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Con Aiace il cinema diventa diffuso: 14 film italiani in 24 sale in Piemonte

La rassegna itinerante “Il cinema diffuso”, organizzata da Aiace Torino nell’ambito delle iniziative di promozione e decentramento culturale sostenute dalla Regione Piemonte, giunge quest’anno alla 27a edizione, che, in apertura a gennaio, si protrarrà fino a maggio 2020.
Nata con l’obiettivo primario di favorire la circuitazione di pellicole di qualità sul territorio regionale, sia raggiungendo piccole realtà in cui di norma essa è penalizzata, sia sostenendo le sale che fanno della programmazione d’essai una loro specificità, la manifestazione si è rivelata, nel tempo, tra le più longeve e radicate iniziative piemontesi di diffusione della cultura cinematografica. Pur mantenendo inalterata la collaudata struttura dimostratasi vincente, l’edizione 2020 del Cinema diffuso – che si avvale della collaborazione dei Comuni di Pinerolo, Pino Torinese e Saluzzo – presenta alcuni aspetti innovativi.

Secondo la formula consolidata, le 24 sale cinematografiche aderenti quest’anno all’iniziativa, dislocate in altrettanti Comuni piemontesi, hanno personalizzato ciascuna la propria programmazione scegliendo un percorso (in media composto da 4 film) tra un ventaglio di 14 titoli, tutti di recente produzione nazionale. La nuova edizione della rassegna, infatti, ha la peculiarità di essere interamente dedicata al cinema italiano, nella convinzione che molti film realizzati nel nostro Paese e meritevoli di attenzione vengano troppo spesso penalizzati da una distribuzione frettolosa, ottenendo in molti casi più successo e visibilità all’estero che non in patria. “Il cinema diffuso” 2020 si propone, quindi, di offrire a una selezione di titoli italiani l’opportunità di un’ulteriore circuitazione e di un incontro approfondito con un pubblico non sempre facilmente raggiungibile. Le proiezioni infatti saranno in molteplici casi accompagnate da interventi di ospiti – registi, critici, esperti – che dialogheranno con gli spettatori in sala, in modo da rivalorizzare la visione del cinema sul grande schermo come esperienza culturale condivisa e come occasione di scambio e di confronto.

Questo il programma completo:

Asti Sala Pastrone, ore 21.15
14/01/20 Figlia mia; presenta il film il critico Alessandro Amato
21/01/20 Menocchio
28/01/20 Dafne
04/02/20 Selfie
11/02/20 L’ospite

Borgomanero Cinema Nuovo Multisala, ore 21.15
28/01/20 La paranza dei bambini; presenta il film il critico Matteo Pollone
18/02/20 Troppa grazia
10/03/20 Bangla
31/03/20 L’ospite

Borgosesia Cinema Lux, ore 21.00
16/04/20 Dafne; presenta il film il critico Carlo Griseri
23/04/20 Figlia mia
07/05/20 L’ospite
14/05/20 La paranza dei bambini

Bra Cinema Vittoria, ore 21.00
11/02/20 The Harvest; presenta il film il critico Matteo Pollone
18/02/20 Dafne
25/02/20 Selfie
03/03/20 Il corpo della sposa

Busca Cinema Lux, ore 21.00
06/02/20 Il corpo della sposa; presenta il film la regista Michela Occhipinti
07/02/20 Il corpo della sposa
16/04/20 L’ospite
17/04/20 L’ospite

Cameri Cinema Ballardini, ore 21.15
08/01/20 Figlia mia; presenta il film il critico Carlo Griseri
14/01/20 Bangla
21/01/20 Troppa grazia
04/02/20 Il corpo della sposa

Carmagnola Cinema Elios, ore 21.00
22/01/20 L’ospite; presenta il film il critico Alessandro Amato
19/02/20 A spasso con i fantasmi
04/03/20 Il corpo della sposa
22/04/20 Selfie

Cascine Vica Cinema Don Bosco, ore 21.00
21/04/20 Bangla; presenta il film il critico Matteo Pollone
16/04/20 La paranza dei bambini
23/04/20 Drive me Home
30/04/20 Selfie

Centallo Cinema Nuovo Lux, ore 21.00
17/01/20 L’ospite; presenta il film il critico Matteo Pollone
07/02/20 Troppa grazia
20/03/20 La paranza dei bambini
24/04/20 Bangla

Dogliani Cinema Multilanghe, ore 21.30
10/02/20 Dafne; presenta il film Enrico Verra (coordinatore di AIACE Torino)
24/02/20 Troppa grazia
09/03/20 Butterfly
16/03/20 Il corpo della sposa

Dronero Cinema Teatro Iris, ore 21.00
17/01/20 Figlia mia; presenta il film il critico Carlo Griseri
07/02/20 Bangla
13/03/20 Dafne
17/04/20 Troppa grazia
Mondovì Cinema Baretti, ore 21.00
27/01/20 Il corpo della sposa; presenta il film il critico Matteo Pollone
03/02/20 L’ospite
10/02/20 Troppa grazia
24/02/20 Dafne

Nizza Monf.to Cinema Lux, ore 21.00
31/03/20 Figlia mia; presenta il film il critico Carlo Griseri
07/04/20 Troppa grazia
21/04/20 Selfie
28/04/20 The Harvest

Novara Cinema Araldo, ore 21.00
13/01/20 L’ospite; presenta il film il critico Alessandro Amato
17/02/20 Menocchio
09/03/20 Dafne
18/03/20 Il corpo della sposa; presenta il film la regista Michela Occhipinti
06/04/20 Troppa grazia

Pinerolo Cinema Italia, ore 21.00
08/04/20 Selfie; presenta il film il critico Carlo Griseri
15/04/20 The Harvest
22/04/20 Dove bisogna stare
29/04/20 A spasso con i fantasmi

Pino Torinese Cinema Teatro Le Glicini, ore 20.45
21/01/20 Butterfly; presentano il film i registi Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman
11/02/20 L’ospite; presenta il film il critico Carlo Griseri
18/02/20 A spasso con i fantasmi; presenta il film il regista Enrico Verra
25/02/20 Bangla; presenta il film Enrico Verra (coordinatore di AIACE Torino)
03/03/20 Dafne; presenta il film il critico Carlo Griseri

Saluzzo Cinema Magda Olivero, ore 21.00
10/02/20 Butterfly; presentano il film i registi Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman
02/03/20 Troppa grazia; presenta il film Enrico Verra (coordinatore di AIACE Torino)
06/04/20 La paranza dei bambini; presenta il film Enrico Verra (coordinatore di AIACE Torino)
11/05/20 Figlia mia; presenta il film Enrico Verra (coordinatore di AIACE Torino)

San Damiano Cinema Cristallo, ore 21.15
24/01/20 L’ospite; presenta il film il critico Matteo Pollone
31/01/20 Troppa grazia
07/02/20 The Harvest
14/02/20 La paranza dei bambini

Savigliano Cinema Aurora, ore 21.00
12/02/20 Bangla; presenta il film il critico Matteo Pollone
13/02/20 Bangla
01/04/20 Drive me Home
02/04/20 Drive me Home

Trivero Cinema Giletti, ore 21.00
16/04/20 Drive me Home; presenta il film il critico Matteo Pollone
23/04/20 Dafne
30/04/20 Troppa grazia
06/05/20 La paranza dei bambini

Varallo Cinema Sottoriva, ore 21.00
31/01/20 Figlia mia; presenta il film il critico Matteo Pollone
07/02/20 Troppa grazia
14/02/20 Bangla
21/02/20 Drive me Home

Villastellone Cinema Jolly, ore 21.00
12/03/20 Bangla; presenta il film il critico Matteo Pollone
19/03/20 Butterfly
26/03/20 Drive me Home
02/04/20 La paranza dei bambini

I FILM PROPOSTI

A spasso con i fantasmi di Enrico Verra, con Giuseppe Culicchia (Italia 2018, 45’).
Tutto in una notte. Originale viaggio notturno nella Torino ottocentesca, A spasso con i fantasmi trae ispirazione da I miei tempi di Vittorio Bersezio, libro di memorie personali che ha come vera protagonista la città sabauda avviata a diventare prima capitale del Regno d’Italia. Dal calar del buio alle prime luci dell’alba, il percorso del film si snoda tra vie, piazze, palazzi, locali storici sotto la guida di un interprete-narratore d’eccezione, uno scrittore, Giuseppe Culicchia, che, a propria volta, ha eletto il capoluogo subalpino dei nostri tempi a protagonista di diverse sue opere, testimonianze di una profonda conoscenza e di un grande amore per la città.

Bangla di Phaim Bhuiyan, con Phaim Bhuyian, Carlotta Antonelli (Italia 2019, 84’).
Phaim è un giovane musulmano di origini bengalesi nato in Italia 22 anni fa. Vive con la sua famiglia a Torpignattara, quartiere multietnico di Roma, lavora come stewart in un museo e suona in un gruppo. È proprio in occasione di un concerto che incontra Asia, suo esatto opposto: istinto puro, nessuna regola. Tra i due l’attrazione scatta immediata e Phaim dovrà capire come conciliare il suo amore per la ragazza con la più inviolabile delle regole dell’Islam: niente sesso prima del matrimonio.
Premio come miglior commedia ai Nastri d’Argento 2019.

Butterfly di Alessandro Cassigoli, Casey Kauffman con Irma Testa, Lucio Zurlo, Emanuele Renzini, Ugo Testa, Simona Ascione (Italia 2018, 80’).
A solo 18 anni, Irma Testa è già una campionessa di boxe. Tuttavia più la ragazza riesce nel suo percorso sportivo, più si rivela fragile nel suo percorso interiore. Il maestro Lucio ha 78 anni, è stato il primo allenatore e l’unica vera figura paterna per Irma e conosce meglio di altri la natura distruttiva delle aspettative nei confronti della giovane campionessa. Prima pugile donna italiana della storia a qualificarsi alle Olimpiadi, Irma si ritrova con i media incessantemente addosso. In poco tempo la ragazza diventa una notizia, un volto in tv, addirittura la protagonista di un libro sulla sua vita. L’immagine confezionata dai media è semplicemente troppo bella per essere vera: una ragazza dei quartieri poveri di Napoli che vince le Olimpiadi e scrive la storia. Irma, invece, torna in Italia senza una medaglia. La delusione è troppo grande, le sue certezze sono crollate…

Dafne di Federico Bondi, con Carolina Raspanti, Antonio Piovanelli (Italia 2019, 94’).
Il film è la storia di una ragazza di trentacinque anni affetta dalla sindrome di Down con una vita semplice e felice: svolge un lavoro che le piace ed è circondata da amici e colleghi che le vogliono bene. Dafne vive con i genitori, il padre Luigi e la madre Maria, ma quando quest’ultima muore improvvisamente l’equilibrio familiare va in mille pezzi. La ragazza non solo dovrà affrontare la perdita del genitore, ma dovrà anche stare accanto a suo padre, caduto in depressione per il lutto. Un giorno, mentre sono impegnati in un cammino di montagna alla volta del paese in cui è nata Maria, Luigi e sua figlia inizieranno a conoscersi più a fondo, scoprendo molto l’uno dell’altra e provando a guardare avanti, questa volta insieme.
Vincitore del Premio FIPRESCI 2019 nella sezione Panorama al Festival Internazionale del cinema di Berlino.

Dove bisogna stare di Daniele Gaglianone e Stefano Collizzolli, con Jessica Cosenza, Lorena Fornasier, Georgia Borderi, Elena Pozzallo (Italia 2019, 98’)
Georgia, ventiseienne, faceva la segretaria. Un giorno stava andando a comprarsi le scarpe; ha trovato di fronte alla stazione della sua città, Como, un accampamento improvvisato con un centinaio di migranti: era la frontiera svizzera che si era chiusa. Ha pensato di fermarsi a dare una mano. Poi ha pensato di spendere una settimana delle sue ferie per dare una mano un po’ più sostanziosa. È ancora lì. Lorena, una psicoterapeuta in pensione a Pordenone, Elena, che lavora a Bussoleno e vive ad Oulx, fra i monti dell’alta Valsusa, e Jessica, studentessa a Cosenza, sono persone molto diverse; sono di età differenti, e vengono da mondi differenti. A tutte però è successo quello che è successo a Georgia: si sono trovate di fronte, concretamente, una situazione di marginalità, di esclusione, di caos, e non si sono voltate dall’altra parte. Sono rimaste lì, dove sentivano che bisognava stare.

Drive Me Home di Simone Catania, con Vinicio Marchioni, Marco D’Amore (Italia/Germania 2018, 100’).
Antonio e Agostino, amici per la pelle, sono cresciuti insieme in un piccolo paesino siciliano incastrato tra le montagne, sognando una vita diversa, altrove. Oggi trentenni, entrambi vivono all’estero, ma non si vedono né si sentono da anni. Quando Antonio scopre che la sua casa natia, abbandonata da molto tempo, sta per essere venduta all’asta, decide di partire per incontrare Agostino, il suo amico d’infanzia, con l’intento di coinvolgerlo per non farsi portare via quella casa alla quale sono entrambi legati. Le loro vite, però, sono cambiate profondamente. Vecchi conflitti e nuove rivelazioni li accompagnano attraverso l’Europa in un viaggio sulle ruote di un tir, alla riscoperta dei ricordi, dei segreti, dei propri sogni.

Figlia mia di Laura Bispuri, con Valeria Golino, Alba Rohrwacher, Sara Casu, Michele Carboni (Italia/Svizzera/Germania 2018, 100’).
Vittoria è una bambina divisa tra due madri: Tina, madre amorevole che vive in rapporto simbiotico con la piccola, e Angelica, una donna fragile e istintiva, dalla vita scombinata. Rotto il patto segreto che le lega sin dalla sua nascita, le due donne si contendono l’amore della figlia. Vittoria, dieci anni appena compiuti, vivrà un’estate di domande, di paure, di scoperte, ma anche di avventure e di traguardi, un’estate dopo la quale nulla sarà più come prima.

Il corpo della sposa di Michela Occhipinti, con Verida Beitta Ahmed Deiche, Amal Saad Bouh Oumar (Italia 2019, 94’).
Ambientato in un’inedita Mauritania, il film racconta la storia di Verida, una ragazza moderna che lavora in un salone di bellezza, frequenta i social network, si diverte con le amiche. Quando la famiglia sceglie per lei un futuro sposo, Verida, come molte sue coetanee, si vede costretta a prendere peso affrontando il “gavage”, per raggiungere l’ideale di bellezza e lo status sociale che la tradizione del suo Paese le impone. Mentre il matrimonio si avvicina a grandi passi, pasto dopo pasto, Verida mette in discussione tutto ciò che ha sempre dato per scontato: i suoi cari, il suo modo di vivere e non ultimo il suo stesso corpo.
Premio a Michela Occhipinti come miglior regista esordiente ai Nastri d’Argento 2019.

L’ospite di Duccio Chiarini, con Daniele Parisi, Silvia D’Amico, Anna Bellato, Thony, Sergio Pierattini (Italia/Francia 2018, 94’).
Il trentottenne Guido e la trentatreenne Chiara, trovandosi inaspettatamente a scegliere se avere un figlio, prendono decisioni opposte che li porteranno a separarsi. Guido, di fronte ai primi tentennamenti della fidanzata, nella speranza di farle cambiare idea, decide di lasciare la casa dove convivono da anni e di chiedere ospitalità sui divani delle persone a lui più care. Inizia così uno strano viaggio che lo porta presto a trovarsi testimone delle vicende altrui da un punto di vista nuovo, quello dell’ospite.
Premio Boccalino d’Oro come Miglior Film al Festival di Locarno 2018.

La paranza dei bambini di Claudio Giovannesi, con Francesco Di Napoli, Artem Tkachuk, Alfredo Turitto (Italia/Francia 2019, 111’).
Dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano, la storia di sei ragazzi quindicenni nella Napoli di oggi. Nicola, Tyson, Biscottino, Lollipop, O’Russ e Briato vogliono fare soldi, comprare vestiti firmati e motorini nuovi. Giocano con le armi e corrono in scooter alla conquista del potere nel Rione Sanità. Con l’illusione di portare giustizia nel quartiere inseguono il bene attraverso il male. Sono come fratelli, non temono il carcere né la morte, e sanno che l’unica possibilità è giocarsi tutto, subito. Nell’incoscienza della loro età vivono in guerra e la vita criminale li porterà ad una scelta irreversibile: il sacrificio dell’amore e dell’amicizia.
Orso d’argento 2019 per la migliore sceneggiatura al Festival Internazionale del cinema di Berlino.

Menocchio di Alberto Fasulo, con Marcello Martini, Maurizio Fanin, Carlo Baldracchi, Nilla Patrizio, Emanuele Bertossi (Italia-Romania 2018, 103’).
Italia, fine 1500. La Chiesa Cattolica Romana, sentendosi minacciata nella sua egemonia dalla Riforma Protestante, sferra la prima sistematica guerra ideologica di uno Stato per il controllo totale delle coscienze. Il nuovo confessionale, disegnato proprio in questi anni, si trasforma da luogo di consolazione delle anime a tribunale della mente. Ascoltare, spiare e denunciare il prossimo diventano pratiche obbligatorie, pena la scomunica, il carcere o il rogo. Menocchio vecchio, cocciuto mugnaio autodidatta di un piccolo villaggio sperduto fra i monti del Friuli, decide di ribellarsi. Ricercato per eresia, non dà ascolto alle suppliche di amici e famigliari e invece di fuggire o patteggiare, affronta il processo.
Grand Prix 2018 all’Annecy Cinéma Italien.

Selfie di Agostino Ferrente, con Alessandro Antonelli, Pietro Orlando (Francia/Italia 2019, 78’).
Napoli, Rione Traiano. Nell’estate del 2014 un ragazzo di sedici anni, Davide, muore, colpito durante un inseguimento dal carabiniere che lo ha scambiato per un latitante. Davide non aveva mai avuto alcun problema con la giustizia. Come tanti adolescenti, cresciuti in quartieri difficili, aveva lasciato la scuola e sognava di diventare calciatore. Anche Alessandro e Pietro hanno 16 anni e vivono nel Rione Traiano. Sono amici fraterni, diversissimi e complementari, abitano a pochi metri di distanza, uno di fronte all’altro, separati da Viale Traiano, dove fu ucciso Davide.
Alessandro e Pietro accettano la proposta del regista di auto-riprendersi con il suo iPhone per raccontare in presa diretta il proprio quotidiano, l’amicizia che li lega, il quartiere che si svuota nel pieno dell’estate, la tragedia di Davide.
Vincitore dell’European Film Awards 2019 per il Miglior documentario.

The Harvest di Paco Mariani, con Gurwinder Singh, Hardeep Kaur, Simone Andreotti, Marco Omizzolo (Italia 2017, 73’).
A Bella Farnia, frazione di Sabaudia (Latina), risiede una cospicua comunità di sikh, prevalentemente occupati come braccianti nella filiera agricola locale. Il loro lavoro è sfruttato e sottopagato e la non conoscenza della lingua è uno svantaggio nella consapevolezza dei loro diritti, sistematicamente calpestati, ad opera di caporali locali e con la connivenza dei loro connazionali, in spregio delle tutele sindacali. Nel complesso di case che li accoglie vivono anche Gurwinder, bracciante agricolo e Hardeep, mediatrice culturale che lavora ogni giorno per accorciare le distanze tra indiani e italiani. A punteggiare la narrazione, gli interventi di Marco Omizzolo e Simone Andreotti, responsabile scientifico e vice presidente della cooperativa locale InMigrazione.

Troppa grazia di Gianni Zanasi con Alba Rohrwacher, Hadas Yaron, Elio Germano, Giuseppe Battiston (Italia/Spagna/Grecia 2018, 110’).
Lucia è una geometra di 36 anni che vive da sola con sua figlia. Mentre si arrangia tra difficoltà economiche e relazioni personali sempre poco chiare, il Comune la incarica di un controllo su un terreno dove deve sorgere una grande opera architettonica. Durante i controlli Lucia si accorge che le mappe del Comune sono sbagliate e manipolate per coprire probabili rischi geologici. Spaventata dall’idea di poter perdere il suo incarico, decide di non dire nulla e non creare problemi. Il giorno dopo, ripreso il lavoro sul terreno, viene interrotta da quella che le sembra una giovane “profuga”. Lucia le offre 5 euro e riprende a lavorare. Ma la sera, mentre cucina in casa sua, la rivede improvvisamente lì davanti a lei. La “profuga” la fissa e le dice: “Vai dagli uomini e dì loro di costruire una chiesa là dove ti sono apparsa…”.

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