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Irene Dionisio vince il Premio Europeo Giuseppe Bertolucci: è la miglior regista europea under 35

Va a Irene Dionisio, regista torinese classe 1986, il Premio Europeo Giuseppe Bertolucci, assegnato alla miglior giovane regista europea under 35.

L’importante riconoscimento, annunciato oggi, sarà consegnato alla già direttrice artistica dello storico festival LGBTQI – Lovers domenica 25 ottobre nella Sala Squarzina del Teatro Argentina di Roma nella serata dedicata al Premio Virginia Reiter, che va alla più apprezzata attrice italiana under 35 dell’ultima stagione teatrale (le tre finaliste sono Caroline Baglioni, Carolina Ellero e Anna Mallamaci). Nello stesso appuntamento, saranno consegnati anche il IX Premio Giuseppe Bertolucci alla migliore attrice europea (a Marianna Fontana) e il Premio venticinquennale Virginia Reiter alla Carriera, vinto da Isa Danieli.

Il Premio alla miglior regista europea under 35 è stato istituito per rendere omaggio al regista e sceneggiatore Giuseppe Bertolucci, da una cui idea nacque, correva il 2007, il Festival Virginia Reiter: è stato assegnato dalla giuria composta da Rodolfo di Giammarco, Gianfranco Capitta, Maria Grazia Gregori e Fabrizio Grosoli.

«Sono molto felice di questo premio che giunge in un momento così complesso, a causa dell’emergenza pandemica, per il lavoro culturale ed artistico in toto. Sono orgogliosa di riceverlo sia come lavoratrice della cultura che come donna operante nell’industria cinematografica – dice Irene Dionisio – Ripaga gli sforzi e la quotidiana dedizione e incoraggia altre giovani registe – che i dati statistici mostrano in maniera impietosa svantaggiate – nel continuare nonostante le difficoltà sistemiche e di genere che siamo obbligate ad affrontare». Aggiunge: «Spero vivamente che sia sempre una priorità per la politica culturale scardinare alla base la cristallizzazione di queste discriminazioni».

La produzione di Irene Dionisio include video-installazioni e documentari, fra i quali “Sponde” (2015) e “La fabbrica è piena” (2011) che hanno partecipato a numerosi festival internazionali (Torino Film Festival, Visions du Réel, Taiwan Film Festival tra i tanti) e ricevuto numerosi premi (Premio Cariddi – Taormina Film Festival, Premio Filmmaker, il Premio Solinas come Miglior Sceneggiatura Documentario, il Premio Scam -Fr- e il Premio della Giuria al Cine Verité in Iran).

Le sue videoinstallazioni da artista sono state, invece, esposte al Pac di Milano, Palazzo Grassi – Venezia, Digital Cosmo del Castello di Rivoli, al Museo Berardo di Lisbona, al MamBo di Bologna, al Centre d’Art Contemporain di Ginevra e in altre gallerie internazionali.

La sua opera prima è stata “Le ultime cose”, presentata alla Settimana della Critica di Venezia e distribuita dall’Istituto Luce Cinecittà nell’autunno 2016. Il film ha partecipato a numerosi festival internazionali tra i quali Gotemborg Film Festival, Moscow International Film Festival, Open Roads a New York, Soluthurn Film Festival, Houston FilmFestival, Durban Film Festival, Bucarest Film Festival ed è stato nominato ai David di Donatello, al Globo d’Oro e ha vinto un Nastro D’argento Speciale alla sceneggiatura nel 2017.

Il suo ultimo progetto filmico, “La voce di Arturo”, sostenuto da Film Commission Piemonte, scritto con Valia Santella, è stato selezionato alla Berlinale Talents Script 2019, al Nipkow Programm Berlino 2020 e ha vinto un grant ad ArtOmy-NY. Spiega Dionisio, attualmente in Germania: «Questo percorso mi ha portato per tre mesi qui a Berlino per lavorare al mio nuovo lungometraggio in un contesto internazionale che soddisfa in toto le mie attuali esigenze creative – per confronto e scambio – e lavorative – per qualità del programma. Non posso chiedere di meglio al momento e ne sono profondamente grata. Il prossimo steps sarà Art-Omy a New York”.

Irene Dionisio ha inoltre curato come docente corsi per il Teatro Stabile-To, la Scuola Civica – Mi, Scienze della Comunicazione – Unito, NYU Academy, Head – Ginevra, il Dicastero di Lugano, IAAD. Quest’anno ha inoltre co-curato con Carolyn Kristov-Bakargiev e Fulvio Paganin l’arena estiva del Castello di Rivoli sui temi della pandemia.

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