di Giorgio Armani e della relativa clientela. Se a Gianni Morandi invece di scaricare addosso la furia di egoismo, razzismo o ferocia si prestasse una lettura più aperta, sentimentale e virtuosa molti avrebbero le ali ai piedi.

Che dire? Misurare gli insulti sarebbe fatto di stile ed educazione. Ma qui c’è altro. C’è un gusto pericoloso, patetico, straziante per il proprio piccolo orizzonte. Nulla più che assomigli a valori belli e solidi. Nulla più da ammirare. Nulla più da rispettare. E una bagarre di eventi, vicende, cronache, situazioni che si contendono la scena come se fossero sullo stesso piano, avessero la stessa importanza, meritassero la stessa attenzione.

Già, alludo anche a questo, in tema di giornali e pagine personali e condivisioni e argomenti top e like e giù di lì.

Non sono io a mescolare il diavolo e l’acqua santa, a mettere insieme pipì e champagne e via di questo passo. E’ lui, il web, il nostro specchio, la nostra ombra, la proiezione della nostra idiozia.

Chi di cattiveria ferisce di cattiveria dovrebbe perire. Che faccio, ci spero?

Irene Spagnuolo

Grazie, Gianni Morandi

Grazie, Gianni Morandi

23 gennaio 2014 | , , , , , ,

Dopo quanto è accaduto allo stadio di Bologna sulle note di Caruso di Lucio Dalla, hai espresso delusione e amarezza. La PresidenzaGianni-Morandi-Solo-Insieme-Saremo-Felici- onoraria del Bologna calcio, tanto naturale quanto meritata, l’hai vissuta con l’umanità e la sportività che tutti conosciamo. Non puoi riconoscerti in un tifo che oltrepassa il limite della passione, che non si raccoglie neanche davanti alla memoria di un grande, a un brano straordinario e a un’occasione per aprire la bocca, se mai, per cantare.

C’è qualcosa che assomiglia alla miseria dei sensi. Sta nel cattivo gusto, nella carenza di buon senso, nell’indifferenza alla fratellanza, nell’arroganza, nella superficialità. E, ovviamente, nel calderone del luogo comune, dove purtroppo sembra cuocere lo stivale intero. Tutte brutture che non appartengono alla tua tradizione, al tuo sorriso, alla tua natura.

Come sempre hai dimostrato uno spirito e una personalità da applauso. Non tanto per la condanna dei cori e dei comportamenti quanto per i modi e la misura. Troppe volte siamo costretti a sentire bacchettate e duri giudizi da persone che in stile e vita hanno davvero poco da insegnare. Prese di distanze di circostanza, false indignazioni, altisonanti proclami che si svuotano in un lampo.

Da te, caro Gianni Morandi, possiamo e dobbiamo ascoltare. E, ancor più, ammirare.

E’ solo un’occasione, questa. La colgo al volo per manifestare quello che penso da decenni. Al di là delle tue qualità artistiche ho sempre nutrito grande simpatia per quelle umane. So bene che la conoscenza non è reale, mi sei arrivato sempre solo dai dischi, dalla tv e dalla radio ma non temo affatto l’ingenuità di confondere personaggio Morandi con persona Gianni Morandi. Sarà che voglio fidarmi delle sensazioni accumulate! Sarà che, anche questa volta, ho raccolto una sorta di conferma.

Invece di clamorose iniezioni di morale, hai scelto poche parole ferme ma pacate. Il tuo marchio. Su facebook non hai cavalcato l’onda della ghiotta opportunità, ho letto invece la tua tristezza e questo a me emoziona. Il tuo pubblico ancora e per sempre ha bisogno di questo tuo profilo “semplice” perché la “semplicità” è un tesoro in via di estinzione.

Caro Gianni Morandi non posso che ringraziarti, di tutto.