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Il sesso della politica

Il neo sindaco Piero Fassino riceve le prime critiche del mandato per aver tradito la promessa di un trionfo femminile nella giunta comunale torinese. E’ uno scivolone. Ma francamente ritengo che l’errore, improvvido e grossolano, stia tutto nell’infedeltà a promesse e proclami più che nella sostanza delle scelte.

La questione è generale, Fassino fa le spese di un equivoco culturale collettivo.

A me battaglie e conquiste su quote rosa e dintorni sono sempre arrivate come mortificazioni, contentini, ipocrisie. In una società civile avanzata, quale dovrebbe o potrebbe essere la nostra, non hanno dignità le “concessioni” alle donne.

Le discriminazioni, lo so, non sono discussioni di lana caprina. Ma non vi è nulla che le perpetua più delle forzature di finta e buona apertura. Le parole non servono. L’attenzione pelosa a rispettare formalmente l’accesso delle donne a ruoli e carriere sembra proprio la classica maschera per nascondere il volto della realtà.

Nel ventaglio di papabili la preferenza deve andare al talento, alle competenze, al merito. Non può essere espressa alle donne per cerimonioso ossequio a una regola di quiete sociale e di modernità di pensiero. D’altra parte conosciamo già bene il rischio di tanto apparente rispetto delle donne…Non è collocando in posti di rilievo qualche bella o ricca marionetta o affidando incarichi e tributando pubblici onori ad appariscenti signore che si riconosce davvero il valore delle donne!

Le donne, quelle vere, hanno un grande patrimonio utile per la politica, l’economia, la scienza, l’arte. E credo debba semplicemente essere naturale la loro affermazione. Devono impadronirsi serenamente della scena e non essere catapultate sul palcoscenico da uomini indulgenti, padri padrone, protettori et similia.

Tutto ha un tempo, signori. Anche l’urlo femminista. E tutte le sue conseguenze, incluse quelle meno nobili e più devastanti. Adesso la svolta culturale non è la parità teorica, sancita, consacrata e sbandierata. Dovremmo tendere alla gloria delle meravigliose diversità per un incastro costruttivo, armonioso, lungimirante, umanamente ricco.

Ripensare agli uomini e alle donne in termini di essenza, inclinazione ed effettività è la sfida più importante da affrontare per il presente e per il futuro. Senza stereotipi, senza licenze di stupidità, senza fronzoli di scherno.

E se mai le donne fossero tentate da qualche felice esibizione di “superiorità” potrebbero ignorare gli ammiccamenti, dimostrare che non si lasciano comprare da un posto al sole, fare scalate oneste, mettere in risalto la testa più del corpo ad esempio.

Mi rattrista insomma la polemica su ciò che alle donne deve essere calato dall’alto. E mi  rattristerebbe assai dovermi convincere che gli uomini sono così sciocchi o feroci o deboli da voler trascurare e intralciare l’apporto utile delle donne.

 

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