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Forza Italia fa causa a Poste Italiane?

Forza Italia fa causa a Poste Italiane?

4 giugno 2014 | , , , , , , , , , ,

poste_ritardi_forza_italia…Forse. Mia mamma ha ricevuto oggi, 4 giugno, la richiesta di voto per Forza Italia: ‘il voto del 25 maggio è fondamentale, mi permetto di chiederTi di votare per me’.

Chissà, magari se l’avesse ricevuta in tempo utile mamma avrebbe potuto accogliere la così amichevole richiesta. Non lo so, come non so che preferenza ha espresso, però penso a quanti è capitato. E a quanto risparmio di carta, inchiostro e parole si poteva fare.

Pare quasi strano che la macchina berlusconiana possa arrivare in ritardo. Eppure se le poste ci mettono lo zampino può accadere, accidenti.

D’altra parte il mese scorso mi sono pericolosamente avvicinata al lume di candela non romantico. La bolletta dell’Enel mi è stata recapitata un mese esatto dopo la scadenza e, a tenerle compagnia, sollecito e diffida ad adempiere. Con tanto di beffa, insomma, perché il tempismo delle altre due buste è stato proprio irritante. Quasi come la spesa del fax per mandare prontamente la ricevuta di pagamento. Già, a pagare bisogna essere solerti, sempre. Mai che ti chiedano di spedire la ricevuta a mezzo posta così potresti avere l’abbuono di qualche giorno di respiro….!

Ma è andato in tilt il calendario? O c’è un calo generale dell’efficienza?

Che alla fine me lo chiedo. Se lo scivolone è di chi invia o di chi deve consegnare. Preferisco pensare sia delle poste, mi perdonino i lavoratori postali. Perché se uno che vuole amministrare la cosa pubblica non riesce neanche a fare una campagna elettorale c’è da preoccuparsi (e avvilirsi) troppo.

Urne…da brivido

23 maggio 2014 | , , , , , , , , , ,

urnaL’urna è un contenitore provvisto di feritoia nella quale introdurre le schede elettorali. Il voto espresso finisce nell’urna, insomma. Che, a ben vedere, evoca un macabro epilogo. Ma questa è la lingua che, talvolta, batte dove il dente duole. Insomma la parola si presta a oggetti con usi diversi, diciamo. Può contenere le nostre preferenze o le nostre ceneri. E vi è da sperare che il risultato non coincida.

Già, pure quella funeraria è un’urna. Un po’ da brivido come coincidenza, specie a pensarci alla vigilia di una convocazione.

Che dire? Incrocio le dita e mi appresto al cammino domenicale verso il seggio. Che sia diritto o dovere, a me pare cosa da farsi, per quanto più che mai con l’animo in pena. Non so bene se consegnerò le mie spoglie o se attenderò con trepidazione lo spoglio. E, in verità, c’è pure il rischio che non corra molta differenza.

Vorrei farmi assistere da un po’ di ottimismo ma di questi tempi temo sia affaccendato a far da stampella a tutti e confuso pure lui. Perché in fondo qual è il ‘meglio’ da aspettarsi? Anche l’ottimismo fatica a collocarsi, a schierarsi, a scegliere.

La formula magica di tutti sta nel dire che quella degli altri è una stregoneria o un fallimento…Insomma nessuno ci offre il dolce ma tutti ci spiegano che gli altri offrono solo roba amara. Di questo passo possiamo solo sperare di non celebrare davvero un funerale.

Non sono le politiche nazionali. Sono le europee (e per alcuni le regionali e le comunali). Ma lo spettro dell’urna è uguale.

Irene Spagnuolo