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Brutto gay

Brutto gay

4 agosto 2015 | , , , , , , , ,

superman_wonderwomanjpgSarai bella tu. Al massimo fuori, s’intende. Che dentro hai un inferno, di bruttezza. E forse non è neanche tutta colpa tua. Anzi, certamente.

La giovane che si è accanita e ha scatenato l’ira dei suoi amici contro un ragazzo eterosessuale scambiato per omosessuale solo perché guardava il suo fidanzato ha dalla sua davvero una cultura ridotta a una povertà spaventosa.

Mica certe avversioni nascono perché qualche furbo profittatore di umane debolezze inneggia al machismo, sono radicate in una ben più diffusa barbarie spirituale. E’ una specie di orribile logica di forza, schemi, catene. Già. Magari all’ombra delle libertà del progresso, della canna selvaggia, dei costumi disinibiti o di chissà cos’altro, sono cresciuti a dismisura i limiti intellettuali.

Il cervello ce lo siamo bevuti in qualche cocktail micidiale, il cuore ha smesso di battere in pieno arresto emotivo. E sbrachiamo con una disinvoltura violenta, arrogante, idiota. Non abbiamo neanche più vergogna, della nostra ignoranza, della nostra insensibilità, della nostra grettezza. Anzi. Lo sfascio collettivo sta proprio in una spavalderia sbrodolona e cafona.

Tette e muscoli sono i simboli della nostra inconsistenza culturale. E non perché le forme siano da condannare, ci mancherebbe. Perché ci hanno resi incapaci di vedere davvero, di guardare oltre il naso, di capire, di amare, di crescere. Ci siamo chiusi in un recinto e abbiamo incautamente buttato via la chiave. Altro che orizzonti allargati e modernità, siamo sprofondati nel peggior vicolo cieco della storia. Sempre contro, dall’alto di chissà quale assurda superiorità. Con una sentenza di condanna pronta in tasca da sbattere in faccia al primo che osa respirare. Pieni di etichette da appiccicare a questo o a quello, perché è gay o chissà o cos’altro.

Che poi il ragazzo menato e finito in coma non sia neanche gay è proprio la faccia mostruosa di questa realtà fatta di paure devastanti, pochezze asfissianti, superbie intollerabili. Già, in fondo un gay è uno che ha il coraggio di essere se stesso. Quelli che non ce l’hanno fanno prima a darselo facendo andare le mani o urlano brutto gay che cercando serenamente l’audacia di vivere il più serenamente possibile.

Oltre all’orrore c’è di più. A me una società che fatica a riconoscere uomini e donne come persone mette addosso un’indescrivibile infelicità.

Caro Diego Dalla Palma: la bellezza della ‘povertà’…

Caro Diego Dalla Palma: la bellezza della ‘povertà’…

18 aprile 2015 | , , , , , , , , , , , ,

DiegoDallaPalmaDiego Dalla Palma, ho letto quello che hai scritto sulla tua pagina facebook, la tua non quella di Diego Dalla Palma make up…

Di fronte all’ottusità di chi continua a vivere di sfarzi, di giornate effimere, di superficialità, di retorica e di egoismi si consuma il dramma di gente disperata, di bambini rapiti, massacrati e privati dei sogni. Così hai deciso di vendere i tuoi immobili, di vivere più modestamente con parte del ricavato e destinare l’altra a strutture o iniziative che aiutino orfani, giovani madri, vecchi in condizioni di bisogno, malati e profughi. Lanci l’appello affinché legali, commercialisti e associazioni ti supportino nell’intento.

Più che apprezzare capisco la volontà. In realtà non ho mai davvero compreso cosa se ne facciano i ricchi della ricchezza, i belli della bellezza, i fortunati della fortuna, se non trovano un po’ di equilibrio nell’armonia con il resto del mondo. Certo non è dato a pochi di sollevare le sorti dell’umanità intera ma sappiamo tutti, bene, che ci sono esistenze di sfrenato benessere che tengono le distanze da sacche enormi di sofferenza e indigenza e questo fa rabbrividire di orrore.

Rose_Guy_Green_Mirror-largeIl vero make up dovremmo farlo all’anima. Proprio così. Non so cosa ne penseranno le tue clienti e le estimatrici dei tanti prodotti, metodi, consigli estetici. Francamente me ne infischierei se non fosse che, forse, qualcuno già insinua che un buon proposito celi una qualche forma di promozione.

Potresti essere poco o troppo credibile, questo è il punto.

Esserlo poco tutto sommato potrebbe anche non nuocere ad alcuno e non nuocere te, se vai avanti con determinazione sulla tua strada. Esserlo troppo è più indigesto. Già. Fare atti di bella e, mi piacerebbe dire, naturale umanità sulla base di certe tue riflessioni si concilia con il culto dell’immagine?

Sai, a ridare valore alla vita, ai sentimenti, alla giustizia, allo spirito invece che al corpo, si finisce per dare un deciso colpo di spugna ai rossetti, agli smalti e agli ombretti.

Ma no, non è una battaglia fanatica. E’ un istinto. Semplice e liberatorio. Quanto più ci riconciliamo con il senso del nostro breve viaggio sulla terra tanto più ci disfiamo di ciò che è inutile e ingombrante. Quando impariamo a gioire d’altro non perdiamo un solo secondo a rimirarci allo specchio, caro Diego Dalla Palma. Ci prendiamo cura di noi in tutt’altra maniera, davvero.

E allora chissà. Chissà cosa succederà. A tutti quelli che seguono la tua pagina fb, a quelli cui la notizia rimbalzerà per altre vie, a quelli che ti identificano come ‘il profeta del make up made in Italy’, a quelli che acquistano i tuoi fantastici prodotti per capelli, viso, corpo.

Magari hai già messo in conto tutto. Tipo impennata o crollo di interesse, per esempio. Oppure come me stai a guardare, con curiosità, apprensione o speranza. Il tempo darà risposte, credo.

Intanto non posso che augurarmi un felice esito del tuo progetto. Di vita e di aiuto al prossimo.

Irene Spagnuolo

Tagli capelli donna 2014

19 maggio 2014 | , , , , , , , ,

Tagli capelli donna 2014. Che potevo scrivere 2013 o 2015. Non perché ogni anno e ogni stagione non portino novità, dal lungo al2014-tagli-capelli-donna caschetto, dalla frangia al ciuffo, dal mosso al liscio ma perché in qualche modo le linee moda, e mi piace modo con moda, dovrebbero rivolgersi solo alle teste che si fanno acconciare…

Insomma qui a Cronache di Costume sappiamo che ci sono donne che osano, quasi per principio, qualsiasi nuovo taglio. Sono donne che amano giocare, con i capelli e l’immagine. Donne che vogliono essere trendy. E che ce ne sono molte altre che mai e poi metterebbero in discussione le loro scelte di look chioma. Le irrimediabilmente ‘capelli lunghi’ non si farebbero convincere neanche da un parrucchiere atterrato dalla luna con le più straordinarie proposte. Sono le donne per le quali la femminilità passa anche dai centimetri di capelli, ecco tutto. Quelle che già inorridiscono per il verbo spuntare: meglio le doppie punte della forbice.

Tagli capelli donna 2014 per chi vuole cambiare stile. Forse si potrebbero intitolare così tutti i servizi dedicati. Perché in fondo di stile, all’apparenza, si tratta. Uno zac deciso con un bel cambio di forma può effettivamente rivelare molto di più. Una personalità, appunto. E, incredibile ma vero, pure una sorpresa allo specchio. Tutto sommato qualche volta fidarsi della moda e del coiffeur aiuta a ritrovarsi ‘più belle’. Ma il problema è crederci, prima, per decidersi a varcare la soglia del salone e affidarsi alle esperte mani. Se ti senti meno donna con un corto sbarazzino una simile risoluzione non ci sarà mai, diciamolo.

Irene Spagnuolo

Tagli capelli donna 2014 per chi vuole l’acconciatura più adatta al ‘proprio tipo’, viso e fisico per intenderci. Altro titolo che potrebbe essere illuminante. Già, perché le ‘irrimediabilmente lunghi’ si vedono belle con quella cascata di capelli e non ascoltano ragioni. Le altre, quelle pronte al consiglio dell’occhio pratico, possono aspirare alla capigliatura al bacio.

Tagli capelli donna 2014 realistici. Questo è un po’ più cattivo, se l’onestà è cattiva. Insomma toccherebbe trovare il coraggio di dire che ‘irrimediabilmente lunghi’ alle bassine è una mania vivamente sconsigliata. Parlo io che sono ridicola con la mia ostinazione al biondo chiarissimo. E parlo io proprio perché so quanto possa essere assurda una fissazione…

D’altra parte ci vorrebbe anche un Tagli capelli donna 2014 per tutte le età. Così, per sdrammatizzare e levarci il fardello dell’anagrafe. Che in fondo siamo stufe di ridurci ai classici quattro stampi per signora rigorosamente tendenti al corto. Evviva chi sta bene, anche a 60 o 70 anni, con una bella criniera di boccoli e guizzi crespi o uno scalato liscio vaporoso alla Farrah Fawcett.