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Il Sottodiciotto Film Festival 2021 avrà una sezione dedicata al cinema virtuale

Il 22° Sottodiciotto Film Festival & Campus (10-14 dicembre 2021, Torino), dedicato all’esplorazione dei rapporti tra il cinema e l’intelligenza artificiale, presenta, in sintonia con il tema, una nuova sezione dedicata alla Realtà virtuale. Presence. Esperienze immersive proporrà film e creazioni artistiche interdisciplinari tra VR e performance live premiati nei più importanti festival internazionali. Le opere presentate utilizzano la grafica, l’animazione, il gaming, il live streaming, il cinema 360° per rendere, attraverso una macchina, lo spettatore-utente partecipe di storie e contenuti appartenenti al nostro mondo, alla Realtà reale, permettendogli di condividere esperienze e provare sensazioni che appartengono ad altri.

La sezione Presence. Esperienze immersive, curata da Vanessa Vozzo, docente di Media Art in diverse università italiane, si compone di due sottosezioni. La prima è costituita dalla rassegna di film The Empathy VR Machine, realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema e ospitata nelle due chapelle CineVR della Mole Antonelliana.
Nella seconda, per la quale sono già aperte le prenotazioni sul sito www.sottodiciottofilmfestival.it, rientrano le esperienze in VR di cinema e live streaming 360° accompagnate da performance dal vivo della Library of Ourselves e del Body Swap, basate sul sistema della Machine To Be Another.
Sviluppate dal collettivo spagnolo BeAnotherLab, le due installazioni sono presentate al pubblico del Festival allo StudiUmLab di Palazzo Nuovo venerdì 10 dicembre, dalle ore 14 alle 18.30, nell’ambito di un progetto speciale realizzato da Officine Sintetiche e sostenuto dall’Università degli studi di Torino grazie alla Fondazione CRT, in collaborazione con il Politecnico di Torino.

BeAnotherLab è un collettivo interdisciplinare di scienziati e artisti con sede a Barcellona che si dedica ad esplorare la relazione tra identità ed empatia attraverso la tecnologia immersiva e la performance live, allo scopo di generare e sperimentare nuovi modi di narrazione e di percezione di sé e dell’altro.

Elaborata dal collettivo nel 2014, la Machine To Be Another, su cui si basano entrambe le installazioni sperimentabili dal pubblico torinese, è un sistema che, attraverso la combinazione di performance e protocolli di esperimenti neuroscientifici, offre all’utente l’esperienza immersiva di vedere e sentire se stesso nel corpo di un’altra persona.

Presentata al Festival in prima nazionale, la Library of Ourselves è un archivio in progress di film VR a 360° accompagnati da una performance live che permettono allo spettatore-utente di calarsi nei panni del narratore e di sperimentare dal suo punto di vista quanto viene raccontato. Ogni film VR costituisce una profonda esperienza immersiva multimodale, in cui il cinema 360° si combina con le azioni dal vivo di un performer, in modo da coinvolgere tutto il corpo dello spettatore (non solo la vista) e permettergli di entrare in uno stato ancor più profondo di immedesimazione e di empatia con l’altro. Le embodied narrative contenute nella Library provengono da diverse parti del mondo. Ciascuna della durata di circa dieci minuti, le esperienze immersive proposte si orientano verso un’ampia gamma di temi sociali, tra cui l’immigrazione e la xenofobia, il razzismo, la discriminazione di genere, la violenza della polizia nei Paesi più repressivi. Al Festival, tra gli altri film VR, verranno proposti lo spagnolo SOS Racismo, che comprende quattro storie basate sulle esperienze reali di giovani musulmani costretti ogni giorno, a Barcellona, a confrontarsi con pregiudizi razziali, Jonah, prodotto in Olanda, con cui un transgender condivide il viaggio alla ricerca della sua identità, e Victimario, realizzato nel corso di un workshop con le vittime della repressione paramilitare in Colombia. Accanto alle produzioni estere, verranno proposte anche le esperienze immersive realizzate dal gruppo di studenti del Politecnico e dell’Università di Torino selezionato per partecipare a un project work curato dal BeAnotherLab durante la prima settimana di dicembre.

Il pubblico del Festival avrà anche l’eccezionale possibilità di provare il Body Swap, che consente a due utenti di scambiare l’uno con l’altro le proprie embodied perspectives attraverso un sistema di telecamere e realtà virtuale in live streaming 360°. Quest’esperienza trova la sua applicazione più coinvolgente nel Gender Swap, cioè quando un uomo e una donna sono protagonisti della performance. L’installazione, grazie alla quale si possono esplorare le potenzialità, le dinamiche e le sensazioni di uno scambio di corpo, è stata realizzata con l’intento di promuovere il rispetto reciproco e la comprensione dell’altro, il superamento delle discriminazioni e dei pregiudizi basati sul sesso.

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